Ecologia del costruire: la visione olistica del Polis Maker

In questo nuovo contributo della rubrica “Ecologia del costruire”, l’architetto Roberto Sacchi ci parla della visione olistica nella progettazione e del ruolo del Polis Maker nei processi di trasformazione urbana sostenibile.

Roberto Sacchi 30/04/26
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Per progettare un edificio, una città o un quartiere con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, occorre avere una visione olistica, e dunque non considerare la casa o l’agglomerato urbano soltanto come singoli elementi, ma come parti di un sistema complesso e di più ampie vedute, dove si compenetrano numerose discipline tra loro interrelate, secondo uno spirito di conoscenza vitruviano.

L’aggettivo “olistico” deriva dal greco “holos”, che significa “intero” o “tutto” ed è un paradigma culturale e filosofico secondo cui un sistema complesso deve essere considerato come un unicum e non solo come la somma di singole parti a sé stanti.

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Progettare e costruire case green

Questo testo tecnico, aggiornato alla recente Direttiva EPBD (c.d. Case Green), fornisce informazioni su come si progetta e si costruisce una casa green, dalle fondazioni al tetto. L’opera è strutturata in capitoli, che fanno riferimento alle singole parti componenti costruttive dell’edificio, come le fondazioni, le pareti, il tetto, i solai, ecc.Gli elementi costruttivi e i materiali sono analizzati distinguendo le loro componenti bioedii e sostenibili, considerando che i due termini non sono sinonimi dello stesso concetto. Rappresenta il più recente e completo tentativo di sistematizzazione delle conoscenze, delle tecniche e dei materiali rappresentativi di un approccio “green” all’edilizia.Ma la bioedilizia non è semplicemente “l’arte del costruire secondo natura”. Come evidenzia l’Autore: La casa green, come ogni altra forma costruttiva, è basata su mediazioni, ovvero sull’accettazione anche di quei materiali e quelle tecnologie non propriamente derivati dalla natura, ma che costituiscono una conditio sine qua non, perché non hanno una valida alternativa “naturale” e quindi sono indispensabili al raggiungimento di uno scopo preciso.Operare green o in bioedilizia non vuol dire quindi rifiutare ed escludere a priori i materiali di sintesi, ad esempio, ma, al contrario, ottimizzarne l’uso.L’opera, quindi, per la sua completezza, il rigore scientifico e la trattazione mai astratta, guida il lettore in un appassionante percorso tecnico ed etico per imparare a progettare e costruire case sostenibili, green ed ecologiche.Roberto Sacchiarchitetto libero professionista, titolare dello studio Cultura&Ambiente, consulente CasaClima ed esperto in ecologia dell’architettura, con esperienza ultratrentennale nello studio dei materiali e degli isolanti in edilizia. Co-fondatore dell’INDEP (Istituto Nazionale di Diagnostica e Patologia Edilizia), dal 2005 svolge attività di docenza al Master Polis Maker del Politecnico di Milano.

 

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La visione olistica nel progetto architettonico e urbano

Nel contesto della progettazione architettonica e urbanistica si traduce nella valutazione di molteplici aspetti secondo una visione sia singola, che di insieme, dove temi complessi come l’energia, il contesto sociale, l’ambiente naturale e antropico, l’economia, trovano una prospettiva unitaria su cui muovere le idee di trasformazione, senza compromettere negativamente le singole parti componenti.

Questo tipo di approccio, nel contesto specifico della progettazione architettonica e, soprattutto urbanistica in un’ottica di sostenibilità ambientale, trova riscontro nella figura del Polis Maker (Polis = città; Maker = creatore), ovvero un soggetto esperto che, grazie ad un percorso “olistico” di conoscenza, è in grado di comprendere le trasformazioni urbane e territoriali con una visione d’insieme e che include, come si è già detto in parte, le discipline urbanistiche, edilizie, sociologiche, culturali, storiche, economiche, biologiche, antropologiche e di ecologia.

Il Polis Maker: una figura interdisciplinare

Un Polis Maker è un progettista che comprende le complessità delle tematiche singolarmente e nel loro insieme; è un city manager, uno stratega e un facilitatore che agisce prevedendo le trasformazioni dei fenomeni urbani, con una particolare sensibilità verso il benessere umano e con la mente aperta ad una educazione ecologica.

La comprensione dei fenomeni urbani secondo una visione olistica è fondamentale nel processo di risoluzione dei problemi e dei conflitti delle città; con essa si ottiene una chiara visione complessiva degli squilibri architettonici, sociali, economici, politici e ambientali, così come dello stato degli ecosistemi e facilita decisioni ponderate per attuare interventi sostenibili a beneficio delle comunità.

La crescita dei contesti urbani, con l’utilizzo del suolo, è la causa della riduzione delle superfici permeabili, del consumo dei beni e delle risorse disponibili, così come è tra le cause dell’inquinamento. Essa genera quindi una serie di problemi, e soltanto una visione olistica dell’insieme può aiutare a prevedere i potenziali rischi futuri e a trovare soluzioni.

In questo contesto complesso si inserisce la funzione del Polis Maker, come consulente ideale, valutatore, visionario, in grado di vedere i problemi nel loro insieme, i rischi e le conseguenze prima che siano attuate le decisioni. Nel suo ruolo interdisciplinare, analizza i cambiamenti sociali, economici e ambientali del contesto, progetta interventi urbani sostenibili, valuta gli impatti sulla qualità della vita, gestisce progetti complessi da un punto di vista finanziario e immobiliare e prende decisioni strategiche.

Comprendere la complessità per governare le trasformazioni urbane

La figura del Polis Maker nasce alla fine degli anni ’90 del secolo scorso dall’intuizione di un gruppo di menti illuminate del mondo scientifico e accademico istituzionale, riunito presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano. Dalle loro riflessioni si è attuato un percorso didattico che si è concretizzato in un Master universitario multidisciplinare, che ha avuto inizio nel 2002 sotto l’egida del Politecnico di Milano. Presidente onorario del Master è il prof. arch. Angelo Caruso di Spaccaforno, già docente di Valutazione economica di piani e progetti alla facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano, una delle figure più autorevoli tra i fondatori. Direttore odierno è il prof. Giovanni Lonati del Politecnico di Milano e vice direttore è il prof. Santiago Caprio, docente dell’Università FADU di Buenos Aires (Argentina).

Il Master PolisMaker. Sviluppo urbano sostenibile e qualità del vivere si svolge nell’arco di un anno accademico ed è articolato in sei aree tematiche, con due livelli di apprendimento. Il primo è strutturato per formare chi desidera acquisire competenze “nelle aree strategiche della trasformazione urbana e della sostenibilità, comprendendo i meccanismi che governano le scelte pubbliche e private e operano nei processi decisionali che incidono su città e territori”. Il secondo livello avanzato prepara figure professionali che intendono rafforzare “il proprio ruolo nei processi decisionali, nella valutazione delle alternative e nella gestione del valore nei progetti urbani e territoriali”. Il prossimo Master sarà il XVI e si terrà quest’anno, come di consueto presso il Politecnico di Milano.

Le principali esperienze didattiche del Master e dei workshop correlati e affrontati in passato, sono riportate in quattro pubblicazioni edite da Maggioli nella collana Politecnica:

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Roberto Sacchi

Architetto, cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana, si è laureato nel 1984 al PoliMI ed è libero professionista da quasi 40 anni, titolare dello studio Cultura&Ambiente. Ha frequentato uno dei primi corsi di ecologia in architettura nel 1990, diplomando…Continua a leggere

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