L’innovazione garantirebbe la resistenza a carichi elevati e a fenomeni meteo estremi.
Ezio Terzini, responsabile della divisione ENEA di Fotovoltaico e smart devices, ha dichiarato: “Sviluppare moduli per applicazioni stradali è una delle vie più interessanti per un fotovoltaico pervasivo, di ampia diffusione e che non sottrae il suolo alla sua funzione originaria ma lo valorizza, aggiungendo quella di una generazione elettrica pulita”.
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Vediamo meglio di seguito cosa prevede l’attività di ricerca e quanta energia potranno produrre le strade del futuro.
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Le applicazioni stradali del fotovoltaico: lo studio
Girolamo Di Francia, referente del progetto e responsabile del laboratorio ENEA di Sviluppo applicazioni digitali fotovoltaiche e sensoristiche, spiega che l’obiettivo della ricerca è quello di trovare una soluzione per il fotovoltaico che permetta di sfruttare la superficie del manto stradale, delle barriere antivento, delle pavimentazioni di percorsi pedonali, ciclabili o di linee tranviarie: “Come ENEA stiamo studiando moduli che, diversamente dai comuni pannelli fotovoltaici, siano in grado di resistere a carichi statici anche di diverse tonnellate, al passaggio di automezzi in movimento ed a condizioni metereologiche anche estreme”.
ENEA precisa che gli studi applicativi in tal senso sono iniziati in tempi recenti a livello mondiale con particolare riguardo alla possibilità di sviluppare ambienti di guida più sicuri ed efficienti.
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Quanta energia potranno produrre le strade del futuro?
Dallo studio è emerso che prevedendo l’installazione di pannelli fotovoltaici solo sul 10% di strade ed autostrade italiane si avrebbe una capacità di produzione di energia superiore ai 20 GW.
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