CER e autoconsumo: UE indica la strada per semplificare autorizzazioni e procedure

La Raccomandazione UE 2026/1007 spinge gli Stati membri verso sportelli unici, procedure digitali, connessioni più rapide e meno oneri amministrativi per comunità energetiche e impianti di piccola taglia.

Lisa De Simone 18/05/26
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Comunità energetiche e autoconsumo: la Commissione UE indica la strada per semplificare autorizzazioni e procedure. Semplificazioni, sostegno finanziario per i nuovi investimenti, punti unici per la gestione di tutte le procedure, ma anche più incentivi economici per l’autoconsumo.

Una strategia delineata con la Raccomandazione (UE) 2026/1007, adottata il 30 aprile 2026 e pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea dell’8 maggio che punta a spingere gli Stati ad attuare interventi contribuiscano all’ulteriore sviluppo delle comunità dell’energia a tutti i livelli del settore del riscaldamento e del raffrescamento, del settore dell’energia elettrica e di quello della ristrutturazione di edifici, consentendo alle comunità energetiche di contribuire agli obiettivi generali dell’Unione in materia di ristrutturazione ed energie rinnovabili.

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Enrico De Ronzi | Maggioli Editore 2024

Il quadro di riferimento

La Commissione europea ha fissato gli orientamenti per gli Stati membri in materia di comunità dell’energia e autoconsumo di energia rinnovabile. Le direttive di riferimento sono la (UE) 2018/2001 sulla promozione delle fonti rinnovabili e la (UE) 2019/944 sul mercato interno dell’energia elettrica, integrate dalla direttiva (UE) 2024/1711 che ha modificato entrambe. La raccomandazione si inserisce nel più ampio “Pacchetto Energia e cittadini” (COM(2026) 115), che fissa l’obiettivo di portare a 90 GW la capacità rinnovabile installata dalle comunità dell’energia a livello europeo.

Semplificazione autorizzativa al primo posto

Il punto di maggiore interesse operativo riguarda la semplificazione delle procedure autorizzative. La raccomandazione chiede agli Stati membri di eliminare del tutto le procedure di rilascio delle autorizzazioni per gli impianti di produzione e stoccaggio su piccola scala di energia solare fotovoltaica, e di rimuovere gli obblighi amministrativi e gli ostacoli normativi per le batterie plug-in e i pannelli solari da balcone fino a 800 W.

Per gli impianti di taglia superiore, il documento chiede procedure di connessione alla rete trasparenti, proporzionate e con scadenze specifiche entro cui il gestore di rete è tenuto a informare il cliente finale o la comunità energetica. Dove la capacità di rete risulti insufficiente, si raccomanda di consentire accordi di connessione flessibile per i soggetti che gestiscono sistemi di stoccaggio o che raggiungono livelli elevati di autoconsumo locale, in linea con l’articolo 6 bis della direttiva (UE) 2019/944.

Le novità sul piano progettuale

Per i professionisti tecnici che operano nella progettazione di impianti rinnovabili o nell’assistenza alla costituzione di comunità energetiche, questi indirizzi sono rilevanti su due piani distinti. Sul piano progettuale, una riduzione degli oneri autorizzativi per i sistemi di piccola taglia incide direttamente sui tempi e sui costi delle istruttorie. Sul piano della consulenza tecnica alle CER, la previsione di scadenze certe per le connessioni e la possibilità di accordi flessibili con i gestori di rete modifica le condizioni di fattibilità tecnica ed economica dei progetti, in particolare per le comunità con profili di produzione e consumo variabili.

La raccomandazione chiede inoltre che i gestori di rete tengano conto della crescita prevista dell’autoconsumo e delle operazioni delle comunità energetiche nei piani di sviluppo delle reti, al fine di consentire investimenti ex ante. Questo punto ha ricadute dirette sulla pianificazione delle infrastrutture di connessione e sull’entità dei costi che oggi gravano sulle CER in fase di allacciamento.

Procedure digitali e sportello unico

Sul versante amministrativo, la raccomandazione chiede di istituire processi di registrazione semplici, trasparenti e digitali per gli accordi di condivisione dell’energia. Quando il numero di partecipanti supera una determinata soglia, è raccomandata la designazione formale dell’iniziativa come “condivisione interna dell’energia”, con l’obiettivo di razionalizzare gli obblighi di comunicazione e registrazione.

Di particolare interesse per i professionisti che assistono clienti nelle fasi istruttorie è la previsione dello sportello unico – online e, ove possibile, fisico – per consulenza tecnica, giuridica, amministrativa, economica e finanziaria, presentazione delle domande e monitoraggio dello stato delle pratiche.

Si tratta di un’interfaccia unica pensata per ridurre la frammentazione procedurale che oggi caratterizza l’accesso ai regimi di incentivazione e le procedure di connessione, spesso distribuite tra soggetti diversi – GSE, gestori di rete, enti locali – con iter non sempre coordinati.

Il contesto italiano e i prossimi sviluppi

Per l’Italia, il quadro di recepimento delle direttive di riferimento è definito dal decreto legislativo 199/2021 e dal decreto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica del marzo 2023, che ha fissato le regole operative per le comunità energetiche rinnovabili e l’autoconsumo collettivo. La raccomandazione della Commissione costituisce ora il parametro rispetto al quale valutare l’adeguatezza di questo assetto normativo e le eventuali misure correttive che il legislatore nazionale potrebbe essere chiamato ad adottare, in particolare sui temi della semplificazione autorizzativa e della riduzione degli oneri amministrativi per le CER di piccola dimensione.

Il piano d’azione allegato alla raccomandazione prevede una serie di misure calendarizzate per il biennio 2026-2027, tra cui la pubblicazione di un pacchetto di strumenti finanziari per le comunità energetiche, il rifinanziamento dello strumento europeo di supporto alla fase di pre-sviluppo e l’erogazione di 12 milioni di euro nell’ambito di Orizzonte Europa per lo sviluppo di algoritmi di ottimizzazione della condivisione locale basati sull’intelligenza artificiale.

Sul piano contrattuale, entro il 2027 è prevista la pubblicazione di un contratto tipo standardizzato per la cooperazione tra sviluppatori di progetti rinnovabili e comunità energetiche, uno strumento che potrebbe semplificare significativamente la strutturazione giuridica di questi accordi nella pratica professionale.

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Lisa De Simone

Esperta in materia legislativa, si occupa di disposizioni normative e di giurisprudenza di interesse per il cittadino. Collabora da anni con Maggioli Editore, curando alcune rubriche on line di informazione quotidiana con particolare attenzione alle sentenze della Corte di Cassaz…Continua a leggere

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