Il Ministro della Salute Roberto Speranza aveva dichiarato: “Nessun bonus edilizio a chi non rispetta i diritti dei lavoratori. Nel Consiglio dei ministri del 18 febbraio abbiamo deciso di mettere al centro la salute e la sicurezza sul lavoro, subordinando l’ottenimento dei bonus all’applicazione dei contratti collettivi nazionali. È un passo avanti nella direzione giusta”.
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Il riferimento è alle nuove fortemente volute dal Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che condizionano l’accesso ai Bonus Edilizi.
Una strada che si è resa necessaria perché con il boom dell’edilizia è cresciuta la richiesta di manodopera reclutata in alcuni casi violando importanti norme sul lavoro.
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Ok ai bonus solo se applicati i CCNL di settore
Per poter usufruire dei Bonus Edilizi diventa condizione necessaria non il solo rispetto, bensì l’applicazione dei contratti collettivi nazionali di settore stipulati dalle organizzazioni più rappresentative. Per dimostrare la regolarità, il contratto collettivo applicato deve essere indicato nell’atto di affidamento dei lavori e riportato nelle fatture relative all’esecuzione dei lavori edili.
Le imprese che realizzano i lavori dovranno dimostrare l’applicazione del contratto in riferimento al salario, all’orario, alle ferie, alle malattie ma anche alla formazione.
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Pertanto non potranno godere delle agevolazioni edilizie quei i lavori eseguiti da datori di lavoro che non applicano i contratti collettivi del settore edile, nazionale e territoriali, stipulati dalle associazioni datoriali e sindacali.
Da quando scatta il nuovo obbligo? L’emendamento 15.0.1000 al decreto Sostegni Ter, che recepisce il Decreto 13 viene introdotto il comma 2 all’articolo 28-quater, fissa al 27 maggio 2022 il termine per l’entrata in vigore delle norme sull’obbligo di utilizzare solo imprese con contratti del settore edile >> ecco il testo dell’emendamento
Con il DDL del DL 21/2022 (detto anche Ucraina Bis) vengono inoltre definiti nuovi limiti di applicazione dell’obbligo che interessano l’importo dei lavori e la tipologia. Pertanto l’obbligo scatta:
- per i lavori superiori ai 70mila euro,
- solo per i lavori edili indicati nell’allegato X del D.lgs. 81/2008.
Inoltre, per i bonus edilizi diversi dal Superbonus, l’obbligo si applica solo nel caso in cui si opti per sconto in fattura o cessione del credito.
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Chi esegue le verifiche?
Le nuove misure indicano che l’intenzione del Governo è quello di certificare i lavori. Le disposizioni non verranno applicate ai lavori già avviati all’entrata in vigore delle nuove norme.
Come avverranno le verifiche? I controlli li eseguirà l’Agenzia delle Entrate, con il supporto dell’ispettorato del lavoro, Inps e casse edili.
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Foto:iStock.com/Skarie20
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