Realizzate nell’ambito del programma di ammodernamento della A4 Venezia-Trieste promosso da Autostrade Alto Adriatico, le nuove aree di sosta Fratta Nord e Fratta Sud rappresentano un intervento strategico per aumentare la disponibilità di parcheggi per il trasporto pesante, migliorare i servizi agli utenti e incrementare la sicurezza lungo una delle principali direttrici logistiche del Nord Italia. L’intervento risponde infatti alla storica carenza di stalli dedicati agli autoarticolati, che negli anni ha favorito soste irregolari nelle corsie di accelerazione, decelerazione e nelle aree di emergenza.
Per garantire elevate prestazioni meccaniche e durabilità, è stata adottata una pavimentazione ibrida asfalto cemento tipo “Grouted Macadam”, costituita da conglomerato bituminoso open graded successivamente intasato con i.tech CARGO di Heidelberg Materials, una miscela cementizia auto-percolante sviluppata per realizzare pavimentazioni semiflessibili adatte ad aree soggette a traffico intenso.
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Indice
Il progetto di ampliamento
Le nuove aree di sosta aggiungono complessivamente 161 stalli per autoarticolati, mezzi frigoriferi e camper.
Fratta Nord, estesa su circa 6 ettari, dispone di:
- 107 stalli per mezzi pesanti;
- 8 postazioni per veicoli frigoriferi;
- 11 parcheggi per autocorriere;
- 35 posti auto esistenti mantenuti.
Fratta Sud, sviluppata su circa 2,5 ettari, ospita invece:
- 54 stalli per mezzi pesanti;
- 4 postazioni per veicoli frigoriferi;
- 7 parcheggi per autocorriere.
Le aree sono state completate con edifici di servizio, docce, lavanderia self-service, aree per il ricovero dei mezzi danneggiati, impianti di videosorveglianza e sistemi informativi in tempo reale sul livello di occupazione dei parcheggi. L’investimento complessivo è stato pari a circa 13,5 milioni di euro.

La soluzione progettuale
La progettazione e la realizzazione sono state affidate all’associazione temporanea di imprese composta da Brussi, Adriastrade e Impresa Coletto, mentre l’intasamento della pavimentazione con i.tech CARGO è stato eseguito da Ibuild Italia, società di Heidelberg Materials specializzata nelle pavimentazioni tecniche.
La scelta del grouted macadam deriva dall’esperienza maturata in precedenti interventi e dalla necessità di garantire elevata capacità portante e durabilità su una superficie di circa 14.200 m² destinata alla sosta continuativa di mezzi pesanti.
“In questo progetto ci siamo confrontati con circa 14.200 m² di pavimentazione destinata al traffico pesante, da realizzare nel rispetto di requisiti prestazionali particolarmente severi in termini di capacità portante, durabilità e qualità esecutiva”, spiega l’ing. Massimo Contadin, direttore tecnico di Impresa Coletto.
Le fasi esecutive della pavimentazione
Le lavorazioni sono iniziate con la preparazione del sottofondo mediante scavo, stabilizzazione a freddo con legante e calce e successiva formazione del rilevato. Nelle aree di sosta per mezzi pesanti la stratigrafia ha previsto:
- due strati di misto cementato con differenti dosaggi di cemento;
- uno strato di base in conglomerato bituminoso ad alto modulo di 10 cm;
- uno strato open graded da 5 cm destinato all’intasamento cementizio.
Particolare attenzione è stata dedicata alla qualità esecutiva e all’uniformità delle prestazioni dell’intera piattaforma. “Trattandosi di una superficie molto estesa destinata al traffico pesante, era fondamentale garantire uniformità e qualità esecutiva in ogni fase del processo costruttivo”, sottolinea Massimo Contadin. “La corretta preparazione del piano di posa ha rappresentato un presupposto essenziale per il raggiungimento delle prestazioni richieste dal progetto”.
La sperimentazione preliminare e la scelta della granulometria
Prima dell’esecuzione definitiva è stato realizzato un campo prova per verificare il rispetto delle prescrizioni di capitolato, che richiedevano un grado di intasamento superiore all’80%.
Per valutare il comportamento della pavimentazione e individuare la configurazione più idonea, sono state realizzate due fasce sperimentali lunghe circa 20 m ciascuna, caratterizzate da differenti granulometrie dell’aggregato drenante. Dopo la stesa del materiale e l’esecuzione dell’intasamento da parte di Ibuild Italia, sono stati effettuati campionamenti e successive campagne di carotaggio finalizzate a verificare il grado di penetrazione dell’intasante, la percentuale di vuoti residui e l’assorbimento del materiale.
“L’esito delle prove ha evidenziato buone prestazioni della configurazione realizzata con aggregato 4/8, che ha consentito una buona penetrazione dell’intasante e una più efficace riduzione dei vuoti residui rispetto alla soluzione alternativa del 4/12″, afferma Marco Sandri, Product Manager i.tech CARGO e Direttore Tecnico di Ibuild Italia.
Le attività di controllo sono proseguite anche durante le fasi successive, comprendendo ulteriori carotaggi finalizzati ad accertare il rispetto dei requisiti progettuali: “La validazione non si è limitata al campo prova iniziale, ma è proseguita per tutta la durata delle lavorazioni. Questo ha permesso di verificare in modo puntuale il comportamento della pavimentazione e di confermare la piena rispondenza della soluzione ai requisiti richiesti”, osserva il P.I. Mirco Mazzon di Adriastrade.
La granulometria selezionata è stata quindi adottata per l’intera superficie dell’intervento, garantendo il raggiungimento del livello di intasamento superiore all’80% previsto dal capitolato.
Che cos’è i.tech CARGO
i.tech CARGO è una miscela cementizia auto-percolante sviluppata per l’intasamento completo di conglomerati bituminosi open graded ad elevata porosità. La tecnologia consente di ottenere una pavimentazione semiflessibile che combina le caratteristiche della matrice cementizia con quelle del conglomerato bituminoso, garantendo:
- elevata capacità portante;
- resistenza al punzonamento;
- resistenza a carburanti, oli e agenti aggressivi;
- riduzione di ormaie, affossamenti e degrado superficiale.
Le prestazioni meccaniche possono raggiungere valori fino a quattro volte superiori rispetto a quelli delle pavimentazioni asfaltiche tradizionali. “Si ottiene così una pavimentazione in grado di sopportare carichi elevati e traffico intenso, particolarmente adatta per aree logistiche, terminal intermodali, porti e parcheggi destinati ai mezzi pesanti”, spiega Sandri.
Posa e prestazioni in esercizio
La boiacca cementizia è stata pompata e distribuita sulla superficie mediante racle manuali e successiva finitura meccanica, favorendo la completa penetrazione all’interno della struttura bituminosa. Per garantire il livello di intasamento richiesto (>80%) è stato adottato un rapporto acqua/polvere compreso tra 0,33 e 0,35, con consumi dell’ordine di 20–21 kg/m².
La pavimentazione è stata messa in esercizio in meno di 24 ore dalla posa. Tra i principali vantaggi della soluzione:
- maggiore stabilità alle alte temperature;
- riduzione delle deformazioni permanenti;
- minori esigenze manutentive;
- aumento dell’albedo superficiale e riduzione del surriscaldamento estivo.


L’intervento è stato completato con la realizzazione dei sistemi di gestione delle acque meteoriche, tra cui due bacini di laminazione da circa 1.300 m³ (Fratta Sud) e 3.400 m³ (Fratta Nord), oltre a una stazione di sollevamento dedicata.
Nel complesso, le nuove aree di sosta contribuiscono a migliorare sicurezza, capacità di accoglienza e qualità dei servizi lungo la A4, mentre la scelta della pavimentazione in grouted macadam con i.tech CARGO garantisce affidabilità e durabilità anche in presenza di traffico pesante continuo.
Per ulteriori informazioni
heidelbergmaterials.it
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