Aggiornamento del 27 marzo 2025: Con un emendamento alla conversione in legge del decreto Bollette era stato proposto il rinvio di sette mesi dell’obbligo, previsto per le attività produttive, di stipulare una polizza assicurativa contro eventi calamitosi quali alluvioni, frane e terremoti. Tuttavia, la proposta di Riccardo Zucconi (Fratelli d’Italia) è stata poi bocciata.
Ricordiamo che nella seduta n. 107 del 9 dicembre scorso, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge contenente disposizioni urgenti relative ai termini normativi, noto come Decreto Milleproroghe. Tra le misure adottate, è stata prorogata al 31 marzo 2025 la scadenza entro cui le imprese, con sede legale in Italia o con sede all’estero ma stabile organizzazione in Italia, sono obbligate a stipulare polizze assicurative per coprire i danni subiti da terreni, fabbricati, impianti, macchinari, e attrezzature industriali e commerciali, causati direttamente da calamità naturali o eventi catastrofali avvenuti sul territorio nazionale.
Il tema proroghe è sempre in ballo, difatti si attendeva un’ulteriore proroga a fine aprile con la conversione del decreto Milleproroghe, ma con l’approvazione alla Camera del testo di legge viene confermata la data del 31 marzo 2025.
Il decreto attuativo che fornisce indicazioni sulle modalità attuative e operative degli schemi di assicurazione dei rischi catastrofali, introdotto con la Legge di Bilancio 2024, è stato pubblicato in Gazzetta GU n.48 del 27 febbraio 2025 ed è in vigore dal 14 marzo 2025.
Il Decreto 30 gennaio 2025 , n. 18 disciplina: le modalità di individuazione degli eventi calamitosi e catastrofali, le modalità di determinazione e adeguamento periodico dei premi, anche tenuto conto del principio di mutualità, i limiti alla capacità di assunzione del rischio da parte delle imprese assicuratrici, l’aggiornamento dei valori e le modalità di coordinamento in relazione agli atti di regolazione e vigilanza prudenziale di competenza dell’IVASS.
Vediamo cosa prevede il decreto attuativo.
>> Vorresti ricevere news come questa? Clicca qui, è gratis
Consigliamo la lettura
Indice
Quali sono gli eventi calamitosi e catastrofali?
Il Decreto 30 gennaio 2025 , n. 18 definisce quali sono gli eventi calamitosi e catastrofali ai fini assicurativi.
Per alluvione, inondazione ed esondazione si intende: fuoriuscita d’acqua, anche con trasporto ovvero mobilitazione di sedimenti anche ad alta densità, dalle usuali sponde di corsi d’acqua, di bacini naturali o artificiali, dagli argini di corsi naturali e artificiali, da laghi e bacini, anche a carattere temporaneo, da reti di drenaggio artificiale, derivanti da eventi atmosferici naturali. Sono considerate come singolo evento le prosecuzioni di tali fenomeni entro le settantadue ore dalla prima manifestazione.
Il sisma è un sommovimento brusco e repentino della crosta terrestre dovuto a cause endogene, purché i beni assicurati si trovino in un’area individuata tra quelle interessate dal sisma nei provvedimenti assunti dalle autorità competenti, localizzati dalla Rete sismica nazionale dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) in relazione all’epicentro del sisma. Le scosse registrate nelle settantadue ore successive al primo evento che ha dato luogo al sinistro indennizzabile sono attribuite a uno stesso episodio e i relativi danni sono considerati singolo sinistro.
La frana è un movimento, scivolamento o distacco rapido di roccia, detrito o terra lungo un versante o un intero rilievo sotto l’azione della gravità, scoscendimento di terre e rocce anche non derivate da infiltrazioni d’acqua. Sono considerate come singolo evento le prosecuzioni di tali fenomeni entro le settantadue ore dalla prima manifestazione.
Entità del danno indennizzabile e massimali
Per somme assicurate fino a 30 milioni di euro, le polizze possono prevedere uno scoperto massimo del 15% del danno, a carico dell’assicurato, se concordato tra le parti.
Per somme superiori a 30 milioni di euro o per grandi imprese, la percentuale di danno non coperta dall’assicurazione è lasciata alla libera negoziazione tra le parti.
Le polizze possono prevedere limiti di indennizzo secondo queste regole:
- per somme fino a 1 milione di euro, il limite di indennizzo corrisponde alla somma assicurata;
- per somme tra 1 e 30 milioni di euro, il limite di indennizzo non può essere inferiore al 70% della somma assicurata;
- per somme superiori a 30 milioni di euro e per grandi imprese, i massimali sono stabiliti liberamente tra le parti;
- per i terreni, la copertura avviene a primo rischio assoluto, con massimali proporzionati alla superficie assicurata;
- le polizze collettive devono prevedere classi di rischio con massimali differenziati in base alle esigenze di copertura.
Indagine IVASS: le coperture e le esclusioni
Da un’indagine sulle polizze a copertura dei rischi catastrofali, eseguita da IVASS, sono emersi importanti aspetti circa le coperture e le esclusioni. Nello specifico, le coperture sono molto variegate: la composizione delle garanzie catastrofali risulta eterogenea sia nel ventaglio di offerta delle coperture che nel contenuto delle stesse. Inoltre, la generalità delle polizze esaminate per le PMI offre copertura per gli eventi terremoto, alluvione e inondazione, frana e allagamento, nelle polizze retail, invece, la copertura per frana o franamento è inclusa solo da tre compagnie in quella alluvione e inondazione, mentre è esclusa da sette compagnie.
Dall’indagine è emerso che nessuna polizza prevede la copertura per esondazione, evento catastrofale previsto dalla Legge 30 dicembre 2023, n. 213.
Le garanzie coprono i danni diretti e materiali ai beni assicurati causati dagli eventi catastrofali; in alcuni casi coprono anche i danni indiretti, come i maggiori costi o i minori ricavi derivanti dalla interruzione dell’attività (business interruption) o intralcio della normale attività di impresa.
Inoltre, diverse polizze prevedono il riconoscimento di un anticipo sull’indennizzo allo scopo di consentire all’assicurato di far partire immediatamente le attività di ripristino e sono previste esclusioni specifiche per ciascuna copertura (terremoto, alluvioni e inondazioni, frane e allagamenti) in aggiunta a quelle comuni presenti nella garanzia base (incendio e danni ai beni).
Da non perdere
L’influenza del rischio idrogeologico nella valutazione di infrastrutture e strutture esistenti
Viste le problematiche relative al dissesto idrogeologico a cui sono soggette le infrastrutture su tutto il territorio nazionale, il libro vuole illustrare, in modo chiaro e con esempi concreti, le tecniche di analisi relative alla sicurezza di ponti e viadotti soggetti a rischio fondazionale, idraulico, da frana e idrogeologico. Dalle analisi numeriche, riportate nel libro, si evince come, ad esempio, le frane o i fenomeni di erosione localizzata, per fondazioni in alveo, sono molto pericolosi per la stabilità globale del ponte in quanto incidono su strutture esistenti spesso dotate di scarsa robustezza. Gli interventi di mitigazione del rischio su infrastrutture esistenti, o nel caso di nuove realizzazioni, come ad esempio i tiranti applicati in testa ai cordoli di paratie, oppure il sistema di micropali in fondazione, risultano molto efficaci a contrastare, rispettivamente, le spinte del terreno e la perdita di porzioni di terreno al di sotto delle fondazioni. Il libro, pertanto, è di sicuro interesse per i tecnici del settore, in particolare per gli ingegneri strutturisti e geotecnici. FRANCESCO OLIVETOStrutturista, Geotecnico, specializzato nelle verifiche sismiche di edifici esistenti soggetti a danno inglobato. Collaboratore esterno con il Gruppo Sismica srl per la formazione continua e lo sviluppo di metodologie di calcolo di strutture in muratura e in c.a. in condizioni di danno pregresso e attuale ai fini della stima della capacità residua. Consulente Scientifico della Stacec Srl sulle tematiche relative al degrado di strutture ed infrastrutture.MATTEO FELITTIStrutturista, Ispettore Ponti e Titolare dello studio tecnico ENGINEERING & CONCRETE CONSULTING, si occupa principalmente di calcolo strutturale, dissesti statici nelle costruzioni esistenti, degrado dei materiali e di tecnologia del calcestruzzo presso importanti aziende del settore. Cultore di Scienza delle Costruzioni ICAR/08 e Docente di “Calcolo Automatico delle Strutture” presso la Facoltà di Architettura – Università degli Studi di Napoli, Federico II. Consulente Scientifico della Stacec Srl sulle tematiche relative al degrado di strutture ed infrastrutture.DANILO PELLEStrutturista, socio della società di Ingegneria Cooprogetti Soc. Coop., si occupa principalmente di progettazione infrastrutturale, geotecnica, progettazione BIM e ispezione di ponti. BIM Coordinator certificato Accredia, Ispettore di Ponti di 2° Livello certificato Accredia.”
Francesco Oliveto, Matteo Felitti, Danilo Pelle | Maggioli Editore 2025
Scrivi un commento
Accedi per poter inserire un commento