Nonostante il divieto di produzione e commercializzazione risalga alla Legge n. 257/1992, il patrimonio edilizio italiano conta ancora milioni di metri quadrati di coperture realizzate in cemento-amianto. La messa in sicurezza degli edifici contenenti amianto, denominate opere di bonifica, risulta essere tra le più significative nell’ambito della messa in sicurezza e restituzione di edifici, impianti e aree contaminate.
Tra le strategie di bonifica disciplinate dalla normativa vigente, l’incapsulamento delll’amianto si distingue come la soluzione più praticabile per coperture in condizioni strutturalmente integre, prevedendo un trattamento con prodotti liquidi che fungono da azione penetrante e/o ricoprente rispettivamente per inglobare/ripristinare l’aderenza al supporto e per realizzare una pellicola che funge da barriera al rilascio di fibre della superficie esposta.
Tale operazione risulta vantaggiosa per i seguenti motivi:
- riduzione di tempi e costi di intervento rispetto alla rimozione;
- minor rischio per i lavoratori;
- minor inquinamento causato nell’ambiente rispetto alle operazioni di rimozione.
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Indice
- Il quadro normativo di riferimento
- Le tre strategie di bonifica: rimozione, confinamento e incapsulamento
- Come funziona l’incapsulamento: meccanismo d’azione e tipologie
- Il ciclo applicativo: fasi operative e accorgimenti tecnici
- Vantaggi delle membrane liquide
- L’importanza della manutenzione programmata
Il quadro normativo di riferimento
La bonifica di manufatti contenenti amianto è disciplinata in Italia da un quadro normativo articolato, il cui nucleo è rappresentato dal D.M. 6 settembre 1994, emanato in attuazione della Legge quadro n. 257/1992. Il decreto definisce le tre macrostrategie di intervento ammesse, stabilisce i criteri di scelta tra esse e regolamenta le condizioni operative per ciascuna tipologia.
Il D.M. 20 agosto 1999 integra il quadro precedente fissando i requisiti minimi prestazionali dei rivestimenti incapsulanti per cemento-amianto, differenziati per tipologia (A, B, C, D) in funzione della posizione del manufatto e dell’esposizione agli agenti atmosferici. Il mancato rispetto di questi requisiti inficia la validità tecnica e legale dell’intervento.
Il progettista incaricato della direzione lavori è tenuto a verificare la conformità dei prodotti impiegati, documentare il ciclo applicativo e predisporre un programma di controllo periodico. L’intervento deve essere eseguito esclusivamente da operatori in possesso delle abilitazioni previste dalla normativa per la gestione di materiali contenenti amianto.
Le tre strategie di bonifica: rimozione, confinamento e incapsulamento
Il D.M. 6/9/1994 individua tre approcci distinti, ciascuno con specifiche indicazioni di utilizzo, vantaggi e limitazioni operative.
La rimozione comporta lo smontaggio fisico delle lastre o degli elementi contenenti amianto, con successivo conferimento in discarica autorizzata. Si tratta della soluzione più radicale, ma anche quella che espone maggiormente i lavoratori al rischio di inalazione e che genera la più elevata quantità di rifiuti speciali, con conseguenti impatti economici e ambientali rilevanti.
Il confinamento prevede l’installazione di una barriera fisica che isola il materiale amiantifero senza rimuoverlo né trattarlo direttamente. È applicabile in contesti specifici, ma non interagisce con la superficie del manufatto e non ne ripristina le prestazioni impermeabilizzanti.
L’incapsulamento consiste nell’applicazione di prodotti liquidi penetranti e/o ricoprenti che inglobano le fibre di amianto, ne impediscono il rilascio nell’ambiente e, nel caso dei rivestimenti ricoprenti, realizzano una membrana continua impermeabile sulla superficie trattata. Il D.M. 6/9/1994 lo definisce esplicitamente come “il trattamento di elezione per i materiali poco friabili di tipo cementizio”.
Come funziona l’incapsulamento: meccanismo d’azione e tipologie
Il principio alla base dell’incapsulamento è la formazione di un film protettivo continuo che incapsula la superficie del manufatto, impedendo il distacco e la dispersione delle fibre di amianto. L’efficacia a lungo termine del trattamento dipende dalle caratteristiche meccaniche e fisico-chimiche del prodotto impiegato, oltre che dall’applicazione a regola d’arte del sistema incapsulante.
L’azienda Icobit sviluppa soluzioni per l’incapsulamento dell’amianto in conformità al D.M. 20/08/99, secondo il quale è possibile rivestire il materiale contenente amianto, da una lastra di copertura piana o ondulata fino ad una canna fumaria, con l’utilizzo di speciali formulati liquidi colorati. A seconda dell’applicazione, il rivestimento incapsulante può essere:
- Tipo A: incapsulamento esterno a vista, esposto agli agenti atmosferici. Richiede elevata resistenza UV, all’acqua e agli sbalzi termici. Il ciclo prevede: primer penetrante Icofiss, prima e seconda mano del protettivo liquido Icoper Multiuso a contrasto di colore, con spessore totale medio di 300 μ e consumo minimo di 700 gr/mq.
- Tipo B: incapsulamento interno a vista, per manufatti in ambienti chiusi. Il ciclo prevede: primer penetrante mediante Icoper Multiuso e prima e seconda mano sempre di Icoper Multiuso a contrasto di colore. Spessore totale medio 250 μ, consumo minimo 600 gr/mq.
- Tipo C: incapsulamento non a vista, a supporto di operazioni di confinamento. ll ciclo prevede: primer penetrante mediante Icoper Multiuso e prima e seconda mano sempre di Icoper Multiuso a contrasto di colore. Spessore totale medio 200 μ, consumo minimo 500 gr/mq.
- Tipo D: trattamento ausiliario per le fasi di rimozione, finalizzato a inertizzare le fibre prima, durante e dopo lo smontaggio. ll ciclo prevede: primer penetrante mediante Icoper Multiuso. Consumo minimo 80 gr/mq.
Un requisito obbligatorio per tutte le tipologie, stabilito dalla normativa, è il contrasto di colore tra le mani di applicazione successive. Questa prescrizione consente di verificare visivamente la copertura del rivestimento durante la posa e, nelle fasi di manutenzione, di individuare con immediatezza le aree in cui lo strato superficiale ha subito un degrado che richiede ripristino.
Il ciclo applicativo: fasi operative e accorgimenti tecnici
- Preparazione del supporto: la corretta riuscita di un intervento di incapsulamento dipende in misura determinante dalla preparazione del supporto. Le lastre in cemento-amianto devono essere pulite accuratamente, eliminando muschi, licheni e qualsiasi deposito organico che possa compromettere l’adesione del rivestimento. Il supporto deve essere asciutto, coeso e privo di parti friabili in distacco. Come anticipato, per i manufatti in cemento-amianto si prevede generalmente l’applicazione di un primer penetrante consolidante come fase preliminare, con funzione di ancoraggio e di consolidamento delle parti superficialmente degradate.
- Applicazione del rivestimento incapsulante: dopo la completa essiccazione del primer, si procede con la posa del rivestimento incapsulante ricoprente. I sistemi Icobit prevedono l’applicazione di almeno due mani a colori contrastanti, con intervallo minimo di 24 ore tra una mano e la successiva. I prodotti della linea sono monocomponenti, pronti all’uso, applicabili a pennello, rullo o spruzzo con sistema airless.
Come suddetto, il sistema Icoper Multiuso di Icobit è idoneo a tutte e quattro le tipologie di incapsulamento previste dalla normativa (A, B, C e D), in conformità al D.M. 06/09/1994. Si tratta di una membrana continua impermeabilizzante monocomponente a base acquosa, che una volta essiccata, crea un film elastico resistente ai raggi UV e al ristagno d’acqua e alla grandine, e che non necessita di strati protettivi finali.
Inoltre, per gli interventi localizzati, i sistemi Icobit comprendono anche alternative di prodotti specifici per le tipologie B e C: Fiber Stop In è un rivestimento incapsulante ricoprente a base di resine per intradosso e confinamento, applicabile sia su matrici compatte che friabili. Fiber Stop Up risponde alle medesime esigenze prestazionali per le tipologie A e C, con analoga formulazione elastomerica e identiche caratteristiche meccaniche, ma destinato alle superfici all’estradosso, in esposizione esterna. Entrambi i prodotti presentano permeabilità al vapore acqueo e resistenza alle aggressioni di atmosfere industriali e marine.

Vantaggi delle membrane liquide
Le guaine liquide offrono vantaggi tecnici e operativi di rilievo, particolarmente evidenti nell’ambito della bonifica di coperture in cemento-amianto. Una volta applicate, formano un manto continuo e privo di giunzioni e sovrapposizioni, adattabile a qualsiasi geometria della superficie, comprese le ondulazioni tipiche delle lastre in fibrocemento.
I principali vantaggi tecnici e gestionali dell’incapsulamento con sistemi liquidi sono:
- Assenza di smaltimento: non si generano rifiuti speciali da amianto, con riduzione significativa dei costi e dei rischi per gli operatori.
- Interventi non invasivi: le attività possono essere svolte senza interrompere l’operatività dell’edificio.
- Ripristino delle prestazioni impermeabilizzanti: il rivestimento ricoprente non si limita a bloccare le fibre ma protegge la copertura dagli agenti atmosferici, migliorandone la durabilità complessiva.
- Manutenzione: la verifica visiva dello stato del rivestimento è semplificata dalla differenziazione di colore delle mani di applicazione.
- Compatibilità ambientale: i sistemi Icobit sono formulati in emulsione acquosa, privi di solventi e certificati in Classe A+ per le emissioni di VOC, e dotati di dichiarazione ambientale di prodotto EPD.
Il sistema Icoper Multiuso di Icobit è, inoltre, conforme alla norma UNI 11928 sui prodotti liquidi per l’impermeabilizzazione e dispone inoltre di certificazione Broof secondo EN 13501-5 per il comportamento al fuoco esterno delle coperture, requisito rilevante nei casi di installazione di impianti fotovoltaici in copertura, e soddisfa i requisiti della norma EN 14891 per la crack bridging ability, garantendo la tenuta del rivestimento anche in presenza di microfessurazioni del supporto.

L’importanza della manutenzione programmata
La normativa impone che le coperture sottoposte a incapsulamento siano inserite in un programma di manutenzione periodica, finalizzato a valutare l’integrità del rivestimento e a verificare l’eventuale necessità di interventi di ripristino. La frequenza dei controlli è determinata dal piano di lavoro predisposto dall’operatore qualificato.
Il segnale che indica la necessità di un ripristino è visivo: quando il colore dello strato applicato per primo affiora in maniera visibile in superficie, significa che lo strato esterno ha perso spessore sufficiente e la protezione va rinnovata. Questo meccanismo di lettura cromatica, reso possibile dall’obbligo normativo del contrasto di colore, consente una gestione predittiva dell’intervento manutentivo.
I sistemi Icobit per l’incapsulamento sono progettati per garantire elevata protezione nel tempo, anche in condizioni di esposizione agli agenti atmosferici più severi, riducendo la frequenza degli interventi di manutenzione e i costi di gestione a lungo termine della copertura.
La scelta di un sistema certificato e la corretta esecuzione del ciclo applicativo da parte di operatori qualificati sono le condizioni necessarie per assicurare l’efficacia dell’intervento nel rispetto della normativa vigente e per garantire la messa in sicurezza dell’opera edile interessata.
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