Rigenerazione urbana e recupero del costruito: meno consumo di suolo, più qualità urbana

Il quadro italiano tra riqualificazione, direttiva EPBD e aree recuperabili, con il caso studio Arcadia Living a Rozzano, sviluppato su un’area precedentemente occupata da un fabbricato abbandonato.

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La rigenerazione urbana sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie di trasformazione delle città, soprattutto in un contesto in cui il contenimento del consumo di suolo e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente sono diventati obiettivi prioritari. Intervenire su edifici e aree dismesse o sottoutilizzate significa infatti combinare recupero urbano, miglioramento delle prestazioni energetiche e qualità dell’abitare, limitando al tempo stesso il ricorso a nuova edificazione.

È quanto emerge anche da una recente analisi di BRB S.p.A. Società Benefit, principale azionista e promotrice dello sviluppo del Gruppo BRB, realtà attiva nei settori delle costruzioni, della riqualificazione e degli investimenti immobiliari. L’analisi mette in relazione il potenziale della rigenerazione urbana con l’esigenza di intervenire sul patrimonio esistente e sulle aree già urbanizzate.

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Patrimonio esistente e consumo di suolo: alcuni dati

Secondo la Commissione europea, oltre l’85% degli edifici che saranno utilizzati nel 2050 esiste già oggi, rendendo strategico per lo sviluppo delle città intervenire sul costruito.

Gli ultimi dati disponibili di ISPRA evidenziano che nel solo 2024 sono stati artificializzati quasi 84 chilometri quadrati di territorio, il dato più elevato dell’ultimo decennio: il nostro Paese ha perso suolo al ritmo di circa 2,7 metri quadrati al secondo. La nuova Direttiva europea EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) punta, inoltre, ad accelerare la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente.

In questo scenario, la rigenerazione del costruito assume quindi una valenza che non riguarda soltanto il mercato immobiliare, ma coinvolge direttamente le strategie di contenimento del consumo di suolo, efficientamento energetico e trasformazione delle aree urbane esistenti.

Il potenziale delle aree da riqualificare

Come evidenziato dal Secondo Rapporto nazionale sulla rigenerazione urbana, pubblicato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Urban Up, in Italia esistono circa 855 chilometri quadrati di aree potenzialmente recuperabili, dalle quali potrebbero derivare fino a 320 milioni di metri quadrati di nuove superfici immobiliari, limitando il consumo di nuovo suolo e valorizzando il patrimonio edilizio esistente.

Si tratta di numeri che mettono in luce la dimensione potenziale degli interventi di recupero e trasformazione del tessuto già urbanizzato e la possibilità di rispondere a una parte della domanda di nuovi spazi senza ricorrere necessariamente all’espansione delle città.

Il caso studio BRB: Arcadia Living a Rozzano

Tra gli interventi sviluppati dal Gruppo BRB nell’ambito della rigenerazione e della riqualificazione urbana rientra Arcadia Living, il complesso residenziale in costruzione a Rozzano, comune alle porte di Milano, su un’area precedentemente occupata da un fabbricato abbandonato, poi demolito e bonificato.

Il progetto, del valore di 50 milioni di euro, prevede 77 appartamenti e adotta soluzioni orientate all’uso efficiente delle risorse, tra cui pompe di calore, riscaldamento a pavimento e isolamento termo-acustico.

Rigenerazione urbana e recupero del costruito: meno consumo di suolo, più qualità urbana Arcadia Living progetto di complesso residenziale in costruzione su unarea dismessa a Rozzano MI 011
Arcadia Living, progetto di complesso residenziale in costruzione su un’area dismessa a Rozzano (MI)

Il sistema del verde comprende un giardino centrale con alberi ad alto fusto e coperture con giardini pensili privati, progettate per trattenere fino al 40% dell’acqua piovana, favorendone una gestione più sostenibile e contribuendo al comfort ambientale.

L’intervento consente di osservare su scala concreta alcuni dei temi centrali della rigenerazione urbana: recupero di un’area precedentemente inutilizzata, bonifica, nuova residenzialità, efficientamento energetico e integrazione di soluzioni per il verde e la gestione delle acque meteoriche.

Afferma Artan Bixi, CEO del Gruppo BRB: “Negli ultimi anni la rigenerazione urbana ha assunto un ruolo sempre più centrale: se in passato lo sviluppo immobiliare era legato soprattutto all’espansione delle città, oggi la sfida è valorizzare il patrimonio esistente, limitando il consumo di nuovo suolo. Tale approccio consente di coniugare qualità costruttiva ed efficienza energetica con la capacità di restituire valore ad aree degradate o sottoutilizzate. Arcadia Living nasce da questa visione: trasformare un’area abbandonata in un nuovo complesso residenziale, contribuendo al tempo stesso alla valorizzazione del contesto urbano.”

Negli ultimi cinque anni il Gruppo BRB ha realizzato oltre 500 appartamenti, più di 50 interventi di riqualificazione edilizia e circa 200 restauri, concentrando una parte della propria attività sul recupero di immobili e aree dismesse o sottoutilizzate.

Per approfondire

Questi temi saranno al centro del dibattito della tavola rotonda Social housing, rigenerazione urbana e qualità dell’abitare: la sfida della prevenzione alle patologie edilizie che si terrà nel contesto del CoNaPE 2027 (Convegno Nazionale delle Patologie Edilizie, 14 aprile 2027, Bologna) e saranno estensivamente trattati anche nell’ambito del primo Forum Nazionale dell’Ufficio Tecnico (9 giugno 2027, Bologna) che vedrà la partecipazione e il contributo scientifico di UNITEL, ANTEL e ANITecPA.

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