Questa settimana non parliamo di immagini generate da prompt o di chatbot che scrivono relazioni. Parliamo di un’altra frontiera dell’intelligenza artificiale applicata all’architettura: quella che ti aiuta a capire lo spazio prima ancora di disegnarlo.
Sto parlando di Autodesk Forma, una piattaforma cloud pensata per accompagnare i progettisti nella fase di pre-design. Non si tratta di uno strumento per fare render, né di un CAD. È qualcosa che si inserisce prima di tutto questo: una specie di “tavolo da gioco” digitale dove esplorare ipotesi, testare la forma urbana, visualizzare i dati ambientali in tempo reale. Ed è uno degli strumenti su cui Autodesk sta puntando moltissimo.
Se ti ricordi Spacemaker, dimenticalo: Forma ne eredita l’intelligenza ma la integra in un ecosistema molto più ampio e collaborativo.
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Indice
Una piattaforma per fare domande prima di cercare risposte
La forza di Forma sta nel suo approccio: ti permette di modellare rapidamente volumi base, inseriti in un contesto geografico reale, e di ricevere analisi immediate su luce naturale, ombreggiamento, venti prevalenti, impatto ambientale, e persino carbonio incorporato. Tutto in tempo reale, mentre sposti un blocco o cambi l’altezza di un edificio.
Il risultato? Uno spazio virtuale dove puoi giocare con le possibilità progettuali e ricevere feedback oggettivi, senza ancora dover modellare nei dettagli.
Certo, non è un sostituto di Revit o Rhino, ma si collega perfettamente a questi strumenti. La geometria creata in Forma può essere esportata e raffinata altrove, trasformando l’intuizione iniziale in progetto vero e proprio.
Come si accede?
Forma è uno strumento cloud: ti basta un browser aggiornato (preferibilmente Chrome) e un account Autodesk. Se hai già una AEC Collection, lo trovi incluso nel tuo abbonamento. Altrimenti puoi attivare una prova gratuita o acquistarlo separatamente.
Una volta effettuato l’accesso, si parte scegliendo l’area geografica su cui vuoi lavorare. Forma carica in automatico i dati ambientali e contestuali disponibili per quella zona. Alcune funzionalità possono variare a seconda del Paese: ad esempio, non ovunque sono disponibili le mappe dei venti o i dati topografici avanzati. Ma anche con dataset minimi, lo strumento funziona sorprendentemente bene.
Una prova guidata: progettare in Forma in 5 minuti
Se vuoi provarlo subito, ti consiglio questa guida ufficiale (super chiara e visiva): Quick Start Guide – Autodesk Forma
In sintesi, funziona così:
- Crei un nuovo progetto e scegli una porzione di città.
- Definisci i limiti del sito su cui vuoi intervenire.
- Inserisci uno o più “basic buildings” per testare masse, altezze e occupazione.
- Visualizzi subito dati ambientali, performance energetiche, ombreggiamenti, ecc.
- Esporti tutto verso Revit o altri software di modellazione, se vuoi sviluppare il progetto in dettaglio.
E qui trovi anche il corso completo gratuito di Autodesk: Conceptual Design for Architects with Forma
Chi lo sta usando davvero?
Autodesk sta spingendo molto sulla diffusione di Forma tra studi professionali e università. Tra i primi a integrarlo nei loro flussi di lavoro ci sono MVRDV, Stantec, Jacobs, Baker Barrios e altri grandi studi internazionali. Non solo per test volumetrici, ma anche per costruire presentazioni più convincenti verso clienti e stakeholder, mostrando non solo cosa si vuole costruire, ma perché.
Perché dovrebbe interessarti?
Perché se ti occupi di progettazione urbana, masterplan, rigenerazione o concorsi, Forma può diventare il tuo campo di prova digitale, dove far dialogare forma e dati prima ancora di mettere mano a un software BIM.
È una nuova grammatica del progetto: fatta di volumi, numeri e condizioni ambientali, tutta da esplorare.
E se vuoi cominciare a sperimentare oggi, magari con un lotto della tua città, ti bastano un account Autodesk e 20 minuti liberi.
Ci vediamo alla prossima puntata!
La rubrica settimanale “Architectural Prompting” è a cura degli esperti Luciana Mastrolia, Giovanna Panucci e Andrea Tinazzo
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