Ecologia del costruire: l’isolante meno costoso fa risparmiare? Anche no!

In questo nuovo contributo della rubrica “Ecologia del costruire”, l’architetto Roberto Sacchi ci parla della scelta dei materiali isolanti e del falso risparmio legato al solo criterio del minor costo iniziale.

Roberto Sacchi 05/03/26
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In edilizia c’è isolante e isolante. Non tutti, infatti, assolvono al medesimo scopo, che è quello di rispondere a quattro esigenze: ridurre i consumi energetici per creare comfort, ridurre l’impatto acustico, limitare o annullare la dispersione termica invernale, e ridurre al minimo l’ingresso del calore prodotto dall’irraggiamento solare nel periodo estivo.

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Progettare e costruire case green

Questo testo tecnico, aggiornato alla recente Direttiva EPBD (c.d. Case Green), fornisce informazioni su come si progetta e si costruisce una casa green, dalle fondazioni al tetto. L’opera è strutturata in capitoli, che fanno riferimento alle singole parti componenti costruttive dell’edificio, come le fondazioni, le pareti, il tetto, i solai, ecc.Gli elementi costruttivi e i materiali sono analizzati distinguendo le loro componenti bioedii e sostenibili, considerando che i due termini non sono sinonimi dello stesso concetto. Rappresenta il più recente e completo tentativo di sistematizzazione delle conoscenze, delle tecniche e dei materiali rappresentativi di un approccio “green” all’edilizia.Ma la bioedilizia non è semplicemente “l’arte del costruire secondo natura”. Come evidenzia l’Autore: La casa green, come ogni altra forma costruttiva, è basata su mediazioni, ovvero sull’accettazione anche di quei materiali e quelle tecnologie non propriamente derivati dalla natura, ma che costituiscono una conditio sine qua non, perché non hanno una valida alternativa “naturale” e quindi sono indispensabili al raggiungimento di uno scopo preciso.Operare green o in bioedilizia non vuol dire quindi rifiutare ed escludere a priori i materiali di sintesi, ad esempio, ma, al contrario, ottimizzarne l’uso.L’opera, quindi, per la sua completezza, il rigore scientifico e la trattazione mai astratta, guida il lettore in un appassionante percorso tecnico ed etico per imparare a progettare e costruire case sostenibili, green ed ecologiche.Roberto Sacchiarchitetto libero professionista, titolare dello studio Cultura&Ambiente, consulente CasaClima ed esperto in ecologia dell’architettura, con esperienza ultratrentennale nello studio dei materiali e degli isolanti in edilizia. Co-fondatore dell’INDEP (Istituto Nazionale di Diagnostica e Patologia Edilizia), dal 2005 svolge attività di docenza al Master Polis Maker del Politecnico di Milano.

 

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Non tutti gli isolanti sono uguali

C’è l’isolante che possiede ottime performance termiche invernali, pessime estive e un basso valore acustico, ma è un materiale economico e quindi appetibile per il portafoglio del cliente. Questa tipologia di isolante in genere appartiene alla natura petrol-chimica, ovvero come materiale isolante non esiste in natura e viene prodotto per manipolazione chimica di sostanze che, prese singolarmente derivano dalla natura, ma, quando vengono combinate tra loro, realizzano un’opera artificiale, impattante a livello ambientale.
 
Ci sono invece altri isolanti che possiedono discrete, ma non ottime, performance termiche invernali, ottimi valori termici estivi e acustici, ma che sono un poco più cari per il portafoglio del cliente. Questa tipologia di isolante in genere appartiene alla natura vegetale o animale, si tratta dunque di un prodotto rinnovabile e sostenibile, che non impatta sull’impronta ecologica del Pianeta e che a fine vita ritorna nel ciclo biologico della trasformazione naturale.
 
C’è poi una terza categoria di isolanti, quelli che, come quelli vegetali e animali, posseggono discrete, ma non ottime, performance termiche invernali, discreti valori termici estivi e ottime performance acustiche, gli stessi che provengono dalla manipolazione delle risorse naturali da cava, che erodono montagne, modificano indelebilmente ecosistemi, impattano sull’impronta ecologica del Pianeta. Sono materiali con cui si realizzano pannelli termo-acustici che economicamente sono una via di mezzo tra i precedenti: meno costosi di quelli rinnovabili, ma molto più costosi di quelli derivati dalla manipolazione del petrolio.

Il prezzo come unico criterio di scelta

C’è chi, come tecnico o impresario edile, li adotta, li inserisce nel computo estimativo del progetto e nel capitolato speciale ed infine come impresario li acquista, o come direttore dei lavori li fa acquistare. L’elemento discriminante che determina la scelta del prodotto specifico è sempre il prezzo, valutato secondo il parametro del minor costo o del massimo ribasso possibile, abbinando il fattore economico ad una sommaria valutazione tecnica del prodotto, in ragione di pochi parametri, ovvero di uno solo parametro in genere, che è la conducibilità termica (misura della capacità di un materiale di trasmettere calore, con simbolo ʎ e valore espresso in Watt per metro kelvin), dimenticandosi degli altri fattori significativi, che sostanzialmente fanno la differenza.
 
Quando un tecnico o un impresario edile dialoga col proprio cliente riguardo al progetto di costruzione di una casa, il parametro economico è infatti il fattore di discussione preponderante, è l’elemento che fa la differenza. Tra le varie scelte che determinano le oscillazioni del prezzo non c’è mai però la qualità estetica del rivestimento dei bagni, dei pavimenti o dei sanitari, c’è quasi sempre l’isolamento termico che avvolge l’edificio, argomento, questo, purtroppo raramente abbinato al sistema impiantistico adottato

Perché questo connubio? Perché involucro isolante e impianto di climatizzazione sono gli elementi che determinano il corretto comfort e che possono far oscillare il costo dell’edificio e la futura manutenzione ad un significativo ribasso, ovvero ad un notevole rialzo. 

Due casi concreti: risparmio apparente e risparmio reale

Vediamo due esempi.

Un edificio realizzato con un isolante termico di derivazione petrol-chimica, come l’EPS o l’XPS ad esempio, che costa meno di tutti gli altri isolanti, funziona ottimamente d’inverno con poco spessore, ma di meno d’estate, e necessita di una forte massa muraria di maggior peso e spessore, per limitare l’ingresso del calore estivo. Per questo motivo l’impianto di climatizzazione dovrà essere studiato per sopperire a questa mancanza.

Questo si tradurrà in un costo aggiunto di materiali a massa (laterizi, silicato di calcio idrato, ecc.) di difficile impiego nel caso di costruzioni in legno, abbinato all’impianto di climatizzazione estivo, alla sua gestione e manutenzione nel tempo, oltre che al consumo energetico relativo, per sempre.

In questo caso il cliente sente di aver risparmiato sul costo dell’isolamento termico, ma non si rende conto che oltre al costo dell’impianto dovrà aprire il portafoglio, nel tempo, per i costi di manutenzione e gestione impiantistica e dei consumi di energia.
 
Diversamente, un edificio costruito con un isolante termico di origine naturale (vegetale o animale), come ad esempio la fibra di legno o la canapa o il sughero, costa di più perché per isolare ottimamente necessita di un maggior spessore, ma contrasta l’ingresso del calore estivo anche con un minor spessore, e non necessita di una massa muraria, anche nella condizione di una casa in legno. In questo modo, la performance ottenuta è tale da poter evitare l’installazione di un sistema di climatizzazione sia invernale che estivo, bilanciando le necessità termiche con gli apporti gratuiti interni.

In questo caso il cliente percepisce di aver speso di più all’inizio, ma si renderà conto nel tempo del notevole risparmio ottenuto.

Informare il cliente è una responsabilità tecnica ed etica

Per concludere, è necessario che il cliente sia bene informato dei vantaggi e degli svantaggi insiti nei vari materiali isolanti. Non basta inculcargli l’idea di un risparmio immediato, celando i maggiori costi derivati dall’installazione di un impianto che deve sopperire alle minori performance dell’isolamento dell’involucro, che termicamente è una groviera. 

Come tecnici occorre agire con coscienza (ecologica), divulgando anche conoscenza al proprio cliente, e non solo analisi dei costi. Costa tempo in più?  Certamente!  Ma il risultato sarà un grande grazie nel tempo.

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Roberto Sacchi

Architetto, cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana, si è laureato nel 1984 al PoliMI ed è libero professionista da quasi 40 anni, titolare dello studio Cultura&Ambiente. Ha frequentato uno dei primi corsi di ecologia in architettura nel 1990, diplomando…Continua a leggere

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