Risolvere una volta per tutte le incertezze sulla possibilità di ottenere i bonus edilizi per gli immobili non in regola mettendo nero su bianco un principio preciso: prima sanatoria e poi detrazioni, e se la sanatoria non è possibile non lo saranno neppure le agevolazioni fiscali.
Lo schema di disegno di legge delega per il Codice dell’edilizia e delle costruzioni, messo a punto dal MIT e arrivato all’esame della Camera, definisce con esattezza i contorni del problema. Di fatto un percorso di buon senso che esclude qualunque ipotesi di detrazione fiscale in presenza di abusi non sanabili, ma rispetto al testo attuale del TUE definisce con miglior precisione il diritto ad ottenere le agevolazioni una volta ottenuto lo stato legittimo dell’immobile attraverso le procedure di sanatoria.
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Indice
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Le Verifiche di conformità per la commercializzazione degli immobili
La III edizione di questo volume rappresenta un riferimento essenziale per tutti i professionisti del settore immobiliare, tecnico e legale, offrendo un quadro completo e aggiornato sulla verifica di conformità degli immobili. Grazie all’integrazione delle recentissime Linee Guida ministeriali e ai criteri di interpretazione del Decreto Salva Casa, l’opera fornisce strumenti operativi chiari e approfonditi per affrontare con rigore la regolarizzazione edilizia, urbanistica e catastale, essenziale per la due diligence immobiliare. L’opera è quindi uno strumento indispensabile per avvocati, notai, tecnici e agenti immobiliari che desiderano orientarsi con sicurezza nel complesso panorama della conformità edilizia. Attraverso un linguaggio tecnico ma accessibile, l’Autore analizza con competenza normativa e giurisprudenza, fornendo un supporto concreto agli operatori del settore nella valutazione della trasferibilità dei beni, nell’accertamento della legittimità delle preesistenze e nella gestione delle irregolarità edilizie sanabili. Andrea FerrutiAvvocato del Foro di Roma, opera da più di 30 anni prestando la propria consulenza a soggetti pubblici e privati, in stretto raccordo con le professionalità tecniche coinvolte. In tali ambiti, l’Autore ha maturato una particolare conoscenza del diritto amministrativo e immobiliare in vista dello sviluppo e riqualificazione di patrimoni, oltre che della relativa normativa tecnica e di sicurezza sul lavoro. È autore di pubblicazioni per Maggioli Editore e docente in corsi di formazione.
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Il quadro attuale: stato legittimo e art. 49 TUE
La disciplina attuale lega l’accesso ai bonus edilizi allo stato legittimo dell’immobile attraverso l’art. 49 del TUE, che esclude le agevolazioni per gli interventi abusivi realizzati:
- in assenza di titolo o in contrasto con questo;
- sulla base di un titolo successivamente annullato.
Per quanto riguarda il punto 1) la norma precisa che il contrasto deve riguardare violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che eccedano per singola unità immobiliare il due per cento delle misure prescritte, ovvero il mancato rispetto delle destinazioni e degli allineamenti indicati nel progetto, nel piano regolatore generale e nei piani particolareggiati di esecuzione.
Nella pratica, questo significa che tutte quelle che generalmente vengono considerate come “tolleranze di cantiere” già oggi non pregiudicano lo stato legittimo e quindi non bloccano il bonus. Una difformità essenziale o un’assenza totale di titolo, invece, rendono l’immobile privo di stato legittimo con effetti ostativi certi.
Di fronte invece a i casi di abusi veri e proprio, la legge prevede sia il Comune a segnalare all’amministrazione finanziaria, entro tre mesi dall’ultimazione dei lavori o dalla SCIA, ovvero dall’annullamento del titolo edilizio, ogni inosservanza che comporta la decadenza dal titolo. Da parte sua il Fisco ha il diritto a recuperare le imposte dovute, diritto che però si prescrive entro tre anni dalla data di ricezione della segnalazione del Comune.
L’anomalia Superbonus
In merito allo stato legittimo dell’immobile e alla possibilità di ottenere le detrazioni, peraltro, il decreto 77/2021 ha introdotto una deroga significativa per il Superbonus, rendendo possibili i lavori senza attestazione dello stato legittimo nella CILAS, per la parte specifica riguardante l’efficientamento energetico.
Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 8959/2025, ha da parte sua chiarito che la deroga per la CILAS copre esclusivamente eventuali difformità nelle parti di edificio interessate a questa tipologia di lavori e non altro. In sostanza, si legge nella sentenza, nel caso del Superbonus è stato previsto un procedimento strutturalmente e funzionalmente autonomo rispetto a quello dell’accertamento sulla legittimità edilizia e questo “induce ad escludere che eventuali irregolarità riferite a parti dell’immobile non interessate dalla CILAS possano precludere la spettanza del beneficio”.
Sì alle agevolazioni una volta ottenuta la sanatoria
Il ddl, da parte sua, non prevede nessuna scorciatoia o ulteriore semplificazione da questo punto di vista, né ripropone in alcun modo soluzioni analoghe. Il testo, infatti, si limita a stabilire che i decreti attuativi del provvedimento dovranno riordinare le disposizioni sulla concessione e sull’erogazione di agevolazioni fiscali, contributi e altre provvidenze dello Stato o di enti pubblici per la realizzazione di interventi su opere che presentano difformità edilizie, con due obiettivi specifici:
- escludere tassativamente la possibilità di ottenere agevolazioni, contributi e provvidenze in presenza di difformità edilizie che non consentono il rilascio di titoli in sanatoria;
- consentire la concessione e l’erogazione di agevolazioni e contributi in presenza di difformità edilizie che – in ragione della relativa natura ed entità, nonché dell’epoca di realizzazione dell’abuso ovvero di ottenimento del titolo abilitativo – possono essere sanate, nei limiti di quanto già previsto a legislazione vigente a condizione che sia previamente conseguito il titolo in sanatoria.
Una indicazione quest’ultima che si riallaccia direttamente a quanto attualmente previsto in materia, appunto, di abusi sanabili.
Salva Casa e doppia conformità asincrona
L’attuale testo dell’art. 36-bis del TUE, introdotto dal Decreto Salva Casa, prevede un percorso di sanatoria a doppia conformità alleggerita per la maggior parte degli abusi: l’intervento deve essere conforme alla disciplina urbanistica vigente al momento della domanda e a quella edilizia vigente al momento della realizzazione.
Questo meccanismo ha ampliato la platea degli abusi sanabili, consentendo di regolarizzare difformità parziali che con la doppia conformità ordinaria (urbanistica ed edilizia entrambe vigenti al momento della realizzazione) restavano in una zona insanabile di fatto.
Restano fuori dal perimetro della sanatoria le variazioni essenziali, gli abusi in aree sottoposte a vincolo paesaggistico senza autorizzazione, le opere su immobili vincolati ai sensi del Codice dei beni culturali. La Corte di Cassazione, con sentenza n. 17292/2025, ha ribadito che per queste ipotesi il divieto di agevolazioni si applica indipendentemente dall’entità dell’abuso e dalla buona fede del proprietario.
La delega dunque non innova nulla da questo punto di vista ma propone solo una razionalizzazione del sistema. In ogni caso, una volta approvato il provvedimento il governo avrà 12 mesi per approvare i decreti delegati e quindi rendere operative le nuove norme.
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Come sanare gli abusi edilizi
L’opera contiene tutti gli strumenti utili al professionista per affrontare le criticità legate ad abusi edilizi e sanatorie, anche in considerazione della recente giurisprudenza e delle significative novità normative in materia. L’ottava edizione del volume è stata ampliata con le nuove disposizioni del Decreto Salva Casa, volte a sanare (o comunque a facilitare la sanatoria) di diverse irregolarità edilizie. Tra queste, il superamento del requisito della doppia conformità per la sanatoria, la particolare disciplina in tema di tolleranze costruttive e le aumentate possibilità di ottenere il cambio di destinazione d’uso. Con formulario, giurisprudenza, tabelle e schemi esemplificativi, il testo guida il professionista tra le violazioni in cui potrebbe imbattersi: attraverso l’analisi di casi concreti, l’Autore illustra operativamente come affrontare la fattispecie e quale procedura di sanatoria eseguire. Ciascun capitolo si compone di una prima parte in cui è riportata la ratio delle questioni in oggetto, con indicazione delle fonti normative; una seconda parte di commento, che intende identificare nella pratica gli ambiti applicativi degli istituti e le procedure di sanatoria e un’esauriente rassegna giurisprudenziale per argomento. Nicola D’AngeloMagistrato, autore di testi di diritto, collabora su tematiche giuridiche con diverse riviste tra cui “Progetto sicurezza”, “Rivista Giuridica di Po- lizia” e “L’Ufficio Tecnico”, pubblicate da Maggioli Editore.
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