L’Italia è per buona parte soggetta a fenomeni di dissesto idrogeologico. Le zone più interessate sono ovviamente quelle di montagna, ma anche in pianura possono verificarsi cedimenti del terreno. Quasi sempre parliamo di eventi connessi ad alluvioni o abbassamenti della falda acquifera, alternati a periodi di forte siccità. Sono eventi climatici estremi ma sempre più frequenti sul nostro territorio.
Di norma si propone di intervenire con una tecnica di consolidamento su tutta la porzione da consolidare. In certi casi però può essere strategico intervenire con due diverse tipologie di consolidamento, ottimizzando i pro e contro delle metodologie ad oggi disponibili. In questa nuova case history, come nella precedente, vedremo come sono state impiegate insieme due tecniche SYStab:
- Iniezione di resine a densità differenziata e lenta espansione per il consolidamento del nodo terreno-fondazione;
- Micropali precaricati in acciaio per trasferire i carichi in profondità su orizzonti di terreno stabili.
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Indice
Tipo di problematica
L’intervento è stato eseguito da SYStab, nella zona di Cesena (FC), su una civile abitazione con un piano fuori terra e costruita in muratura portante su fondazioni continue nastriformi. Nel corso degli ultimi dieci anni, una porzione dell’edificio ha manifestato evidenti segni di cedimento.
In particolare, il fenomeno di fessurazione e comparsa di crepe nei muri portanti e nei divisori si evidenziava al termine della stagione estiva. Vista la natura dei terreni della zona si è individuata quale causa del problema il ritiro volumetrico dovuto all’essiccamento dei primi strati di materiale argilloso, particolarmente sensibili alle variazioni di umidità. Verosimilmente il fenomeno è apparso anni dopo la costruzione e solo nell’ultimo periodo a causa di:
- periodi caldi di prolungata siccità;
- abbassamento della falda freatica;
- presenza di alberi ad alto fusto nelle vicinanze.

Consolidamento delle fondazioni e dei terreni con micropali precaricati e resine a lenta espansione
I tecnici incaricati dalla committenza hanno vagliato tutte le possibili metodologie di consolidamento delle fondazioni, orientandosi però fin da subito sull’impiego di una tecnica mista: micropali e resine per stabilizzare la casa e ridurre costi e invasività al minimo.
Per il muro perimetrale, che manifestava i cedimenti maggiori, i tecnici si sono orientati sull’uso di fondazioni profonde. I Pali Precaricati di SYStab sono stati ritenuti idonei vista la necessità di operare in tempi rapidi e ridurre l’invasività del cantiere, dato che la casa era abitata e rifinita.
Nel caso in esame si è ritenuto di realizzare un nuovo cordolo di fondazione in c.a. in cui sono stati predisposti i tubi camicia SYStab. Una volta maturato il getto del nuovo cordolo si è potuto procedere all’infissione dei micropali con i martinetti idraulici a contrasto con la struttura esistente.
Per i muri portanti interni si è deciso invece di utilizzare un consolidamento ancora meno invasivo, che non necessitasse né di demolizioni né tantomeno di scavi. L’unica tecnica che permette di ottenere una stabilizzazione del terreno e delle fondazioni è quella basata sulle iniezioni di resine auto-espandenti direttamente nel volume significativo della fondazione. L’opera di consolidamento avviene mediante microperforazioni di 25 mm e l’utilizzo di cannule in alluminio per l’iniezione delle resine bicomponenti e autoespandenti nel terreno. Il tutto viene realizzato mediamente in un paio di giorni.


Vantaggi del consolidamento eseguito con micropali precaricati
Il consolidamento delle fondazioni con micropali precaricati ha permesso di stabilizzare definitivamente il muro portante esterno, ridando sicurezza e permettendo il ripristino delle crepe nei muri. Le resine sono servite a stabilizzare i muri interni interessati marginalmente dai cedimenti, senza scavi né demolizioni.
Il consolidamento con pali precaricati ha svariati vantaggi rispetto alle tradizionali tecniche, e abbinato alle iniezioni di resina permette di risolvere la stragrande maggioranza dei dissesti:
- tempi di realizzazione molto rapidi se confrontati alle metodologie classiche;
- non produce alcun materiale di risulta;
- possibilità di operare con altezze ridotte, anche in interrati (bastano 150 cm di altezza);
- non impiega normalmente né fanghi né acqua (cantiere asciutto, idoneo anche in ambienti stretti e interni);
- non produce alcuna vibrazione dannosa per le sovrastrutture;
- la portata di ogni micropalo viene testata in corso d’opera;
- precarico con eliminazione dei cedimenti primari per tutti i micropali realizzati.


L’opera complessiva di realizzazione, tra iniezioni e infissione dei micropali (8 micropali diametro 114 mm e lunghezza media 11 metri), compreso il fissaggio finale dei micropali mediante tubi camicia annegati in un nuovo cordolo in cemento armato, è durata solamente 4 giorni. La tecnologia impiegata ha consentito di operare rapidamente, con disagi minimi e senza produrre sollecitazioni dannose per la struttura abitata.
Per ulteriori informazioni
Pali precaricati SYStab
Iniezione di resine espandenti SYStab
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