In un recente articolo abbiamo chiarito la figura e il ruolo del cosiddetto Energy Manager, sempre più importante per la transizione energetica, perché specializzato nel campo dell’efficienza energetica e della gestione dell’energia all’interno di un’organizzazione.
Gli Energy Manager possono operare sia internamente, come dipendenti di un’azienda, sia come consulenti esterni per le aziende. Ancora non esiste un tariffario ufficiale a livello nazionale per gli Energy Manager e, a causa dell’assenza di un albo professionale specifico, la remunerazione può variare significativamente. Vediamo qualche indicazione su come regolarsi per il compenso degli Energy Manager esterni.
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Indice
Energy Manager, tipologie di compensi
Per gli Energy Manager esterni, il compenso può essere suddiviso in tre categorie principali:
- quota fissa: copre le attività di diagnosi energetica, analisi dei consumi e la predisposizione di studi di fattibilità per interventi energetici;
- quota variabile per entità dei lavori: si riferisce ai costi diretti degli interventi specifici gestiti dall’Energy Manager;
- quota variabile per risparmi ottenuti: basata sui risparmi economici effettivi realizzati attraverso gli interventi suggeriti.
Queste modalità di compensazione possono essere adottate in maniera complementare o alternativa, a seconda delle necessità e delle preferenze dell’azienda cliente.
Vantaggi e rischi del compenso basato sui risultati
Il pagamento basato sui risultati può incentivare l’Energy Manager a massimizzare l’efficienza degli interventi, allineando gli interessi del professionista con quelli dell’azienda.
Tuttavia, la misurazione precisa dei consumi pre e post intervento è spesso complessa e soggetta a incertezze, a causa della scarsità di dati. Questo può portare a controversie e rende tale metodo di remunerazione meno desiderabile in assenza di un rapporto di fiducia preesistente tra le parti. Un approccio misto potrebbe rivelarsi quindi più equilibrato e sicuro.
Proposte di tariffario per Energy Manager
Una proposta di tariffario è stata avanzata negli anni Novanta dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, e può servire come riferimento iniziale per stabilire compensi equi.
Utili dati aggiuntivi possono essere tratti dall’indagine condotta da FIRE all’inizio del 2011, che fornisce uno spaccato aggiornato della retribuzione media degli Energy Manager in Italia.
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