In Italia, la salubrità degli ambienti domestici resta un tema aperto per milioni di famiglie: secondo i dati ISTAT analizzati da Saint-Gobain Italia, il 16,3% dei nuclei familiari segnala problemi di umidità nella propria abitazione: in termini assoluti, circa 4,3 milioni di famiglie, pari a 9,4 milioni di persone. Un fenomeno che non incide solo sul comfort degli spazi interni, ma può avere effetti anche sulla salute: l’Organizzazione Mondiale della Sanità collega infatti il 13% dei casi di asma cronica infantile nei Paesi industrializzati a un eccesso di umidità negli edifici.
Il quadro della qualità abitativa comprende anche altri fattori critici: strutture danneggiate, segnalate dall’11,9% delle famiglie, scarsa luminosità, indicata dal 9,6%, ed esposizione al rumore nella zona di residenza, che riguarda l’11,7% dei nuclei familiari. Sono quattro indicatori che, letti insieme, restituiscono una fotografia delle principali fragilità del patrimonio residenziale italiano e pongono al settore delle costruzioni una sfida concreta: intervenire sul comfort e sulla qualità degli ambienti interni con soluzioni efficaci, compatibili con la ristrutturazione dell’esistente e meno invasive rispetto al passato.
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Indice
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Progettare il comfort abitativo
Il comfort abitativo è il risultato di un equilibrio dinamico tra l’uomo e l’ambiente costruito, dove la qualità dell’aria, il controllo termoigrometrico, l’acustica e l’illuminazione si intrecciano con le risposte sensoriali e psicofisiche dell’individuo. Questo volume propone un approccio interdisciplinare alla progettazione degli spazi abitativi, connettendo i principi delle neuroscienze con le soluzioni tecniche per garantire il benessere indoor. Attraverso un’analisi comparata tra il funzionamento del corpo umano e le prestazioni dell’involucro edilizio, gli autori offrono una guida alla progettazione consapevole degli ambienti, mettendo in relazione sistemi impiantistici, materiali e tecnologie costruttive con le percezioni sensoriali di chi abita gli spazi. La trattazione è arricchita da numerosi esempi applicativi dedicati a residenze, scuole, hotel, luoghi di lavoro e cantine, con un’attenzione particolare alla gestione della salubrità, all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale. Uno strumento indispensabile per architetti, ingegneri e progettisti impegnati nella definizione di spazi che migliorano la qualità della vita quotidiana. Mirko GiuntiniIngegnere, si occupa da anni di progetti di edifici ecosostenibili. È consulente energetico e docente dell’Agenzia CasaClima, Esperto in Edilizia Sostenibile (EES) ed Esperto in Gestione dell’Energia (EGE). Svolge attività di docente in corsi di specializzazione e master su tematiche di sostenibilità ambientale e costruzioni sostenibili organizzati da ordini professionali, enti pubblici e privati, scuole e centri di formazione di importanza nazionale.Rosita RomeoGiornalista, Consulente CasaClima, Esperta di comfort abitativo, Sociologa con un diploma e relativa abilitazione di geometra. Se con le conoscenze tecniche progetta edifici secondo i parametri dei protocolli di CasaClima con quelle sociologiche si occupa degli effetti del discomfort abitativo sul cervello e conseguenzialmente sugli atteggiamenti e comportamenti individuali.
Mirko Giuntini, Rosita Romeo | Maggioli Editore 2025
I dati di partenza
I dati di base – elaborati e interpretati da Saint-Gobain Italia – provengono dall’indagine ISTAT Aspetti della vita quotidiana (rilevazione 2025), nelle sezioni dedicate ai problemi nell’abitazione e nella zona di residenza, distribuite per regione, tipo di comune e caratteristiche del principale percettore di reddito. I valori percentuali sono riferiti alle famiglie con le stesse caratteristiche, e calcolati sulla base di 26,6 milioni di famiglie residenti in Italia, come da Indicatori demografici ISTAT 2025. Il dato sull’impatto sanitario dell’umidità domestica è tratto invece dal rapporto OMS sulla qualità dell’aria indoor, ripreso dall’Istituto Superiore di Sanità.
Quindi 4,3 milioni di nuclei familiari combattono giornalmente con l’umidità in casa, 3,1 milioni di famiglie vivono in case con strutture danneggiate, 2,5 milioni in abitazioni scarsamente illuminate da luce naturale, e 3 milioni di famiglie convivono con l’inquinamento acustico.
“I dati raccontano un’urgenza concreta, vissuta dentro le case di milioni di italiani. La salubrità abitativa è oggi uno dei terreni su cui si misura la qualità del costruito – ha commentato Gaetano Terrasini, Amministratore Delegato di Saint-Gobain Italia – Nel tempo l’edilizia ha iniziato a guardare alle prestazioni energetiche come indicatore principale di qualità. Oggi però il comfort abitativo e il benessere indoor devono essere considerati altrettanto decisivi: parlano alla salute e alla qualità della vita. Continuiamo ininterrottamente a innovare i nostri prodotti perché chi abita una casa possa farlo in condizioni di benessere reale, e perché chi costruisce o ristruttura disponga di strumenti capaci di rispondere alle sfide che i dati ci raccontano.”
La geografia del problema, da Nord a Sud Italia
La classifica dell’umidità domestica racconta un’Italia spaccata in due. In testa figura la Sardegna, dove il 25,7% delle famiglie segnala il problema: oltre nove punti sopra la media nazionale. Seguono Friuli-Venezia Giulia (21,1%), Abruzzo (20,8%), Provincia di Bolzano (20%) e Sicilia (19,4%). A questo gruppo si contrappongono Campania (11,1%), Umbria (13%) e Puglia (13,5%), tutte sotto la media.
Sul fronte delle strutture danneggiate, la distribuzione è più trasversale: Bolzano in testa (19,3%), seguita da Sardegna (16%), Abruzzo (15,4%), Lombardia (13,3%) e Friuli-Venezia Giulia (13,1%). Qui il Nord entra in classifica accanto al Sud, segno che il problema della manutenzione non è una questione geografica ma di età e qualità del costruito.
La scarsa luminosità, invece, ha un baricentro chiaramente settentrionale: picco assoluto a Bolzano (19,1%), seguita da Friuli-Venezia Giulia (15,5%), Sicilia (11,7%), Lazio (11%) e Lombardia (10,8%).
Il profilo demografico delle famiglie più esposte
Quali sono le famiglie più esposte a queste problematiche? L’umidità risulta più diffusa nelle case delle famiglie più giovani: in quelle con principale percettore di reddito fino a 35 anni, la quota sale al 18,1%, quasi due punti sopra la media nazionale.
Una traiettoria opposta si osserva per le strutture danneggiate: la quota cresce con l’età del percettore, dal 10,2% nelle famiglie 35-44 anni al 12,8% nelle famiglie con percettore over 65. È il profilo del patrimonio edilizio non regolarmente manutenuto.
Sistemi a secco e intonaci deumidificanti come possibile soluzione
L’umidità domestica non è un fenomeno inevitabile. Nasce dall’incontro tra condizioni ambientali e caratteristiche dell’edificio: ponti termici nelle pareti perimetrali, ventilazione insufficiente, isolamenti datati, infiltrazioni dall’esterno. Le buone pratiche di gestione quotidiana (aerare gli ambienti più volte al giorno, evitare l’eccessiva condensazione di vapore in cucina e in bagno, tenere sotto controllo gli impianti di riscaldamento) contengono il problema, ma non lo risolvono se l’involucro è inefficiente.
Ignorare l’umidità in casa, oltre a deteriorare la qualità della vita, comporta rischi concreti: degrado strutturale delle pareti, formazione di muffe, peggioramento dell’aria interna, con effetti che la letteratura sanitaria internazionale ha ormai documentato.
Quando le condizioni dell’edificio chiedono un intervento più strutturale, esistono soluzioni costruttive in grado di agire in modo mirato. Tra queste, il cartongesso e i sistemi a secco offrono un approccio versatile: esistono ad esempio tecnologie capaci di assorbire e neutralizzare fino all’84% della formaldeide presente nell’aria degli ambienti chiusi.
Inoltre, gli elementi di chiusura del sistema (ad esempio l’abbinamento lastra in cartongesso con tecnologia di assorbimento della formaldeide e un’idropittura specifica per cartongesso) svolgono un ruolo attivo nel purificare l’aria nel corso del tempo, riducendo la concentrazione di formaldeide e permettendo di vivere spazi sempre più salubri.
Un’altra soluzione utile a limitare i danni da umidità in casa è utilizzare un intonaco deumidificante in grado di risanare tutte le tipologie di murature danneggiate. Esistono soluzioni diversificate, valide sia per esterni sia per interni, formulate con leganti cementizi o a base di calce idraulica naturale.
Si tratta di interventi leggeri, rapidi da posare e coerenti con un’edilizia a minore impatto ambientale, compatibili con la ristrutturazione del patrimonio esistente e in grado di ridurre le emissioni di CO2 lungo il ciclo di vita del costruito e i consumi energetici per riscaldare e raffrescare gli ambienti.
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