La scelta di costruire un edificio adottando il legno come elemento strutturale, così come per le altre finiture, è sicuramente encomiabile e denota una particolare sensibilità ecologica verso la salvaguardia delle risorse disponibili. Il legno è infatti uno dei pochi materiali rinnovabili che la Terra ci rende disponibili; per “rinnovabile” si intende un prodotto che la natura ci dona e che è in grado di rigenerare nel processo naturale di vita, morte e rinascita.
Chi, come produttore ma anche come fruitore, si avvicina alla tecnologia del legno in edilizia è conscio dell’importanza che rivestono i problemi ambientali e, in particolar modo, quelli legati ai rifiuti, alla riciclabilità e alla salvaguardia dell’impronta ecologica. Al contempo è anche consapevole dell’importanza che rivestono i materiali naturali per la salute umana, soprattutto quelli non trattati con sostanze impregnanti di derivazione petrolchimica e additivi di vario genere. Purtroppo, però, non sempre questa filosofia viene sposata appieno e in totale coerenza.
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Indice
Suggeriamo:
Progettare e costruire case green
Questo testo tecnico, aggiornato alla recente Direttiva EPBD (c.d. Case Green), fornisce informazioni su come si progetta e si costruisce una casa green, dalle fondazioni al tetto. L’opera è strutturata in capitoli, che fanno riferimento alle singole parti componenti costruttive dell’edificio, come le fondazioni, le pareti, il tetto, i solai, ecc.Gli elementi costruttivi e i materiali sono analizzati distinguendo le loro componenti bioedii e sostenibili, considerando che i due termini non sono sinonimi dello stesso concetto. Rappresenta il più recente e completo tentativo di sistematizzazione delle conoscenze, delle tecniche e dei materiali rappresentativi di un approccio “green” all’edilizia.Ma la bioedilizia non è semplicemente “l’arte del costruire secondo natura”. Come evidenzia l’Autore: La casa green, come ogni altra forma costruttiva, è basata su mediazioni, ovvero sull’accettazione anche di quei materiali e quelle tecnologie non propriamente derivati dalla natura, ma che costituiscono una conditio sine qua non, perché non hanno una valida alternativa “naturale” e quindi sono indispensabili al raggiungimento di uno scopo preciso.Operare green o in bioedilizia non vuol dire quindi rifiutare ed escludere a priori i materiali di sintesi, ad esempio, ma, al contrario, ottimizzarne l’uso.L’opera, quindi, per la sua completezza, il rigore scientifico e la trattazione mai astratta, guida il lettore in un appassionante percorso tecnico ed etico per imparare a progettare e costruire case sostenibili, green ed ecologiche.Roberto Sacchiarchitetto libero professionista, titolare dello studio Cultura&Ambiente, consulente CasaClima ed esperto in ecologia dell’architettura, con esperienza ultratrentennale nello studio dei materiali e degli isolanti in edilizia. Co-fondatore dell’INDEP (Istituto Nazionale di Diagnostica e Patologia Edilizia), dal 2005 svolge attività di docenza al Master Polis Maker del Politecnico di Milano.
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Quando la coerenza costruttiva viene meno
La logica suggerirebbe infatti che se si scelgono materiali biocompatibili e tecnologie ecologiche per costruire una casa, tale modalità dovrebbe essere adottata, ove possibile, anche per tutti gli altri componenti che costituiscono l’edificio. Ma non è sempre così.
Nel mio peregrinare come consulente tecnico, mi è capitato frequentemente di visitare carpenterie, imprese edili, produttori di case in legno, ma anche studi tecnici specializzati, che affiancano alla tecnologia del legno materiali di completamento e di finitura estranei all’edilizia naturale, come ad esempio prodotti derivati dalla sintesi petrolchimica o provenienti da attività estrattive di cava, che poco hanno a che vedere con la (bio)edilizia e con il concetto di materiale rinnovabile, ma che vengono comunemente accettati come tali.
È paradossale trovare infatti, in molti casi, edifici strutturalmente costruiti in legno – magari con il sistema a telaio che impiega segati di legno privi di collanti – nei quali però la parte di riempimento isolante non viene affidata a prodotti termoacustici di analoga estrazione vegetale, come la fibra di legno, il sughero nelle due versioni biondo e tostato, la canapa o la lana di pecora, tanto per citarne alcuni, bensì alle lane minerali, tra le tipologie isolanti alternative più frequentemente adottate.
Le paure che guidano la scelta dei materiali
Le motivazioni che inducono un produttore a scegliere materiali alternativi non rinnovabili, così come quelle che portano il fruitore ad accettarli, sono di varia natura; il più delle volte riguardano la sicurezza della costruzione, soprattutto in relazione ai rischi derivanti da umidità, acqua e fuoco.
Si tratta di problematiche costruttive assolutamente degne di attenzione, ma alle quali l’edilizia ecologica è in grado di rispondere con molteplici soluzioni protettive, ormai ampiamente collaudate, purché si rispettino le corrette prassi di lavoro e ci si affidi a un valido carpentiere, capace di adottare tutte le misure tecniche necessarie durante le fasi costruttive.
Tra percezione del rischio e disinformazione
Il problema principale non riguarda quindi oggettivamente i materiali costruttivi in sé, bensì le modalità con cui vengono correttamente impiegati. Di questo purtroppo il fruitore non è consapevole, poiché è abituato a leggere soltanto un aspetto del problema, quello che trova su internet, sui social e sui quotidiani, riguardo agli incendi che colpiscono gli edifici e ai fenomeni di marcescenza del legno in presenza di acqua.
Molto probabilmente, però, quel fruitore si è fermato alla sensazione emotiva suscitata dalla prima notizia e non ha approfondito il messaggio; oppure, come è probabile, nessuno gli ha spiegato che quell’incendio si è sviluppato a causa di un noto materiale petrolchimico altamente infiammabile, o che la marcescenza che ha messo a rischio di crollo una casa in legno è stata causata da una “disattenzione” del carpentiere, che non ha impermeabilizzato correttamente l’attacco a terra, oppure è dovuta alla perdita d’acqua di un tubo in cucina, che ha invaso l’edificio, per la mancanza di un’adeguata protezione impermeabile del solaio.
Forse, come immagino, la paura del fruitore è dovuta all’assenza di una cultura tecnica, che però non gli compete, ma che solo un professionista o un carpentiere sarebbero in grado di fornirgli, invece di proporre soluzioni con materiali alternativi, per tranquillizzarlo e tenerlo a bada dalle preoccupazioni.
Informare il cliente per costruire in modo coerente
Diversamente, con un po’ di impegno in più, il fruitore potrebbe essere informato dell’esistenza di sistemi protettivi e della resistenza intrinseca delle strutture lignee, che, se sottoposte ad un incendio, possono ad esempio resistere più dell’acciaio. Potrebbe quindi sapere che, utilizzando, per esempio, pannelli di fibra di legno ad alta densità, la fiamma di un incendio carbonizza la superficie esposta, rallentando la combustione e consentendo ai pannelli isolanti di resistere più a lungo rispetto ad una lana di vetro, tanto per citare un prodotto noto per la sua caratteristica ignifuga. Oppure potrebbe conoscere anche l’esistenza di membrane impermeabili, al contempo traspiranti e ignifughe.
Per trasferire questo sapere occorre però un po’ di tempo in più, ma sarà sempre tempo ben investito. Per fortuna esistono ormai molti carpentieri, costruttori, tecnici progettisti, agenti immobiliari, venditori di case in legno e commerciali che adottano questo approccio e informano correttamente il cliente, rassicurandolo non solo sulla bontà della scelta etica (bio)edile intrapresa, ma anche della qualità dei materiali rinnovabili che, in modo coerente, accomunano la struttura statica di legno agli altri elementi costruttivi di finitura della stessa provenienza.
Allo stesso mondo ci sono alcune carpenterie che, per coerenza filosofica, agiscono con coscienza ecologica e adottano legnami non trattati chimicamente e assemblano i singoli componenti escludendo il più possibile le parti metalliche, ma adottando invece appositi incastri per legare tra loto i vari elementi costruttivi.

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