Versare i contributi minimi Inarcassa in sei rate, la scadenza per richiederlo

Anche quest’anno architetti e ingegneri possono versare i contributi minimi Inarcassa in sei rate bimestrali (anziché due semestrali), ma bisogna richiederlo in fretta. Ecco come e quando

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Inarcassa (Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti) ha confermato che anche per il 2023 sarà possibile versare i contributi minimi in sei rate bimestrali, anziché in due semestrali. Non ci saranno interessi dilatori. La prima scadenza è fissata per il 28 febbraio, mentre l’ultima per il 31 dicembre 2023.

Gli architetti e gli ingegneri interessati, inclusi i pensionati, dovranno fare apposita richiesta entro martedì 31 gennaio 2023. La richiesta va fatta esclusivamente per via telematica, tramite l’apposita funzione disponibile alla voce “Agevolazioni” del menù laterale di Inarcassa On line.

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Il pagamento delle rate potrà avvenire solo attraverso disposizione permanente di bonifico (SDD – SEPA Direct Debit, la modalità di versamento che ha sostituito il vecchio RID e che semplifica le operazioni bancarie evitando di dimenticare le scadenze) dal proprio conto corrente bancario. L’IBAN andrà comunicato in fase di richiesta.

Deroga al contributo minimo Inarcassa

Ricordiamo che tutti gli anni – dal 2014, anno in cui è stata approvata la norma – Inarcassa dà la possibilità di derogare all’obbligo della contribuzione minima soggettiva (per un massimo di 5 anni, anche non continuativi, nell’arco della vita lavorativa). Pertanto, chi prevede di conseguire nel 2023 un reddito professionale inferiore a 17.069,00 euro può non versare il contributo soggettivo minimo.

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Questi professionisti possono quindi presentare online una dichiarazione (entro e non oltre il 31 maggio di ogni anno), non versare il contributo minimo soggettivo e pagare il 14,5% del solo reddito effettivamente prodotto entro dicembre. Il contributo minimo integrativo e il contributo di maternità vanno comunque versati entro il 30 giugno e il 30 settembre.

La domanda (che anche in questo caso va presentata esclusivamente in via telematica) può essere fatta anche da chi ha in corso la rateizzazione bimestrale dei contributi minimi: il piano di rateizzazione decadrà, le rate già versate andranno in compensazione con il contributo integrativo e il contributo di maternità, e l’importo residuo, se dovuto, andrà corrisposto al 30 settembre.

Nel corso dell’anno di deroga restano garantiti i servizi di assistenza (maternità, sussidi, indennità temporanea inabilità, mutui, finanziamenti) così come la possibilità di presentare domanda di riscatto (laurea, servizio militare, periodi di lavoro all’estero) o di ricongiunzione dei periodi assicurativi maturati presso altre gestioni previdenziali.

Specifichiamo però che la deroga determina la diminuzione dell’anzianità contributiva utile alla pensione, che viene riconosciuta in misura proporzionale a quanto versato per l’annualità interessata.

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Foto: iStock/Pra-chid

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