Gare architettura e ingegneria: nel primo bimestre riduzione vertiginosa della domanda pubblica

Profondo rosso per le gare pubbliche di servizi tecnici: nei primi due mesi 2024 in totale soltanto 148,1 milioni, -72,3% rispetto al 2023

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Nel panorama delle gare pubbliche italiane, il bimestre iniziale del 2024 segna un momento critico per i servizi tecnici nel settore dell’ingegneria e dell’architettura.

I dati rilasciati dall’osservatorio OICE/Informatel in febbraio svelano una drammatica diminuzione, con un totale di appena 148,1 milioni di euro in gare, rappresentando un calo del 72,3% rispetto allo stesso periodo del 2023. Questa discesa non trova precedenti nemmeno confrontando i dati con anni antecedenti l’introduzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con decrementi significativi che variano dal 23,2% del 2019 al 56,7% del 2020.

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Nel bimestre calo del valore delle gare oltre soglia UE e degli appalti integrati

Le gare che superano la soglia UE di 215.000 euro hanno visto una diminuzione del 70,5% in valore e del 66,3% in numero, rispetto al bimestre dello scorso anno.

Inoltre, anche gli appalti integrati hanno registrato una flessione, con solo 94 bandi per un valore di 693,9 milioni di euro in lavori, marcando una diminuzione del 78,2% rispetto al primo bimestre del 2023, e un calo dell’85,2% nel valore dei servizi di progettazione esecutiva.

Interessante notare come, nonostante la crisi, il 23,6% delle gare di progettazione con importo oltre 140.000 euro richieda unicamente la limitazione dei ribassi alle sole spese, distaccandosi dalla pratica più comune del ribasso unico. Ciò indica una parziale attenzione verso la qualità e la sostenibilità economica delle proposte, seppur in un contesto di marcata contrazione delle opportunità di lavoro nel settore.

Lacune del nuovo codice appalti e necessario aggiornamento del decreto parametri

La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che quasi la metà delle gare di progettazione richiede requisiti tecnici basati su periodi di 5 o 10 anni, rispetto ai tradizionali 3 anni, seguendo le linee guida del bando-tipo OICE. Questo potrebbe rappresentare una barriera all’ingresso per le nuove realtà professionali e per i giovani studi di ingegneria e architettura.

Giorgio Lupoi, in rappresentanza dell’osservatorio, sottolinea la gravità della situazione, evidenziando un “calo vertiginoso della domanda pubblica” e la necessità urgente di un confronto tecnico con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) per affrontare le criticità del settore, includendo le lacune del nuovo codice degli appalti e la necessità di un aggiornamento del decreto parametri.

Occorre riflettere nuovamente sulla centralità del progetto

La recessione nel settore delle gare pubbliche di ingegneria e architettura è un campanello d’allarme che richiama l’attenzione non solo sulle immediate conseguenze economiche per le imprese e i professionisti coinvolti ma anche sul più ampio impatto sullo sviluppo infrastrutturale e urbano del Paese. La riduzione delle gare pubbliche limita significativamente le possibilità di innovazione e di miglioramento del tessuto urbano e infrastrutturale italiano, mettendo a rischio la crescita sostenibile e la qualità del vivere nelle città e nei territori.

OICE ritiene che sia il momento di iniziare a spingere sull’implementazione di alcune parti del nuovo codice rimaste fino ad ora al palo, come ad esempio la semplificazione della qualificazione sul modello delle SOA, e, magari riflettere nuovamente sulla centralità del progetto.

Dal comunicato stampa di Andrea Mascolini, Direttore Generale OICE

Redazione Tecnica

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