Waterfront di Levante è il progetto di rigenerazione urbana del litorale genovese situato fra il Porto Vecchio, il Padiglione della Fiera e il Palazzetto dello Sport, un’area precedentemente occupata da infrastrutture portuali dismesse, e ora invece volta a ricollegare tessuto costruito e lungomare.
Basato su un masterplan elaborato da Renzo Piano, il progetto è stato sviluppato da un team professionale composto da firme di rilievo come Renzo Piano Building Workshop, Open Building Research e Starching, che hanno ridisegnato il fronte a mare secondo principi di stile, funzionalità ed eco-sostenibilità. L’obiettivo è quello di creare un nuovo polo di attrazione per l’intera città, inserito nella densa trama di percorsi, spazi e infrastrutture di interesse collettivo che collega il centro storico a Boccadasse, riqualificando edifici esistenti di pregio architettonico e realizzando nuovi volumi costruiti caratterizzati da un’elevata trasparenza.
Vediamo come è stata gestita, lungo i ponti mobili del canale navigabile, la separazione dei percorsi pedonali da quelli veicolari con l’obiettivo di coniugare sicurezza, resistenza strutturale ed estetica.
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Indice
I ponti mobili e la scelta delle soluzioni Pilomat
L’articolato progetto del Waterfront di Levante si sviluppa lungo la passeggiata a mare che costeggia il nuovo canale navigabile, e comprende: un parco lineare, la riqualificazione dell’area fieristica, la ristrutturazione del palasport e del padiglione fieristico, la riorganizzazione di aree e bacini navali e la costruzione di nuovi edifici per residenze, uffici, hotel e altri servizi.
Le opere per il canale navigabile (54.000 m3 d’acqua) sono imponenti. Tra queste si distinguono per complessità tecnica i ponti mobili, che collegano le isole create dal canale con il resto del lungomare, assicurando continuità ai percorsi verso importanti edifici, fra cui il padiglione fieristico. In questo contesto, Pilomat – azienda di riferimento nel controllo degli accessi veicolari a livello mondiale – ha progettato e prodotto i nuovi dissuasori fissi situati lungo i ponti. L’azienda di Grassobbio (Bergamo) ha curato tutti gli aspetti estetici, tecnici e di sicurezza, contribuendo con le sue soluzioni personalizzate al miglioramento e al successo del progetto.
Afferma Emanuele Imberti, Responsabile Vendita e Assistenza Italia di Pilomat: “Siamo stati chiamati per proporre una soluzione alternativa all’installazione dei guardrail lungo i ponti, ritenuti antiestetici dalla direzione dei lavori. Partendo dal dissuasore fisso più rispondente alle esigenze dal punto di vista architettonico, abbiamo quindi sviluppato un prodotto completamente nuovo sotto il profilo tecnico.”
Problematiche affrontate e principali caratteristiche dei dissuasori Pilomat
Entrambi i ponti sono realizzati con travi in calcestruzzo armato, poste ai lati della carreggiata centrale, che sorreggono anche le pensiline pedonali in grigliato metallico. L’obiettivo era separare i percorsi pedonali dal flusso veicolare, creando una barriera in grado non solo di bloccare un veicolo in movimento, ma anche di evitare la possibilità di caduta nel canale.
I dissuasori dovevano essere vincolati alle travi laterali, che però erano state inizialmente concepite per l’installazione del guardrail. Gli ingegneri Pilomat hanno quindi sviluppato una soluzione basata sull’impiego di tasselli, per l’ancoraggio in profondità nel calcestruzzo, disposti a corona attorno al basamento. I dissuasori vanno quindi a formare delle barriere lineari discontinue, ma estremamente resistenti.


“In termini di prestazioni era prevista la tenuta allo sfondamento sia da parte di un’auto del peso di 3,5 t, in movimento a una velocità di 30 km/h, sia di un autocarro da 21 t a 5 km/h. I dissuasori e il sistema di ancoraggio sono stati dimensionati di conseguenza, così abbiamo installato due dissuasori per ponte prestando la nostra assistenza durante le prove di spinta eseguite dall’impresa”, spiega ancora Imberti.
I test di conformità hanno sortito un esito positivo per entrambi i ponti e l’impresa ha quindi potuto completare la posa degli altri dissuasori, per un totale di 122 elementi, tutti personalizzati anche dal punto di vista estetico secondo le indicazioni dei progettisti.“Siamo molto soddisfatti di aver contribuito alla riuscita del progetto mettendo in campo le migliori competenze sviluppate da Pilomat in oltre cinquant’anni d’attività”, conclude Imberti.
Per ulteriori informazioni
pilomat.com
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