xFigura AI nasce con l’architettura in mente, ma non nel senso più ovvio del termine. Non è un software di modellazione, non è un motore di rendering, e non è nemmeno un generatore di immagini “a effetto”. È piuttosto una piattaforma di lavoro visivo che prova a tenere insieme, in un unico ambiente, una serie di operazioni che oggi gli studi affrontano in modo frammentato, passando continuamente da uno strumento all’altro.
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Indice
Una piattaforma che integra più motori
Uno degli aspetti più rilevanti di xFigura è che non si appoggia a un solo modello di generazione. La piattaforma integra più motori AI, sia per il 2D che per il 3D, rendendoli accessibili all’interno dello stesso spazio di lavoro. Tra questi rientrano modelli come Nano Banana, Stable Diffusion, Flux, Ideogram e SD3 per la generazione di immagini, insieme a strumenti orientati al 3D e al text-to-3D come Tripo e Hunyuan3D.
Dal punto di vista operativo, questo significa una cosa molto concreta: non è necessario attivare abbonamenti separati per ciascun motore. L’accesso passa direttamente dai piani xFigura, che aggregano queste tecnologie e ne gestiscono l’uso all’interno della piattaforma. Per uno studio, è una semplificazione notevole, sia sul piano tecnico sia su quello organizzativo.
Controllare il processo, non solo l’immagine
xFigura non promette scorciatoie né risultati “pronti”. Il suo valore sta piuttosto nel controllo del processo visivo. Le immagini non sono pensate come output isolati, ma come materiali su cui tornare, lavorare per variazioni, confrontare alternative.
Questo approccio è particolarmente affine al modo in cui si costruisce un progetto architettonico: per tentativi successivi, verifiche, aggiustamenti. La piattaforma rende questo metodo esplicito anche sul piano della rappresentazione, offrendo un ambiente in cui l’immagine può evolvere insieme al progetto, senza essere fissata troppo presto.
Un uso trasversale alle fasi del progetto
xFigura non copre una sola fase. Può entrare in gioco in momenti diversi, con ruoli differenti:
- nelle fasi iniziali, per esplorare concept, atmosfere e direzioni visive;
- durante lo sviluppo, per testare linguaggi e coerenze tra più viste;
- nella comunicazione, per costruire immagini narrative, tavole e materiali di presentazione;
- nel lavoro di team, come spazio condiviso in cui confrontare ipotesi e soluzioni.
Non sostituisce il modello né il rendering tecnico, ma lavora intorno e insieme a questi strumenti, occupando quello spazio intermedio in cui spesso si decide come il progetto verrà percepito.
Come si inserisce davvero nel workflow di uno studio
xFigura non sostituisce Rhino, Revit, Blender o i motori di rendering. Funziona piuttosto come ambiente intermedio: uno spazio in cui far transitare immagini, bozze, viste concettuali e variazioni prima o dopo le fasi più tecniche.
In pratica:
- può partire da immagini esistenti (render preliminari, reference, schizzi);
- permette di generare alternative visive rapide senza toccare il modello;
- restituisce output che rientrano poi nel flusso classico: impaginazione, post-produzione, tavole di concorso.
Prezzi e logica dei piani
xFigura utilizza un modello a piani con accesso progressivo alle funzionalità, basato su crediti e capacità operative:
- Free / Trial: utile per testare l’ambiente e capire la logica della piattaforma;
- Individual (ordine di grandezza: alcune decine di euro al mese): pensato per professionisti singoli, consente l’accesso ai motori principali e a un numero limitato di generazioni;
- Pro (fascia più alta): adatto a studi e visualizer. Più crediti, accesso più ampio ai modelli, maggiore continuità d’uso;
- Enterprise: orientato a team strutturati, con funzioni collaborative e gestione avanzata.
Quando ha senso usarlo (e quando no)
xFigura ha senso quando:
- si lavora su concept, concorsi, immagini narrative;
- serve produrre molte varianti visive in poco tempo;
- l’immagine è uno strumento di discussione, non solo di restituzione.
È meno utile quando:
- serve controllo geometrico preciso;
- il modello è già definito e la visualizzazione è puramente tecnica.
Come ogni piattaforma ampia e generalista, xFigura richiede una direzione chiara. Senza un’intenzione progettuale, il rischio è quello di produrre immagini formalmente curate ma deboli sul piano del contenuto.
Una sperimentazione sul campo
xFigura sarà utilizzato anche all’interno di un laboratorio progettuale che si terrà a Torino a fine marzo, organizzato da me e Riccardo Piazzai (BIG – Bjarke Ingels Group), come strumento di lavoro sulle immagini di progetto. La piattaforma verrà impiegata in modo operativo, per produrre e confrontare alternative visive, lavorare sulla coerenza delle tavole e discutere il ruolo delle immagini nelle diverse fasi del progetto.
L’obiettivo non è presentare lo strumento, ma verificarne l’effettiva utilità dentro un processo reale, osservando dove aiuta a tenere insieme ideazione, rappresentazione e comunicazione, e dove invece mostra limiti o richiede aggiustamenti. Per maggiori informazioni sul laboratorio, scrivetemi a: luciana.mastrolia@polito.it
La rubrica settimanale “Architectural Prompting” è a cura degli esperti Luciana Mastrolia, Giovanna Panucci e Andrea Tinazzo
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