Dal 1° luglio 2025, entrerà in vigore una nuova modalità telematica semplificata per il deposito catastale dei frazionamenti dei terreni, come stabilito dal provvedimento n. 460141/2024 dell’Agenzia delle Entrate (scaricabile a fine articolo).
Questa innovazione mira a snellire la burocrazia e rendere più efficiente il processo di aggiornamento catastale, trasferendo la responsabilità del deposito all’Agenzia stessa, in collaborazione con i Comuni.
Il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati ha comunicato la novità ai propri iscritti, fornendo indicazioni sulla procedura che resterà in atto fino all’adozione della nuova.
Analizziamo nel dettaglio le novità introdotte e il loro impatto.
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Indice
Il nuovo iter telematico per i frazionamenti catastali
A partire dal 1° luglio 2025, il deposito dei tipi di frazionamento catastale dei terreni sarà effettuato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, eliminando l’obbligo di deposito preliminare presso i Comuni.
Con la nuova procedura:
- il Comune non dovrà più ricevere fisicamente i frazionamenti prima della registrazione catastale;
- l‘Agenzia delle Entrate pubblicherà i frazionamenti direttamente sul “Portale per i Comuni”, dove le amministrazioni locali potranno accedere per effettuare le verifiche necessarie;
- i tecnici redattori invieranno gli atti di aggiornamento geometrico telematicamente all’Agenzia, che procederà alla loro pubblicazione e successiva approvazione.
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Comunicazioni via PEC e transizione al digitale
Nella fase iniziale dell’attuazione, l’Agenzia delle Entrate invierà ai Comuni una notifica via PEC ogni volta che un atto di frazionamento verrà depositato sul Portale. Questo sistema diventerà la prassi standard, sostituendo il vecchio sistema basato sul deposito cartaceo da parte dei tecnici.
L’Indice dei domicili digitali della Pubblica Amministrazione (IPA) sarà il riferimento per individuare gli indirizzi PEC ufficiali dei Comuni, garantendo un flusso comunicativo chiaro e strutturato.
Frazionamenti terreni: contesto normativo e riferimenti legislativi
La riforma è stata introdotta dal decreto legislativo n. 1/2024, che prevede la razionalizzazione e semplificazione degli adempimenti tributari. In particolare, l’articolo 25 di questo decreto ha stabilito la necessità di un processo più efficiente per il frazionamento dei terreni, in linea con il DPR n. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia).
Tra gli altri riferimenti normativi chiave ci sono: DPR 6 giugno 2001, n. 380, art. 30, commi 5 e 5-bis, il già citato provvedimento Agenzia delle Entrate, 30 dicembre 2024, n. 460141, la determinazione AgID del 4 aprile 2019, n. 97, avente ad oggetto l’“Adozione delle Linee Guida dell’Indice dei domicili digitali delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi (IPA)”.
Procedura attuale fino al 30 giugno 2025
Attualmente, fino al 30 giugno 2025, il processo di frazionamento catastale dei terreni segue queste fasi.
- Il tecnico incaricato deposita il tipo di frazionamento presso il Comune competente.
- Viene rilasciata dal tecnico una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, attestante l’avvenuto deposito.
- L’Agenzia delle Entrate approva gli atti e aggiorna gli archivi catastali.
- Gli atti vengono resi disponibili sul Portale dei Comuni, così l’ente locale potrà poi verificarne il contenuto.
I vantaggi della procedura
L’adozione della nuova procedura porterà vantaggi, ovvero: snellirà la burocrazia eliminando il passaggio preliminare presso i Comuni, riducendo tempi e incomprensioni, garantirà maggiore sicurezza nella gestione dei dati personali, conformemente al GDPR, limitando l’allegazione di documenti sensibili. Inoltre, la comunicazione sarà più efficiente grazie alle notifiche PEC in tempo reale, evitando ritardi e smarrimenti.
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