Una volta definite le componenti di una malta da intonaco, e le eventuali criticità ad esse riconducibili, al fine di determinare le cause predisponenti e scatenanti i fenomeni di degrado “patologico”, che possono minarne l’integrità e il fisiologico decadimento, occorre, quale passo successivo, analizzare i fattori che competono al supporto.
Ancor prima di procedere con la realizzazione dell’intonaco, le superfici, sulle quali questo dovrà essere applicato (pareti o soffitti), devono assolvere a specifiche prerogative che, laddove trascurate già in fase progettuale, possono concorrere all’innesco di dinamiche di degrado.
Una compiuta analisi, pertanto, non può prescindere dai seguenti ambiti di indagine:
- stato igrometrico e degrado del supporto e degli intonaci;
- resistenza del supporto e quadro fessurativo a danno dell’intonaco;
- irregolarità, fuori piombo e spessori di intonaco.
Vediamo meglio nel dettaglio quali sono gli effetti del degrado, sugli intonaci, riconducibili all’acqua, così come descritto da u003cstrongu003eMarco Mancau003c/strongu003e nel volume Gli intonaci: danni, difetti e prevenzione edito da u003cemu003eMaggioli Editore.u003c/emu003e
Stato igrometrico del supporto
Per poter eseguire la corretta diagnosi dei fenomeni di degrado “patologico” a carico degli intonaci occorre, innanzitutto, definire le interazioni tra l’acqua (quale elemento, nelle sue varie forme: liquida, vapore, ghiaccio, in grado di innescare, per sua natura, il decadimento precoce del rivestimento) e l’involucro edilizio (murature e solai).
L’umidità e gli effetti di degrado sugli intonaci
Gli intonaci, già all’atto della loro applicazione (su murature o solai), sono sottoposti ad un incessante lavoro da parte delle forze esterne (si pensi, ad esempio a forza di gravità, eventi meteorici, movimenti del supporto, ecc.) che, nel tempo, ne provocano il decadimento.
Lo strato di malta pietrificata, applicato sul muro o su un solaio, può essere assimilato ad un sistema polifase (solido, gassoso (pori), e liquido (eventuale acqua presente nei pori)), caratterizzato da una elevata forza di legame, fornitagli dal legante (calce, cemento, ecc.), il cui equilibrio termodinamico mira alla riduzione dell’energia totale, riportando, la malta, al suo stato primordiale (sabbia inconsistente) mediante dinamiche irreversibili di “disaggregazione intergranulare”.
L’acqua, quando viene a contatto con i materiali da costruzione, innesca, in maniera preponderante, i fenomeni di alterazione (che spesso agiscono in maniera sinergica: concause), intesi come causa del processo termodinamico che porta ad un aumento di entropia del sistema per via dell’aumento del “grado di disordine” tra e delle fasi costituenti la matrice di intonaco.
L’acqua, e le eventuali sostanze da questa veicolate (sali solubili, sostanze gassose, particolato), è in grado di innescare, quale agente chimico, le dinamiche di trasporto, di deposito, di contatto tra tali sostanze e i materiali da costruzione.
Le azioni di degrado, riconducibili all’acqua, sono, essenzialmente, di tipo “chimico” e “fisicomeccanico”.
Gli effetti del degrado, sugli intonaci, riconducibili all’acqua possono essere classificati come:
- effetto sulla resistenza (riduzione delle caratteristiche di coesione e adesione);
- effetto igrotermico (modifica delle prestazioni termiche e igrometriche);
- effetto igienico (proliferazione di spore e muffe nonché di agenti patogeni in ambienti umidi);
- effetto estetico (quadri fessurativi, macchie, croste, patine, efflorescenze, disgregazione).
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Gli intonaci: danni, difetti e prevenzione
Nell’analisi dei guasti edilizi, l’intonaco svolge una funzione fondamentale: protegge l’involucro, dialoga con il supporto, contribuisce alle prestazioni termoigrometriche e – come confermato anche dalla giurisprudenza – può incidere sulla piena funzionalità dell’edificio. Eppure, nelle ristrutturazioni e anche nelle nuove costruzioni, raramente viene “progettato”. Troppo spesso la scelta dei materiali e delle modalità applicative resta affidata a prassi consolidate o a indicazioni generiche di capitolato. Il risultato? Fessurazioni, distacchi, disgregazioni, degradi precoci che potevano essere evitati.Questa seconda edizione, completamente aggiornata e ampliata, affronta il tema dell’intonaco in modo sistematico e operativo: – analizza materiali, leganti, additivi e supporti alla luce delle evoluzioni normative e tecnologiche;- approfondisce il protocollo di progettazione e realizzazione, con attenzione alle condizioni del supporto, all’umidità e alle fasi esecutive;- integra le procedure diagnostiche (esame visivo, termografia, misurazioni igrometriche, prove di adesione, indagini soniche) e i riferimenti ai Criteri Minimi Ambientali (CAM);- sviluppa il rapporto causa-effetto tra degrado e variabili fisiche, chimiche e meccaniche; – introduce nuovi capitoli dedicati alla progettazione consapevole dell’intonaco; – amplia l’apparato iconografico e propone nuovi casi studio dettagliati, commentati passo per passo.L’intonaco, oggi, deve rispondere a esigenze prestazionali sempre più complesse: interagire con supporti innovativi, contribuire all’efficienza energetica, resistere a sollecitazioni termoigrometriche crescenti. Senza un approccio progettuale, il rischio non è solo il difetto estetico, ma il degrado funzionale. Il volume si rivolge a professionisti tecnici, consulenti, imprese e operatori del settore che vogliono passare dalla gestione del danno alla prevenzione del problema, con strumenti concreti, criteri di diagnosi chiari e soluzioni tecniche motivate.Marco Manca,Geofisico specializzato nelle applicazioni, integrate, di metodi non invasivi (esame visivo, termografia all’infrarosso, ultrasuoni, magnetometria, potenziale elettrico, georadar) per la diagnosi del degrado (materico e strutturale) degli edifici civili e monumentali. Da oltre 20 anni consulente di industrie dedite alla produzione di leganti per l’edilizia e malte da intonaco. Docente per Maggioli Formazione di corsi di alta formazione in diagnosi dei guasti in edilizia ed efficientamento energetico degli edifici.
Marco Manca | Maggioli Editore 2026
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