Decreto agricoltura approvato: no fotovoltaico a terra nelle zone agricole

Vediamo meglio nel dettaglio quali sono invece gli impianti non soggetti al divieto e quali sono le finalità delle nuove regole

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Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un decreto-legge, detto anche Decreto Agricoltura, che cambia profondamente gli scenari in ambito energetico e agricolo.

Il provvedimento normativo introduce misure urgenti a favore delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, oltre a regolamentare settori di interesse strategico nazionale.

Il decreto stabilisce un divieto chiaro e definito per l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici con moduli a terra nelle zone classificate come agricole dai piani urbanistici.

Vediamo meglio nel dettaglio quali sono invece gli impianti non soggetti al divieto e quali sono le finalità delle nuove regole.

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Sistemi Fotovoltaici

Il volume è una guida completa i) alla progettazione degli impianti fotovoltaici grid-connected, anche dotati di sistemi di accumulo, ii) alla presentazione degli interventi di manutenzione per ottimizzarne le prestazioni, iii) alla trattazione delle tematiche inerenti agli ammodernamenti tecnologici eseguiti su impianti in esercizio (revamping e repowering), iv) alla generazione distribuita residenziale ed industriale e ai sistemi di potenza multimegawatt ed utility-scale.  Il testo mostra l’architettura di un sistema fotovoltaico, fornendone gli elementi necessari per il corretto dimensionamento impiantistico, descrivendone approfonditamente l’ingegneria di sistema: dal gruppo di generazione fino al punto di connessione alla rete elettrica. Il volume è aggiornato alla normativa elettrica vigente, anche con particolare attenzione alle recenti disposizioni normative in tema di implementazione dei sistemi di accumulo all’interno del sistemo elettrico. Una parte del volume è dedicata all’esercizio in parallelo con la rete elettrica dei sistemi fotovoltaici, descrivendone le tipologie di connessione in bassa, media ed alta tensione, gli aspetti progettuali e l’iter TICA – dalla richiesta di connessione inoltrata al gestore di rete, fino alla realizzazione delle opere di rete.  Il testo mostra le operazioni di manutenzione ordinaria standard, fino ad arrivare all’analisi termografica realizzata con droni.  Sono illustrati casi di impianti fotovoltaici “under performing”, e mostrati nel dettaglio esempi di malfunzionamenti o guasti di moduli fotovoltaici ed altri componenti di impianto che comportano riduzione del performance ratio. Il testo mostra tutti gli adempimenti burocratici a cui occorre ottemperare al fine di evitare sanzioni economiche e garantire il mantenimento del diritto all’incentivo e alle convenzioni GSE per impianti incentivati e impianti fotovoltaici eserciti in grid/market parity. Di prezioso ausilio pratico risultano essere le 15 relazioni tecniche di impianti fotovoltaici, complete di schemi elettrici e calcoli progettuali – rilasciati nello spazio web a disposizione del lettore.   Alessandro CaffarelliIngegnere aerospaziale, è CTU presso il Tribunale Ordinario di Roma. Ha progettato e diretto lavori per oltre 700 MW di impianti fotovoltaici ed eolici. È socio fondatore di Intellienergia ed attualmente Business Development Manager per EF Solare Italia.Giulio de SimoneIngegnere meccanico, Ph.D. in Ingegneria dell’Energia e Ambiente. È socio fondatore e CEO di Intellienergia. Ha progettato e diretto lavori per oltre 500 MW di impianti di produzione di energia rinnovabile.Angelo PignatelliIngegnere elettronico, Ph.D. in Ingegneria dei Sistemi, PMP presso il Project Management. Ha progettato e diretto lavori per oltre 200 MW di impianti di produzione di energia rinnovabile. Kostantino TsolakoglouIngegnere aerospaziale, MSc, si occupa di sviluppo, progettazione, asset management e O&M di impianti utility scale. È Head of Engineering presso una delle maggiori realtà europee in ambito fotovoltaico. Gli autori sono docenti per conto dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma.

Alessandro Caffarelli, Angelo Pignatelli, Giulio de Simone, Konstantino Tsolakoglou | Maggioli Editore 2021

Indice

Decreto agricoltura: gli impianti non soggetti al divieto

Il divieto di installazione di nuovi impianti fotovoltaici con moduli a terra nelle zone classificate come agricole dai piani urbanistici segue la linea di preservazione della terra agricola produttiva.

Tuttavia, il decreto fa eccezione per gli impianti che:

  • rientrano nell’ambito di finanziamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR),
  • fanno parte di progetti agrivoltaici;
  • sono realizzati in aree meno convenzionali come cave dismesse, miniere e aree concesse a Ferrovie dello Stato o ai concessionari aeroportuali.

Inoltre, è consentito lo sviluppo di impianti nelle aree di rispetto della fascia autostradale e nelle aree interne agli impianti industriali, supportando così l’integrazione dell’energia rinnovabile in contesti già antropizzati, senza ulteriore impatto sulle risorse naturali.

Obiettivi e finalità

Ricordiamo che il Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica (FREE) si era espresso con preoccupazione in una lettera indirizzata alla Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni e ai Ministri competenti, evidenziando come la norma proposta inizialmente fosse in netto contrasto con gli impegni presi dall’Italia, come il recente accordo al G7 di Torino, che prevede il triplo aumento delle capacità rinnovabili entro il 2030.

La nuova bozza riformulata e approvata dal consiglio dei ministri è frutto di un accordo tra i ministeri MASE e MASAF. Le disposizioni del decreto si pongono come un compromesso tra la necessità di proteggere le risorse agricole del paese e l’urgenza di promuovere l’energia pulita in risposta alle sfide climatiche globali.

La decisione di limitare nuove installazioni in terreni agricoli ma di permetterle in aree meno produttive o già compromesse mira a un doppio obiettivo: salvaguardare l’agricoltura italiana, settore chiave per la sovranità alimentare del paese e allo stesso tempo raggiungere gli obiettivi di sostenibilità energetica fissati per il 2030.

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