Le capriate lignee sono uno degli elementi costruttivi maggiormente diffusi nel patrimonio edilizio italiano: celate dietro sottotetti e volte di chiese, palazzi storici, edifici scolastici ed amministrativi, ricoprono un ruolo fondamentale dal punto di vista strutturale, in quanto dal loro funzionamento dipende l’equilibrio dell’intera copertura e, quindi, dell’intero edificio. Trascurare le capriate lignee significa ignorare uno degli elementi più sensibili e vulnerabili del fabbricato.
Le capriate rappresentano un patrimonio storico-architettonico preziosissimo: esse lavorano silenziosamente da centinaia di anni, venendo spesso considerate immutabili nel tempo. Nella realtà esse sono estremamente soggette al trascorrere del tempo, all’alternarsi delle stagioni ed agli agenti atmosferici: fattori che contribuiscono al loro degrado ed alla perdita di stabilità.
Per questo motivo il primo passo per preservare le capriate è la conoscenza, attraverso l’esecuzione di ispezioni periodiche, al fine di monitorare eventuali cambiamenti e individuare dissesti. Ma quali sono, in concreto, i vantaggi di un’ispezione periodica delle capriate lignee?
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Indice
- La funzione dell’ispezione nella conservazione delle capriate
- 1. Prevenzione di dissesti e crolli
- 2. Riconoscimento di fenomeni di degrado biotico e abiotico
- 3. Verifica del comportamento della struttura nel tempo
- 4. Pianificazione di interventi mirati, reversibili e coerenti
- Le schede di ispezione: uno strumento concreto per le ispezioni sul campo
La funzione dell’ispezione nella conservazione delle capriate

1. Prevenzione di dissesti e crolli
I crolli delle capriate lignee non sono fenomeni improvvisi. I dissesti, infatti, sono anticipati da una fase progressiva di deformazione, spesso non visibile dall’esterno. Movimenti anche di pochi millimetri di uno degli elementi della capriata o il mancato contatto di un appoggio possono modificare sensibilmente la ripartizione delle tensioni interne alla capriata stessa, portando allo sviluppo di forze atipiche sui puntoni o sulle murature su cui la capriata poggia.
L’ispezione periodica della copertura permette di individuare eventuali criticità, quali fessure, disallineamenti, deformazioni o segnali di compressione. Modifiche che, se vengono considerate nel complesso, possono essere segnali che indicano un possibile dissesto. L’esecuzione di ispezioni regolari nel tempo permette di intervenire preventivamente sulle instabilità rilevate e programmare interventi prima che si verifichino episodi di crollo.

2. Riconoscimento di fenomeni di degrado biotico e abiotico
Il legno, data la sua natura organica, è un materiale estremamente vulnerabile e sensibile ai fattori ambientali. Infiltrazioni, umidità e variazioni termiche dovute al susseguirsi delle stagioni possono innescare processi biotici, come funghi, muffe ed insetti xilofagi, che possono compromettere la struttura stessa del materiale, riducendone la resistenza.
Agenti non viventi, come acqua, calore, fuoco o sostanze chimiche possono innescare processi abiotici, come fessurazioni da ritiro o deformazioni permanenti.

L’individuazione prematura di questi fenomeni permette di monitorare i degradi o intervenire tempestivamente in modo localizzato, così da evitare che il degrado si estenda e comprometta la stabilità dell’intera copertura e, di conseguenza, dell’intero edificio.
3. Verifica del comportamento della struttura nel tempo
Gli edifici non sono strutture immobili, ma si modificano nel tempo. Gli interventi architettonici, come la sostituzione della copertura, l’aggiunta di un solaio o il consolidamento di una muratura, gli eventi sismici e le condizioni di carico dell’edificio stesso, alterano il comportamento originario della struttura e, di conseguenza, modificano la stabilità delle capriate.
Lo svolgimento di ispezioni eseguite periodicamente consente di esaminare l’adeguatezza degli interventi eseguiti e di verificare se, a seguito di eventi straordinari, le capriate sono ancora rispondenti al progetto. La programmazione di azioni manutentive compatibili con lo stato di fatto e la garanzia dell’equilibrio delle forze nel tempo è possibile solo conoscendo lo stato di salute delle capriate.
4. Pianificazione di interventi mirati, reversibili e coerenti
Il reale livello di rischio e l’impostazione corretta delle strategie di intervento sono possibili a seguito di un’ispezione accurata delle capriate, che fornisce tutte le informazioni necessarie. Grazie a tali informazioni, il professionista è in grado di progettare interventi puntuali, reversibili e misurabili, coerentemente con le indicazioni contenute nelle NTC 2018 e i principi del restauro strutturale per i beni storici.
La finalità degli interventi deve essere quella di ristabilire le condizioni di lavoro originarie della capriata, avendo accortezza di impattare nel minor modo possibile sulla copertura e sull’edificio.

Le schede di ispezione: uno strumento concreto per le ispezioni sul campo
Per supportare i tecnici sul campo nello svolgimento delle ispezioni sulle capriate lignee, l’azienda Sicurtecto Srl ha redatto le Schede di Ispezione per le capriate lignee: uno strumento pratico che guida il tecnico in un percorso strutturato volto all’osservazione delle capriate e dell’intero contesto costruttivo, con l’obiettivo di guidare il professionista nel rilievo di anomalie costruttive, degradi e vulnerabilità che possono compromettere la sicurezza.
Cosa contengono le schede di ispezione?
- Quali segnali esterni o interni all’edificio possono essere collegati alle capriate;
- Quali segnali di dissesto e quali degradi osservare;
- Gli elementi da fotografare nel corso dell’ispezione;
- Suggerimenti operativi per la comprensione e la compilazione corretta delle schede.
Per eseguire una prima valutazione delle capriate, è possibile scaricare le schede di ispezione gratuitamente a questo link per poi compilarle in formato cartaceo o direttamente dal cellulare.

Suggeriamo:
Recupero e consolidamento dei solai
Questa pubblicazione fornisce indicazioni sia di tipo progettuale che di tipo esecutivo per il consolidamento di solai esistenti con esempi di intervento e inquadramento normativo degli stessi. Il volume tiene conto dell’evoluzione normativa, in particolare della necessità diffusa su tutto il territorio nazionale di progettare o recuperare strutture con requisiti antisismici e delle novità sul come considerare i solai nel contesto globale dell’edificio. L’opera dedica la parte iniziale alla illustrazione delle principali tipologie di solai esistenti (legno e latero-cemento), per poi passare all’inquadramento dei solai nella normativa attuale (NTC 2018 e circolare esplicativa n. 7/2019) e successivamente alla descrizione di interventi di recupero di solai nelle varie tipologie descritte. Una notazione a parte è relativa alle metodologie di consolidamento che devono essere volte non solamente al recupero tout-court. L’attuale contesto normativo, infatti, non può far dimenticare al progettista che il consolidamento di un solaio può (e deve) essere anche una occasione per intervenire sul comportamento sismico dell’edificio con ricerca di soluzioni e dettagli di consolidamento (locale o generale a seconda della estensione dell’intervento) che migliorino il comportamento strutturale globale, con particolare riferimento alla prevenzione del ribaltamento delle murature ed al miglioramento del comportamento scatolare dei muri portanti. A tale proposito nei capitoli dedicati agli esempi di recupero e consolidamento, sono proposti alcuni casi pratici e operativi in tal senso ed il loro inquadramento normativo. Giuliano Gennari Ingegnere civile, laureato presso l’Università degli studi di Bologna facoltà di Ingegneria, libero professionista dal 1997, svolge l’attività nel campo della progettazione e direzione lavori di opere civili e infrastrutturali. VOLUMI COLLEGATI:Norme tecniche per le costruzioni 2018 e circolare esplicativa, A. Barocci, I ed. 2019Edifici storici: dalla modellazione agli interventi, C. Prandi, I ed. 2019Valutazione sismica e tecniche di intervento per edifici esistenti in c.a., R. Pinho, F. Bianchi, R. Nascimbene, I ed. 2019
Giuliano Gennari | Maggioli Editore 2019
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