Sul portale istituzionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è stato recentemente pubblicato il Decreto direttoriale numero 23 del 26 marzo 2026 (scaricabile a fine articolo) contenente il costo medio orario del lavoro per il personale dipendente da imprese del settore dell’edilizia e attività affini, e delle cooperative.
Le tabelle allegate al decreto aggiornano, con decorrenza dalla data di emanazione del documento ministeriale, il costo del lavoro per operai e impiegati, distinto per le singole province italiane e per livello di inquadramento. Analizziamo la novità in dettaglio.
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Indice
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Rapporto di lavoro in edilizia dopo la nuova patente a punti
Il settore dell’edilizia sta costituendo in questi ultimi anni un volano per il nostro Paese grazie agli incentivi fiscali e alla propulsione data dai contributi del PNRR, creando nuovi posti di lavoro e nuove opportunità per le aziende che attorno ad esso gravitano. Tuttavia il lavoro in campo edile da sempre rappresenta un sistema particolare che deve essere gestito con grande attenzione e prudenza da parte sia dei professionisti del settore, sia delle stesse aziende, bilanciando le offerte economiche ed i piani di avanzamento lavori con gli indici di congruità della manodopera, i versamenti alla Cassa Edile, la sicurezza sul lavoro e il Durc. Il presente libro si pone l’obiettivo di fare da guida per tutti gli operatori del settore: aziende, consulenti del lavoro, avvocati, commercialisti e responsabili della sicurezza, che si trovano quotidianamente a gestire il corretto inquadramento del lavoratore edile, la sua rendicontazione fino alla elaborazione del cedolino paga e delle denunce alle casse previdenziali di competenza. A chiusura del volume sono presenti una serie di esempi pratici che permettono la verifica di quelli che sono i calcoli tipici del mondo dell’edilizia, fornendo contributi e spunti sulla gestione delle aziende edili e offrendo soluzioni operative rispetto ad una novità che rivoluzionerà il settore, ossia la patente a crediti. MASSIMILIANO MATTEUCCIConsulente del Lavoro in Roma, Milano e Bologna, Socio Nexumstp Spa. Cultore della materia presso la cattedra di Diritto del Lavoro dell’Università “La Sapienza” di Roma e presso l’Università “Niccolò Cusano” di Roma. Docente a contratto per Master Universitari di I e II livello. Profes- sore a contratto di “Innovazione digitale e relazioni industriali” presso l’Università “Niccolò Cusano” di RomaSIMONA RICCIConsulente del Lavoro, esperta in edilizia, Docente nel Master di I livello presso l’Università Lumsa di Roma.
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Tabelle impiegati e operai
Le tabelle ministeriali espongono il costo medio orario del lavoro per il personale dipendente da imprese del settore dell’edilizia e attività affini e delle cooperative, distinto tra operai ed impiegati. Il costo del lavoro è ulteriormente dettagliato a livello provinciale.
- La tabella impiegati: all’interno della tabella sul costo medio degli impiegati i valori sono distinti in base ai sette livelli di inquadramento cui si aggiunge la funzione quadro.
- La tabella operai: nelle tabelle dedicate agli operai i costi sono distinti nei quattro livelli di inquadramento, dal primo al quarto.
Dove trovare le tabelle ministeriali?
Gli utenti trovano le tabelle sul costo del personale collegandosi al sito istituzionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali “lavoro.gov.it” e successivamente seguendo il percorso “Home – Temi e priorità – Rapporti di lavoro e relazioni industriali – Focus On – Analisi economiche e costo del lavoro – Settore delle imprese edili e affini”. Nella pagina del ministero sono disponibili i link a:
- Decreto direttoriale numero 23 del 26 marzo 2026;
- Tabelle impiegati;
- Tabelle operai.
Come leggere le tabelle ministeriali degli impiegati?
In ogni singola tabella provinciale sono esposti:
- Gli elementi retributivi mensili, come minimo di paga base, scatti di anzianità, indennità di contingenza, EDR, indennità di funzione, elemento variabile della retribuzione, premio di produzione (totale A);
- Oneri aggiuntivi, quali festività, 4 novembre, tredicesima mensilità, premio annuo, indennità di trasporto, premio fedeltà (totale B);
- Oneri previdenziali e assistenziali, come INPS e INAIL a carico azienda (totale C).
Una volta sommati i totali A, B e C la tabella aggiunge:
- Indennità sostitutiva di mensa;
- TFR;
- Rivalutazione TFR;
- Indennità diverse;
- Contributo contrattuale previdenza complementare;
- Fondo sanitario (Sanedil);
ottenendo così il costo medio mensile. A questo punto si divide il costo medio mensile per le ore annuali mediamente lavorate (1.567). Il risultato della divisione corrisponde al costo medio orario.
Il documento ministeriale fornisce anche il valore della retribuzione mensile lorda e della retribuzione oraria (anch’essa lorda).
Come leggere le tabelle ministeriali degli operai?
Le tabelle sul costo del lavoro degli operai sono strutturate in maniera simile a quelle degli impiegati. Nel documento sono esposti:
- Elementi retributivi orari (totale A), come minimo, indennità di contingenza, EDR, elemento variabile della retribuzione, indennità di settore ITS;
- Oneri aggiuntivi (totale B), quali retribuzione 12 festività, retribuzione 4 novembre, riposi annui, accantonamento Cassa Edile per GNF, indennità di trasporto, retribuzione assemblee – diritto allo studio – formazione, accantonamento Cassa Edile per malattia – infortunio – riposi annui, fondo incentivo occupazione;
- Oneri previdenziali e assistenziali (totale C), quali INPS, INAIL, Contributi Cassa Edile conto azienda, maggiorazione contributiva INPS / INAIL su contributi Cassa Edile e Fondo incentivo all’occupazione.
Alla somma di A, B e C si aggiungono:
- Indennità sostitutiva di mensa;
- TFR;
- Rivalutazione TFR;
- Oneri vari come trasferte, previdenza complementare, indennità di disagio 50%;
- Contributo contrattuale previdenza complementare;
- Fondo sanitario (Sanedil);
ottenendo così il costo medio orario.
Qual è l’utilità delle tabelle ministeriali?
Considerata la fonte autorevole all’origine dei dati, il costo orario del lavoro esposto nelle tabelle ministeriali rappresenta un valore di riferimento per aziende e professionisti da utilizzare, ad esempio, in sede di partecipazione alle gare d’appalto.
Grazie all’utilizzo delle tabelle non è infatti necessario giustificare il costo orario con documenti supplementari, ad esempio Libro Unico del Lavoro o denunce UniEmens, con un evidente guadagno in termini di tempo dedicato alla pratica e una drastica riduzione del margine di errore.
Quali sono gli aspetti da attenzionare?
Chiariti i pro dell’utilizzo delle tabelle ministeriali passiamo ai contro. I dati esposti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali rappresentano, come chiarito nel decreto direttoriale, un valore “medio”.
Il costo reale a carico dell’azienda può pertanto divergere dalle tabelle, ad esempio in ragione di:
- Benefici contributivi – fiscali – di altra natura, di cui l’impresa usufruisce ai sensi delle disposizioni vigenti;
- Oneri relativi a infrastrutture, attrezzature, macchinari e altre misure connesse all’attuazione delle previsioni di cui al Decreto Legislativo 9 aprile 2008, numero 81 e successive modificazioni;
- Aliquota contributiva INPS, variabile in ragione della classe di occupazione dell’azienda;
- Aliquota INAIL, variabile in ragione dell’attività svolta e del tasso infortunistico dell’azienda;
- Tasso di assenteismo proprio dell’azienda, diverso rispetto al dato utilizzato per ottenere le ore annue teoriche di cui alle tabelle ministeriali.
Scarica qui decreto e allegati
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