Corridoio Verde di Pescara: un nuovo asse urbano tra rigenerazione urbana e sostenibilità

Superfici drenanti, riduzione dell’impronta di carbonio e nuove aree verdi per una trasformazione urbana centrata sulla qualità dello spazio pubblico.

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La trasformazione del Corridoio Verde di Pescara rappresenta uno degli interventi di rigenerazione urbana più significativi realizzati nel capoluogo abruzzese negli ultimi anni. Si tratta dell’area compresa tra via Falcone e Borsellino e piazza Caduti di Nassirya – un tratto dell’ex rilevato ferroviario alle spalle dell’Università “G. d’Annunzio” e del nuovo Tribunale – rimasta per oltre trent’anni in uno stato di abbandono e incuria. Oggi invece, grazie a un intervento che ne ha ridisegnato l’assetto, l’area torna ad essere uno spazio vivo e funzionale, frequentato ogni giorno da studenti, lavoratori e residenti.

Frutto della sinergia tra l’Università “G. d’Annunzio” e il Comune di Pescara, il progetto ha trasformato questo tratto urbano in un percorso verde continuo e sicuro, restituendo alla città un’infrastruttura rigenerata, accessibile e pienamente integrata nel contesto circostante, destinata a diventare un asse di collegamento essenziale tra funzioni pubbliche, servizi e mobilità studentesca. Vediamo meglio le caratteristiche dell’intervento e i materiali utilizzati.

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Indice

La trasformazione del Corridoio Verde

L’intervento si colloca in un’area estesa per circa 270 metri di lunghezza e 17 metri di larghezza, per un totale di oltre 4.500 m². Per anni questo spazio, ricavato dal sedime dell’ex tracciato ferroviario, ha rappresentato una frattura nell’assetto urbano: un’area degradata, soggetta ad allagamenti e difficilmente accessibile, priva di qualsiasi funzione e incapace di svolgere quel ruolo di connessione che il contesto richiedeva, ovvero mettere in relazione diretta l’Università, il Tribunale e le future funzioni pubbliche – tra cui la nuova biblioteca universitaria di prossima realizzazione – garantendo continuità all’intero comparto. La necessità di intervenire è emersa, con ancora maggiore urgenza, durante i lavori di ampliamento del Campus, quando si è resa indispensabile la realizzazione di un’area sicura a servizio delle uscite di emergenza delle Aule e dei Laboratori di Architettura, oltre a un collegamento efficiente verso le principali vie di accesso.

Questa convergenza di esigenze ha portato Università “G. d’Annunzio” e Comune di Pescara a decidere congiuntamente la completa riqualificazione dell’area. Il Corridoio Verde si inserisce, infatti, in un progetto più ampio, del valore complessivo di 1 milione e 350 mila euro, che l’Ateneo ha dedicato alla riqualificazione delle proprie aree esterne e al miglioramento dell’integrazione con il tessuto urbano circostante.

Il progetto dell’intervento e la direzione lavori sono stati affidati all’architetto Carlo Ciabattoni, mentre l’esecuzione delle opere è stata assegnata tramite gara d’appalto all’impresa Eredi Pietro Ruggiero Costruzioni di Fontanarosa (AV).

Il progetto

L’intervento consiste nella realizzazione di un asse urbano attrezzato, composto da:

  • una strada urbana di quartiere di circa 270 m, a doppio senso di marcia, per il transito dei mezzi pubblici;
  • 750 m2 di marciapiedi pedonali collocati su entrambi i lati delle carreggiate, di sezione pari a circa 2,50 m, realizzati con calcestruzzo i.pro PAVIMIX e spolvero al quarzo color tabacco;
  • una pista ciclabile a doppio senso di marcia, lunga circa 400 m e avente larghezza minima pari a 2,50 m, realizzata in calcestruzzo drenante i.idro DRAIN ECO LOW CARBON, di colore rosso.
  • 80 posti auto e nuove aree verdi, con la piantumazione di circa 80 tra alberi e arbusti lungo il tracciato stradale.

La scelta di realizzare la pista ciclabile con un calcestruzzo ad elevata permeabilità e ridotta impronta di carbonio consente il deflusso rapido delle acque meteoriche, mantenendo una superficie pedonale e ciclabile sicura, continua e priva di ristagni, e si traduce al tempo stesso in una soluzione capace di rispondere pienamente agli obiettivi di sostenibilità del progetto, garantendo un aspetto estetico naturale, a minimo impatto visivo e perfettamente integrato con le aree verdi adiacenti.

Nel progetto è stata posta particolare attenzione alla sicurezza del percorso, alla fruibilità da parte delle persone con ridotta o impedita capacità motoria e sensoriale, e all’illuminazione con tecnologia LED, sia nelle aree adibite a verde che lungo i marciapiedi e camminamenti.

Corridoio Verde di Pescara: un nuovo asse urbano tra rigenerazione urbana e sostenibilità Corridoio verde 2
corridoio verde pescara

La scelta dei materiali

Per la realizzazione della pavimentazione industriale dei marciapiedi è stato scelto il calcestruzzo i.pro PAVIMIX® Rck 30 di Heidelberg Materials, prodotto in conformità alla norma UNI 11146-05 e al Capitolato Tecnico dell’Ente Nazionale CONPAVIPER, e formulato per garantire prestazioni elevate nelle pavimentazioni industriali esterne ed interne.   

“Il PAVIMIX è un calcestruzzo a prestazione specifica, progettato per offrire la soluzione ottimale alle diverse tipologie di pavimentazioni industriali e garantire una risposta efficace alle sollecitazioni meccaniche e ambientali richieste dal progetto, massimizzando la durabilità dell’opera e la vita utile della pavimentazione e soddisfacendo le esigenze delle imprese e alle aspettative del committente”, spiega Giulio Rulli, referente commerciale per l’area di Pescara di Heidelberg Materials Italia per il business calcestruzzo.

La durabilità del calcestruzzo rappresenta infatti una caratteristica fondamentale di sostenibilità. L’utilizzo di calcestruzzi ad alte prestazioni contribuisce ad incrementare la vita utile e a migliorare la sicurezza delle strutture. Oltre alle caratteristiche prestazionali, l’impiego del sistema PAVIMIX offre vantaggi significativi anche dal punto di vista operativo: riduce i tempi di esecuzione e i costi della manodopera, semplifica le fasi di cantiere e contribuisce a diminuire gli oneri legati alla sicurezza grazie a una posa più rapida e controllata. Una soluzione, dunque, che combina qualità tecnica, affidabilità e attenzione all’efficienza realizzativa, risultando ideale per interventi come quello del Corridoio Verde, dove funzionalità e durabilità costruttiva rappresentano requisiti imprescindibili.
 
Per la realizzazione della pista ciclabile del Corridoio Verde è stato scelto invece il calcestruzzo drenante i.idro DRAIN ECO LOW CARBON di Heidelberg Materials, una soluzione tecnica e ambientale in grado di rispondere concretamente sia alle esigenze di mitigazione dell’impatto ambientale che al miglioramento della qualità urbana. Si tratta una soluzione innovativa e sostenibile, particolarmente apprezzata dai progettisti e dalle amministrazioni per la realizzazione di pavimentazioni, bianche e colorate, dedicate alla mobilità lenta e sostenibile per le quali siano rilevanti gli aspetti architettonici, legati alla compatibilità e armonia cromatica con il contesto paesaggistico, e quelli funzionali, connessi alla scorrevolezza, all’aderenza, alla capacità drenate delle superfici, che ne favoriscono sicurezza e percorribilità.

“i.idro DRAIN ECO LOW CARBON è un calcestruzzo sviluppato per pavimentazioni continue pedonali e carrabili ad alta permeabilità, capace di garantire una capacità drenante fino a cento volte superiore a quella di un terreno naturale, grazie ad una selezione accurata degli aggregati e ad un mix design ottimizzato, che permette di rispettare il ciclo naturale dell’acqua. Alle elevate prestazioni drenanti si affiancano caratteristiche di sostenibilità, legate all’azione specifica del legante cementizio impiegato e a un ciclo produttivo ottimizzato, che consentono di ridurre l’anidride carbonica incorporata fino al 30%, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione del progetto”, spiega Giuseppe Di Nardo, Sales District Manager Direzione Operativa Area Nord Est – Adriatico di Heidelberg Materials Italia. 
 
Per la sua produzione è stato utilizzato TERMOCEM GREEN CEM III/A 42,5 N, un cemento di altoforno con oltre il 40% di materiale di riciclo pre-consumo: “Prodotto nello stabilimento Heidelberg Materials di Cagnano Amiterno (AQ), questo cemento presenta emissioni di CO₂ (Core Processes) inferiori a 550 kg per tonnellata, rispetto ai valori superiori ai 750 kg/t tipici di un cemento tradizionale CEM I, grazie alla sostituzione di parte del clinker con loppa d’altoforno (40% di loppa e 60% di clinker) che garantisce il rispetto del contenuto di materia riciclata previsto dai CAM”, afferma Maurizio Drago del Servizio tecnologico Area Abruzzo di Heidelberg Materials Italia.
 
L’utilizzo di cementi e calcestruzzi sostenibili è un elemento centrale nella strategia di riduzione dell’impatto ambientale del settore delle costruzioni. I cementi della Linea ECO LOW CARBON di Heidelberg Materials si distinguono per il loro profilo altamente sostenibile: la loro produzione comporta un minor consumo di risorse non rinnovabili e di territorio, riduce l’effetto serra associato ai processi produttivi e limita la necessità di materiali da escavazione. Ciò è possibile grazie all’impiego di componenti derivati da materiali di riciclo pre o post-consumo, che consentono di abbattere in modo significativo le emissioni di CO₂ e di contribuire a un uso più responsabile ed efficiente delle risorse.  

I vantaggi delle pavimentazioni drenanti

Le pavimentazioni drenanti della linea i.idro DRAIN offrono benefici prestazionali e ambientali che le rendono particolarmente indicate per spazi pubblici e infrastrutture urbane. La struttura porosa consente il rapido deflusso delle acque meteoriche, riducendo ruscellamenti, aquaplaning ed effetti delle “bombe d’acqua”, oltre a favorire il drenaggio profondo e il recupero dell’acqua in falda, utile anche in aree soggette a tutela ambientale. La permeabilità del materiale permette inoltre il ricircolo dell’aria nella massa, accelerando lo scioglimento di neve e ghiaccio ed evitando fenomeni di gelicidio.

La superficie continua e priva di giunti garantisce elevata accessibilità e, se necessario, carrabilità, con la possibilità di colorazioni personalizzate a seconda delle esigenze progettuali. Sul piano gestionale, queste pavimentazioni offrono maggiore durabilità e una significativa riduzione dei costi di manutenzione e di gestione delle acque meteoriche.

Un ulteriore vantaggio è legato alla mitigazione dell’isola di calore urbana: grazie al maggiore effetto albedo, ovvero la capacità di riflettere la radiazione solare, le pavimentazioni drenanti possono abbassare la temperatura superficiale estiva fino a 30°C rispetto all’asfalto. I valori di SRI (Solar Reflectance Index) — pari a 33 per la versione grigia e 46 per quella bianca — superano ampiamente il minimo richiesto dai CAM (29), contribuendo al comfort nelle aree pedonali.

La versione LOW CARBON aggiunge infine un importante contributo alla sostenibilità ambientale, grazie all’impiego di cementi a ridotta impronta carbonica e materiali riciclati fino al 30%, con una riduzione delle emissioni incorporate di CO₂ fino al 30% rispetto alle soluzioni tradizionali.

Modalità di esecuzione: il lavoro della business unit i.build

La realizzazione delle pavimentazioni è stata affidata ad i.build, la business unit specializzata di Heidelberg Materials dedicata alla posa “chiavi in mano” di pavimentazioni in calcestruzzo. Il team operativo, composto da quattro posatori specializzati, ha seguito tutte le fasi di cantiere garantendo la corretta applicazione delle soluzioni progettate e la piena rispondenza agli obiettivi tecnici ed estetici dell’intervento.

Per la pista ciclabile, le lavorazioni sono iniziate con la preparazione del sottofondo, realizzato mediante inerti opportunamente costipati per garantire stabilità e continuità al pacchetto strutturale. Si è poi proceduto con la stesa del calcestruzzo drenante i.idro DRAIN ECO LOW CARBON pigmentato di colore rosso per uno spessore di 15 cm, effettuata manualmente per assicurare una distribuzione uniforme del materiale su tutta la sezione della pista. La successiva compattazione eseguita tramite rullatura con roller screed ha permesso di ottenere il corretto equilibrio tra vuoti e resistenza meccanica, indispensabile per assicurare le prestazioni drenanti e la durabilità nel tempo.

Completata la fase di getto, le superfici sono state protette per consentire una maturazione ottimale del calcestruzzo, garantendo la stabilità delle caratteristiche prestazionali. Successivamente, sono stati realizzati i cordoli, la segnaletica orizzontale e verticale e i percorsi tattili per ipovedenti, elementi fondamentali per la sicurezza e l’accessibilità dell’infrastruttura. La squadra i.build ha eseguito anche la posa dei marciapiedi in calcestruzzo i.pro PAVIMIX®, completandoli con la relativa finitura superficiale color tabacco, in continuità con il disegno architettonico dell’intervento.
 
L’intervento è stato realizzato in stretta collaborazione con la Committenza e il progettista, in un confronto continuo che ha guidato la scelta delle soluzioni più adatte ai requisiti prestazionali e di sostenibilità del progetto. “La sinergia con il progettista è stata fondamentale: abbiamo condiviso ogni fase, dalla scelta dei materiali alla definizione dei dettagli esecutivi, per garantire una posa di qualità e pienamente coerente con gli obiettivi dell’intervento. L’integrazione tra competenze progettuali e specializzazione operativa è ciò che permette di ottenere il massimo da tecnologie come i.idro DRAIN e PAVIMIX”, sottolinea Angelo Pelliccione, referente tecnico i.build per Abruzzo e Marche di Heidelberg Materials Italia. Grazie a questa collaborazione e alla competenza del team i.build, il nuovo assetto del Corridoio Verde si presenta oggi come un’infrastruttura solida, sicura, integrata nel contesto urbano, con pavimentazioni realizzate secondo standard elevati di qualità e durabilità.

Per ulteriori informazioni
heidelbergmaterials.it

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Alessandro Toccolini | Maggioli Editore 2024

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