Abusi edilizi: demolizione o fiscalizzazione? I limiti chiariti dalla Cassazione

Una recente sentenza della Cassazione offre l’occasione per riepilogare i limiti della fiscalizzazione degli abusi edilizi: dalle opere in area vincolata agli interventi che creano nuove superfici o volumetrie, ecco quando la demolizione non può essere evitata.

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Ordine di demolizione e fiscalizzazione degli abusi edilizi: se il Comune non risponde nei termini la demolizione è comunque dovuta se la tipologia di abuso è fuori dal perimetro della sanzione alternativa. L’inerzia del Comune non conta.

Così la Cassazione con la sentenza 19258/2026 (sezione penale) che fa il punto sul perimetro di applicazione della fiscalizzazione in alternativa alla demolizione, elencando con precisione i paletti nei quali questa opzione è sempre esclusa per definizione. Tra questi gli interventi in parziale difformità dal titolo in aree vincolate, esclusi a prescindere dalla tipologia di intervento, e il caso di creazione di nuovi volumi e superfici, in qualunque zona vengano realizzati. In questi casi non ci si può appellare alla mancata risposta del Comune alla richiesta di fiscalizzazione.

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L’ordine di demolizione per l’ampliamento

La vicenda esaminata dalla Cassazione questa volta viene da lontano. L’ordine di demolizione è infatti divenuto irrevocabile nel 2008. Il Tribunale di Salerno aveva accertato la difformità rispetto alla normativa edilizia e paesaggistica di un intervento edilizio in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Si tratta di una sorta di porticato, ossia di un manufatto, composto da otto pilastri e solaio in calcestruzzo nonché di una piattaforma in legno piantata nel calcestruzzo. La sentenza aveva contestualmente disposto l’ordine di demolizione delle opere abusive.

Nel frattempo l’immobile era andato in successione e l’erede ha chiesto la sospensione dell’efficacia dell’ingiunzione, avendo presentato un’istanza di fiscalizzazione. Per questo aveva fatto anche ricorso al TAR per ottenere l’adozione del provvedimento da parte del Comune. Il TAR aveva accertato il silenzio-inadempimento sulla richiesta di fiscalizzazione, ma Tribunale aveva comunque respinto la richiesta e il proprietario. Di qui il ricorso in Cassazione.

L’inerzia del Comune non basta per evitare la demolizione

Il Tribunale aveva fondato il rigetto della domanda di annullamento sulla circostanza, non contestata, che il Comune non aveva emesso alcun provvedimento amministrativo incompatibile con l’esecuzione dell’ordine di demolizione, né risultava che fosse imminente la sua adozione. La Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale in quanto la sentenza del TAR, che si limita ad accertare l’inerzia dell’ente che ha mancato di rispondere alla richiesta nei termini di legge, non vincola comunque il Comune in merito al contenuto del provvedimento da adottare.

Allo stesso modo la diffida ad adempiere notificata successivamente è del tutto irrilevante: anche ipotizzando che il Comune avesse provveduto entro i novanta giorni, nessun elemento permetteva di prevedere un esito che fosse favorevole alla richiesta e ammettesse, quindi, la sostituzione dell’obbligo di demolizione con il pagamento della sanzione.

Peraltro questa è un’opzione che non è ammessa per legge per gli interventi non autorizzati, o in parziale variazione, nelle zone con vincolo paesaggistico. Quindi non ci si può appellare al solo mancato rispetto dei termini quando la sostanza dell’abuso è incompatibile con le norme sulla fiscalizzazione.

Fiscalizzazione e vincolo paesaggistico, binomio impossibile

Le norme, ricorda la Cassazione, in questo ambito sono decisamente chiare. La fiscalizzazione, prevista dall’art. 34, comma 2, del TUE, è applicabile infatti esclusivamente per le opere realizzate in parziale difformità rispetto al titolo edilizio. Un principio questo che vale in generale ma non è in alcun modo applicabile per gli interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo paesaggistico.

Nelle zone sottoposte a vincolo paesaggistico, infatti, tutti gli interventi realizzati in difformità dal titolo abilitativo si considerano in variazione essenziale e, di conseguenza in difformità totale rispetto all’intervento autorizzato. Una tipologia di abuso per cui la fiscalizzazione non è mai applicabile, indipendentemente dalle caratteristiche concrete dell’opera realizzata. A fare la differenza e rendere quindi inapplicabile a prescindere la sanzione alternativa alla demolizione è l’ubicazione stessa del fabbricato. Un dato che evidentemente è imprescindibile.

Nuove superfici e volumetrie, fiscalizzazione mai ammessa

In più, nel caso specifico, sottolinea ancora la sentenza, occorre considerare anche il secondo ostacolo alla fiscalizzazione, che opera in modo autonomo e cumulativo rispetto al primo. La sanzione alternativa è comunque inapplicabile, in base a quanto previsto dallo stesso art.34 del TUE, alle opere che abbiano comportato la realizzazione di ulteriori superfici e volumetrie.

Nel caso in questione, il manufatto – otto pilastri posti a sostegno di un solaio in calcestruzzo – comportava inequivocabilmente la creazione di nuova cubatura. La fiscalizzazione, quindi, non può essere ammessa anche per questa ragione. I due limiti sono entrambi invalicabili: in presenza di uno solo di essi – zona vincolata o nuove volumetrie – la fiscalizzazione è già esclusa. No, quindi, al ricorso del proprietario dell’immobile.

Condizioni di applicabilità della fiscalizzazione (art. 34, co. 2, d.P.R. n. 380/2001)

Vediamo in questa tabella di riepilogo il perimetro di applicazione della fiscalizzazione alternativa alla demolizione:

Condizione

Fiscalizzazione applicabile

Parziale difformità, zona non vincolata, senza nuove volumetrie

Opere in zona sottoposta a vincolo paesaggistico

No – le difformità si considerano sempre variazione essenziale/difformità totale (Cass. n. 1443/2020)

Opere che comportano nuove superfici o volumetrie

No – anche in assenza di vincolo paesaggistico (Cass. n. 40565/2024)

Variazione essenziale o difformità totale

No

Opere in assenza di titolo abilitativo

No

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Antonella Donati

Giornalista professionista, vanta una vasta conoscenza delle normative vigenti in ambito edilizio con una particolare attenzione alle problematiche operative per i professionisti tecnici e agli aspetti fiscali. Ha pubblicato numerosi volumi e articoli che offrono approfondimenti …Continua a leggere

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