Rapporto GreenItaly 2024: la transizione verde tra leadership e sfide per l’Italia

Il nuovo Rapporto GreenItaly 2024 esplora la sostenibilità come motore per l’innovazione e l’occupazione, con focus su edilizia e arredo e il primato italiano nel riciclo.

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Il quindicesimo rapporto GreenItaly – promosso da Fondazione Symbola, Unioncamere e il Centro Studi Tagliacarne, con la collaborazione di Conai, Novamont, Ecopneus, Enel e vari esperti ed associazioni imprenditoriali – presenta un quadro esaustivo sullo stato della green economy in Italia. Attraverso dati, trend e oltre 200 casi studio, il report offre uno strumento annuale di analisi e riflessione sui progressi della transizione verde e sugli effetti della sostenibilità sulla competitività dei sistemi produttivi nazionali e internazionali.

Nell’ampio contesto della green economy, l’Italia mira a consolidare la propria posizione, da un lato rafforzando le aree in cui è già leader – come nel riciclo e nell’economia circolare – e dall’altro cercando di non perdere terreno su altri fronti rispetto agli altri Paesi europei. “C’è un’Italia – ha affermato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, durante la presentazione di GreenItaly 2024 – che può essere protagonista con l’Europa alla Cop29 a Baku (in corso in questi giorni, ndr): fa della transizione verde un’opportunità per rafforzare l’economia e la società“.

Indice

Il primato italiano nel riciclo dei materiali

Secondo i dati presentati nel report, l’Italia si conferma leader europeo nel riciclo: nel 2022, il tasso di avvio a riciclo ha raggiunto il 91,6% dei rifiuti totali, superando nettamente le medie di Germania, Francia e Spagna. I risultati sono particolarmente positivi nel riciclo di imballaggi, con un tasso del 75,3%, e in materiali specifici come carta (92,3%), vetro (77,4%) e acciaio (87,8%). Anche nel riciclo della plastica, il cui tasso è ancora basso (48%), si registrano progressi, grazie a iniziative come il compostaggio di oltre 44 mila tonnellate di plastica biodegradabile.

L’eccellenza italiana si estende anche al settore degli oli minerali usati, con il 98% del totale rigenerato nel 2023 per la produzione di lubrificanti e derivati. Questa efficienza nel recupero di materiali consente all’Italia di ridurre l’importazione di materie prime e minimizzare l’impatto ambientale. Nel caso delle importazioni di pneumatici, ad esempio, si è riusciti ad ottenere un risparmio di 81 milioni di euro (e ingenti emissioni di CO₂) grazie al riciclo dei Pfu.

L’edilizia e la Direttiva Case Green

L’edilizia, uno dei settori chiave della green economy, ha visto in Italia una crescita dell’adozione di pratiche sostenibili, come esplicitamente incoraggiato dalla nuova direttiva europea Case Green. Questa direttiva, come abbiamo ampiamente visto, punta alla ristrutturazione energetica progressiva del patrimonio edilizio per ridurre i consumi del 55% entro il 2030.

Dopo il boom di interventi generato dal Superbonus, ora l’edilizia italiana è chiamata a consolidare il percorso verso soluzioni più sostenibili e innovative, con un focus su materiali ecocompatibili e tecnologie che migliorano l’efficienza energetica e la qualità degli edifici.

L’arredo e il design circolare

Anche il settore dell’arredo-casa, simbolo del Made in Italy, è in prima linea nella transizione verso un’economia circolare. Come emerge dal report, il 64,1% delle imprese acquista materie prime o semilavorati rinnovabili o prodotti in modo sostenibile, il 51,1% ha implementato modelli di business orientati alla circolarità e circa il 70% ha realizzato investimenti per l’efficientamento dei processi.

Inoltre, grazie alla nuova Direttiva Ecodesign, le imprese italiane del settore arredo puntano a sviluppare prodotti più durevoli, riparabili e sostenibili, in linea con la crescente domanda di soluzioni circolari.

Sostenibilità e occupazione verde

La sostenibilità si rivela anche una leva strategica per il mercato del lavoro. Nel periodo 2019-2023, 571.040 imprese, ovvero il 38,6% delle aziende italiane, hanno investito in soluzioni green. Questi investimenti hanno contribuito alla crescita delle professioni legate alla green economy, che a fine 2023 rappresentavano il 13,4% del totale degli occupati. Nel 2023, quasi l’80% delle offerte di lavoro richiedeva competenze in sostenibilità, con settori come la logistica e la progettazione tecnica tra i più attivi.

GreenItaly 2024, scarica il report

Per ulteriori informazioni e per scaricare il report completo vai su symbola.net.

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