Riflessione sullo sciame sismico di Siena: a che punto siamo con la sicurezza delle scuole?

La provincia di Siena è colpita da uno sciame sismico di moderata intensità, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza degli edifici scolastici. La necessità di adeguamenti sismici e una maggiore prevenzione emergono come priorità per garantire incolumità e continuità didattica

Da alcuni giorni la provincia di Siena è interessata da uno sciame sismico che ha registrato (finora) l’apice di magnitudo 3.2 domenica 2 febbraio con epicentro Monteroni d’Arbia. Il giorno successivo, per precauzione, le scuole sono rimaste chiuse in diversi Comuni della provincia al fine di eseguire i controlli di rito sull’integrità delle strutture scolastiche.

Nessun danno è stato rilevato, solo un po’ di comprensibile apprensione nella popolazione.

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Indice

Scosse e procedure di evacuazione nelle scuole

Il 6 febbraio è stata avvertita una ulteriore scossa di magnitudo 3.0 durante l’orario delle lezioni scolastiche, in corrispondenza delle quali sono state giustamente eseguite le operazioni di temporanea evacuazione degli studenti e del personale docente come previsto nei piani di protezione civile.

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L’importanza della preparazione sismica

La direttrice dell’Osservatorio Nazionale Terremoti INGV dott.ssa Lucia Margheriti ha dichiarato alla stampa che «in Italia, in generale, si deve imparare a convivere con i terremoti. A Siena i cittadini si sono spaventati. Questa sensazione deve fare in modo che ci sia maggiore attenzione sul tema, si deve sempre essere preparati e pronti a quelli che sono i piani della protezione civile e va prestata maggiore attenzione alle condizioni degli edifici nei quali viviamo e lavoriamo. Come è noto abbiamo un patrimonio di edifici che spesso sono storici e antichi e quindi inevitabilmente più fragili».

Siena e il rischio sismico

La provincia di Siena è zona a media-bassa sismicità, storicamente confermata da diversi terremoti sebbene con eventi meno forti di quelli che avvengono lungo la fascia appenninica. Peraltro già due anni fa l’area era stata interessata da uno sciame sismico di analoga intensità, anche in quel caso con breve chiusura precauzionale di scuole ed altri edifici pubblici.

La sicurezza degli edifici scolastici è adeguata?

Le doverose verifiche eseguite inducono tuttavia una riflessione: può una magnitudo 3.2 mettere in discussione la sicurezza strutturale del nostro patrimonio edilizio scolastico, a tal punto da sospendere le lezioni per un giorno? Abbiamo un’edilizia scolastica capace di garantire sicurezza anche di fronte a sciami sismici di modesta entità?

L’evacuazione come misura di sicurezza

Le procedure di evacuazione, previste dai piani di protezione civile, sono necessarie ad ogni scossa la cui intensità non renda sicuri gli occupanti della struttura scolastica. Rappresentano procedure comportamentali che devono essere conosciute e messe in atto dall’intera popolazione in caso di terremoto, al fine della propria incolumità.

Ma, a fronte di una intensità sismica modesta, il fermo attività per uno o più giorni, per quanto comprensibile e necessario nella prudenza che anima l’attività degli Enti preposti alla salvaguardia dell’incolumità pubblica, dovrebbe far riflettere su una fragilità del patrimonio edilizio pubblico che si evidenzia, purtroppo, già di fronte a magnitudo di modeste entità. Lasciando nei cittadini un inevitabile senso di insicurezza.

Per una struttura sismicamente adeguata, probabilmente, oltre al breve spavento e alle eventuali procedure di evacuazione, non ci sarebbe stato bisogno di ulteriori verifiche e fermo attività, almeno per sciami sismici di minore intensità. Ciò permetterebbe alla popolazione di vivere l’evento sismico con maggior serenità, consapevole di avere i figli all’interno di strutture molto sicure.

Adeguamento sismico: una necessità per la sicurezza

L’adeguamento sismico di una struttura esistente ha la stessa sicurezza sismica di una nuova costruzione, ma in entrambi i casi le strutture, in presenza di un terremoto di notevole entità non saranno esenti da danneggiamenti, pur garantendo comunque la salvaguardia della vita delle persone al loro interno.

Il rischio di fermo attività non sarà mai nullo, ma se tutte le scuole esistenti ricevessero i doverosi adeguamenti o miglioramenti sismici, probabilmente sarebbe limitato solamente ad eventi sismici di maggior potenza.

La necessità di un piano strutturale per la sicurezza scolastica

I disagi che ancora oggi derivano da una modesta attività sismica richiamano la necessità di una radicale pianificazione della messa in sicurezza del patrimonio edilizio scolastico esistente, che nella maggior parte risulta vetusto anche nelle norme tecniche di costruzione redatte in periodi in cui i requisiti antisismici non erano ancora obbligatori.

Anche se molti cantieri di messa in sicurezza sismica sono già stati eseguiti e molti sono in atto con i recenti fondi PNRR, tuttavia ogni sciame sismico mette ancora oggi in luce la fragilità della gran parte di edilizia scolastica rimasta ancora nel suo originale e vulnerabile stato costruttivo.

Investire nella prevenzione per garantire il futuro

L’investimento sulla sicurezza non paga subito come l’efficientamento energetico, ma nel tempo si dimostra la migliore spesa in termini di serenità, salvaguardia della vita e delle attività scolastiche.

Un Paese che vuole garantire sicurezza deve proseguire ad investire nella prevenzione del patrimonio edilizio, soprattutto quello più vetusto, quale unico percorso vincente per ridurre morti e danni in caso di terremoti di forte intensità, che inevitabilmente prima o poi accadranno di nuovo essendo il nostro territorio storicamente a rischio.

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Alessandro Grazzini

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