Una pinacoteca nel cuore di Roma, immersa nello sfarzo barocco di un palazzo voluto e ampliato dal Cardinale Spada: è Galleria Spada che, oltre a rappresentare un gioiello artistico e architettonico all’interno dell’omonimo Palazzo, ospita una straordinaria collezione d’arte.
La Galleria è infatti celebre per le opere pittoriche di artisti come Guido Reni, Caravaggio e Artemisia Gentileschi e anche per un iconico, quanto unico, capolavoro architettonico: la Prospettiva di Francesco Borromini (1653), un’illusione ottica che trasforma un corridoio lungo solo 8 metri in una galleria apparentemente molto più profonda.
In questo contesto si inserisce l’intervento di riqualificazione illuminotecnica richiesto dal Ministero della Cultura (MIC) a Telmotor, azienda con una consolidata esperienza in soluzioni altamente specializzate per i settori illuminazione, automazione industriale ed energia. Vediamone le caratteristiche principali.
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Gli obiettivi del progetto
Il progetto, nel contesto generale della riqualificazione di Palazzo Spada (che insieme a Palazzo Boncompagni è accorpato a Castel Sant’Angelo e alla Direzione Musei nazionali della città di Roma), rientrava nell’ambito dei fondi del PNRR e aveva come obiettivo principale l’efficientamento energetico della storica galleria. Fondamentale era quindi sostituire i vecchi corpi illuminanti particolarmente energivori, garantendo al contempo massima valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico, un’ottimale esperienza visiva, la corretta conservazione delle opere d’arte e la riduzione dei costi di manutenzione.
Spiega Emiliano Villarini, Energy & Lighting Solutions Consultant di Telmotor: “In un ambito museale come quello di Galleria Spada, è stata cruciale la fase preventiva di progettazione, durante la quale abbiamo valutato tutti i dettagli costruttivi delle sale e la presenza dei quadri che ricoprono le pareti delle quattro sale. Dovevamo inoltre fare i conti con un vecchio impianto di distribuzione esistente che non poteva essere sostituito. La ricostruzione virtuale delle sale ha permesso di considerare tutti i parametri necessari per determinare le scelte del nuovo progetto, come l’illuminazione diurna che penetra dalle finestre, lo sfondo delle pareti, la direzione della luce e le relative riflessioni in relazione al punto di vista del visitatore. Abbiamo studiato la percezione offerta dalla luce naturale e dalle diverse sorgenti luminose, definendo infine la tipologia, il numero, la potenza, la posizione e i relativi puntamenti”.
L’illuminazione in questi contesti deve permettere all’osservatore di apprezzare l’opera nella sua globalità, di distinguerne i particolari, la struttura e i colori. Per ridurre ombre e riflessi è indispensabile valutare la posizione delle sorgenti luminose rispetto al punto di osservazione e verificare l’equilibrio dei valori di luminanza e resa cromatica.
Prodotti scelti e risultati ottenuti
“Inizialmente illuminata con faretti alogeni, Galleria Spada aveva bisogno di una nuova soluzione più sofisticata, in grado di esaltare i dettagli minuziosi delle opere d’arte presenti, preservando le tele a olio dalle emissioni ultraviolette e infrarosse delle sorgenti presenti. Per questi spazi abbiamo scelto i corpi illuminanti ERCO, posizionati su binari elettrificati, che garantiscono flessibilità e precisione. Abbiamo studiato attentamente i puntamenti e le potenze luminose per esaltare gli elementi architettonici e artistici; l’illuminazione di precisione ha permesso di ottimizzare la visione delle tele, assicurando che siano preservate per le prossime generazioni”, prosegue Villarini.
Studio dei corpi illuminanti, tutti di altissima gamma, puntualità di accensione, dinamicità e potenza della luce sono stati gli elementi alla base dello sviluppo del progetto, eseguito sotto la direzione dell’architetto e light designer di Telmotor, Davide Rampinelli, e con la supervisione della direttrice di Galleria Spada Dott.ssa Adriana Caprotti.
Per garantire un’illuminazione omogenea e controllata, il team di Telmotor ha studiato con attenzione il posizionamento dei corpi illuminanti, la loro temperatura e l’intensità luminosa, garantendo massima resa estetica e funzionale. Oltre alle necessarie verifiche su ogni singola opera esposta, il progetto ha valutato le prestazioni complessive dell’impianto, garantendo coerenza visiva tra le diverse sale del percorso espositivo.
Grazie a questo progetto, Galleria Spada beneficia oggi di un’illuminazione efficiente, capace di valorizzare al meglio il suo patrimonio artistico, e di un significativo risparmio energetico. “Abbiamo posizionato 126 corpi illuminanti da 18W con resa cromatica 98, contro i precedenti che avevano 75W di assorbimento. L’impiego del sistema CASAMBI per la regolazione e gestione degli scenari e l’utilizzo delle sorgenti LED ad alta efficienza hanno permesso il salto di due classi energetiche. La soluzione garantisce inoltre una manutenzione oltre le 50.000 ore, contro la precedente che doveva necessariamente avvenire ogni 2.000 ore circa, abbattendo drasticamente i tempi e i costi di intervento”, conclude Villarini.
Il successo del progetto dimostra come la tecnologia LED possa integrarsi perfettamente in contesti storici, migliorando l’esperienza visiva dei visitatori e contribuendo alla conservazione dei beni culturali.
Per ulteriori informazioni
telmotor.it






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