Consolidamento fondazioni, quando micropali e resine funzionano insieme: il caso di una villetta in pianura

Micropali precaricati e iniezioni di resine a lenta espansione per il consolidamento delle fondazioni di una villetta di campagna in provincia di Mantova.

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Spesso anche in zone di pianura possono verificarsi dei dissesti e le abitazioni possono manifestare, molti anni dopo la costruzione, crepe nei muri. Trattandosi di zone pianeggianti si possono escludere fenomeni franosi e slittamenti con componente orizzontale: si tratta quindi di veri e propri cedimenti verticali. In questi casi la distorsione che determina le fessurazioni è dovuta al fatto che una porzione di edificio si abbassa rispetto all’altra che rimane ferma: avviene cioè un cedimento differenziale delle fondazioni.

Di norma si propone di intervenire con una tecnica di consolidamento su tutta la porzione da consolidare. In certi casi però può essere strategico intervenire con due diverse tipologie di consolidamento, ottimizzando i pro e contro delle metodologie ad oggi disponibili. In questa case history vedremo come sono state impiegate insieme due tecniche SYStab:

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Indice

Tipo di problematica

L’intervento è stato eseguito da SYStab su un’abitazione civile sita nella pianura mantovana nel novembre 2025. La struttura, edificata in varie epoche, a seguito di una copiosa perdita d’acqua, ha manifestato cedimenti differenziali che hanno coinvolto sia il corpo di costruzione più recente, dotato di fondazioni continue in cemento armato, sia la porzione più antica con fondazioni superficiali in muratura. Anche dopo la risoluzione della rottura della rete idrica i cedimenti avevano continuato ad aumentare, in particolare dopo l’estate, e questa situazione aveva finito per compromettere sia i muri portanti esterni sia alcune murature interne e le pavimentazioni del piano terra.

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Consolidamento delle fondazioni e dei terreni con micropali precaricati e resine a lenta espansione

I tecnici incaricati dalla committenza hanno deciso di optare per l’impiego di una tecnica mista: micropali e resine per stabilizzare la casa e ridurre costi e invasività al minimo.

Dopo aver vagliato tutte le possibili metodologie di consolidamento delle fondazioni, per la struttura più recente, che manifestava i cedimenti maggiori, si sono orientati fin da subito su fondazioni profonde: vista la necessità di operare in tempi rapidi e ridurre l’invasività del cantiere (la casa era abitata e rifinita), i Pali Precaricati di SYStab sono stati ritenuti i più idonei.

In questa struttura più recente, un corpo aggiunto, essendo dotata di fondazioni in c.a., è stato possibile collegare i micropali direttamente al cordolo esistente, evitando di dover realizzare una nuova sottofondazione e riducendo quindi i tempi e i costi dell’opera.

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Per le porzioni più antiche e per i muri interni invece si è deciso di utilizzare un consolidamento ancora meno invasivo, che non necessitasse né di demolizioni né tantomeno di scavi. L’unica tecnica che permette di ottenere una stabilizzazione del terreno e delle fondazioni è quella basata sulle iniezioni di resine espandenti direttamente nel volume significativo della fondazione.

L’opera di consolidamento avviene mediante microperforazioni di 25 mm e l’utilizzo di cannule in alluminio per l’iniezione delle resine bicomponenti e autoespandenti nel terreno. Per l’intervento sono necessari, mediamente, un paio di giorni.

Vantaggi del consolidamento eseguito con micropali precaricati

Il consolidamento fondazioni con micropali precaricati ha permesso di stabilizzare definitivamente il corpo aggiunto, ristabilendo la sicurezza del fabbricato e permettendo il ripristino delle crepe nei muri, mentre le resine sono servite stabilizzare le porzioni senza fondazioni in c.a. e i muri interni interessati marginalmente dai cedimenti.

Il consolidamento con pali precaricati ha svariati vantaggi rispetto alle tradizionali tecniche, e abbinato alle iniezioni di resina permette di risolvere la stragrande maggioranza dei dissesti:

  • tempi di realizzazione molto rapidi se confrontati alle metodologie classiche;
  • non produce alcun materiale di risulta;
  • possibilità di operare con altezze ridotte, anche in interrati (bastano 150 cm di altezza);
  • non impiega normalmente né fanghi né acqua (cantiere asciutto, idoneo anche in ambienti stretti e interni);
  • non produce alcuna vibrazione dannosa per le sovrastrutture;
  • la portata di ogni micropalo viene testata in corso d’opera;
  • precarico per l’annullamento dei cedimenti primari per tutti i pali;
  • prevede la possibilità di sollevamenti e di recupero della planarità se la struttura lo consente.
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L’opera complessiva di realizzazione, tra iniezioni e infissione dei micropali (12 micropali diametro 114 mm e lunghezza media 10 metri, fissati mediante piastre in acciaio direttamente sulla fondazione esistente), è durata solamente 8 giorni. La tecnologia impiegata ha consentito di operare rapidamente, con disagi minimi e senza produrre sollecitazioni dannose per la struttura abitata.

Per ulteriori informazioni
Pali precaricati SYStab
Iniezione di resine espandenti SYStab

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