Climatizzazione estiva: la guida ENEA per migliorare il comfort e ridurre i consumi

Dal raffrescamento passivo al verde indoor, dai ventilatori alla corretta gestione del climatizzatore (che dovrebbe essere solo l’ultima scelta): ENEA propone una strategia in più fasi per migliorare il comfort estivo, ridurre i consumi energetici e sfruttare al meglio incentivi, manutenzione e tecnologie efficienti.

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Siamo nel bel mezzo di un’ondata di calore, con città da bollino rosso in tutta Europa, tassi elevati di umidità, forte irraggiamento solare e mancanza di ventilazione. Insieme ai consigli per evitare rischi per la salute quando ci si trova fuori casa, è importante soffermarsi anche sul comfort indoor: vediamo quindi i consigli degli esperti di ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – che, per mantenere fresche le abitazioni (e tagliare i consumi energetici legati al caldo), suggeriscono prima di tutto di andare per gradi, privilegiando soluzioni più economiche ed ecologiche prima di accendere i condizionatori.

Spiega Nicolandrea Calabrese, responsabile del Laboratorio ENEA Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano: “In estate, il benessere abitativo e la sostenibilità economica della bolletta non dipendono tanto dalla potenza degli impianti, ma dalla gestione intelligente dell’abitazione, che permette di alleggerire la bolletta estiva”. Vediamo tutti i consigli pratici degli esperti.

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Prima di usare il climatizzatore…

La prima azione da compiere è sfruttare le caratteristiche del proprio immobile adottando soluzioni di raffrescamento passivo per ridurre a monte il fabbisogno energetico. È quindi fondamentale bilanciare tre fattori chiave: temperatura, umidità e qualità dell’aria.

Precisa Calabrese: “Tutte le aperture verso l’esterno dell’abitazione vanno schermate per bloccare il calore del sole e va immediatamente eliminato il vapore che si crea dentro l’abitazione. Prima di iniziare a cucinare o a fare la doccia è molto utile aprire la finestra per sfruttare le correnti d’aria naturali o in alternativa azionare l’aspiratore elettrico, tenendolo in funzione per almeno dieci minuti dopo aver terminato. L’estrazione immediata del vapore impedisce che l’aria si saturi e che l’umidità si diffonda nelle altre stanze. La ventilazione degli ambienti e il ricambio dell’aria contribuiscono inoltre a garantire una buona salubrità dell’aria indoor, abbattendo la concentrazione di inquinanti domestici e umidità in eccesso”.

Un alleato naturale, anche in questo senso, è poi il verde indoor. Grazie ai processi naturali di traspirazione e ombreggiamento, le piante negli ambienti interni contribuiscono – a mitigare temperatura e umidità nell’appartamento, ottimizzando l’eventuale consumo energetico dei condizionatori: “attraverso l’evapotraspirazione o raffrescamento evaporativo, le piante sottraggono calore all’ambiente in modo naturale, riducendo i carichi termici che l’impianto di condizionamento deve smaltire”, continua Calabrese.

Per aumentare il fresco percepito è necessario non separare i vasi ma creare piccoli gruppi di piante nelle zone in cui si soggiorna maggiormente, in modo da generare un microclima più stabile e fresco. Le piante sono utili anche per creare una barriera solare: se posizionate davanti alle finestre agiscono come scudi naturali, bloccando i raggi solari prima che riscaldino gli ambienti: “questo permette di ridurre la quantità di aria esterna da immettere e da trattare termicamente, favorendo un risparmio energetico”, conclude Calabrese (lo studio sul verde indoor è stato realizzato in collaborazione con Rosita Romeo, consulente CasaClima, esperta di comfort abitativo, e nostra autrice).

Se questi accorgimenti non fossero sufficienti, la seconda mossa è il ventilatore. Questo dispositivo non abbassa la temperatura dell’ambiente, ma movimenta l’aria creando un effetto refrigerante sulla pelle, che – con un consumo elettrico minimo – può far percepire fino a 3°C in meno. Solo come ultima risorsa, quindi, si procederà ad accendere il climatizzatore, adottando però alcuni accorgimenti per massimizzare benefici ambientali, comfort e risparmio energetico. Vediamo le raccomandazioni di ENEA:

Climatizzazione estiva: la guida ENEA per migliorare il comfort e ridurre i consumi ENEA consigli efficienza energetica 2026

1. Manutenzione regolare

Per funzionare correttamente, il climatizzatore richiede pulizia e manutenzione, tenendo sempre sotto controllo i tubi del circuito refrigerante, che è fondamentale isolare termicamente. I consumi di energia elettrica di una macchina che lavora sotto sforzo per mancanza di manutenzione arrivano fino al 30% in più rispetto ai parametri di fabbrica. Oltre all’aspetto energetico, è importante sottolineare che nei filtri dell’aria e nelle ventole delle unità interne non manutenute si annidano più di frequente muffe e batteri dannosi per la salute, tra i quali il batterio della legionella (che può essere mortale).

È importante effettuare la manutenzione anche dell’unità esterna, mantenendo pulite griglie e ventole da polveri, foglie, polline e smog che con il tempo possono accumularsi e ridurre l’efficienza dell’impianto. La normativa prevede l’obbligo del libretto d’impianto e controlli periodici per gli impianti con una potenza superiore a 12 kW per quelli estivi e a 10 kW per quelli invernali.

2. Tecnologia e classe energetica

La scelta del climatizzatore è importante per diminuire i consumi e ridurre i costi in bolletta. Indipendentemente dalla tecnologia scelta, per minori consumi ed emissioni di CO2 sono da preferire i modelli in classe energetica superiore alla A (l’etichetta energetica per i climatizzatori dell’aria per uso domestico è obbligatoria dal 2003 – direttiva 2002/31/CE).

Per i climatizzatori di tipo split, oltre alla classe di efficienza energetica sono riportati in etichetta sia l’indice di efficienza energetica stagionale “SEER”, in modalità raffreddamento, che il coefficiente di prestazione stagionale “SCOP”, in modalità riscaldamento: più alti sono questi valori, maggiore è l’efficienza della macchina. Per soddisfare l’esigenza di etichettare apparecchi sempre più efficienti disponibili sul mercato, dal 1° gennaio 2019 è obbligatoria la scala da A+++ a D: ad esempio, un modello in classe A+++ consumerà fino al 40% in meno di elettricità rispetto a uno di classe B.

I climatizzatori con sistema di controllo inverter risultano particolarmente funzionali quando si prevede di tenere accesa l’aria condizionata per molte ore di seguito. Sono più costosi di quelli dotati di tecnologia on-off, ma hanno un minore consumo energetico, ridotta rumorosità e garantiscono un maggior comfort all’interno degli ambienti serviti.

Il massimo vantaggio economico si può ottenere abbinando l’impianto a un sistema fotovoltaico. In questo caso è essenziale sincronizzare il funzionamento del climatizzatore con la produttività dell’impianto, che è massima durante le ore centrali della giornata.

3. Incentivi

Per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2026, il cosiddetto bonus condizionatore permette di beneficiare di una detrazione fiscale fino al 50%. Ecco una tabella di riepilogo delle aliquote:

Detrazione fiscale

Intervento

Bonus casa 50%

Acquisto di condizionatori effettuato nell’ambito di opere edilizie per ristrutturazione o manutenzione straordinaria su abitazione principale

Bonus casa 36%

Acquisto di condizionatori effettuato nell’ambito di opere edilizie per ristrutturazione o manutenzione straordinaria su seconda casa

Ecobonus 50%

Acquisto di condizionatori a pompa di calore ad alta efficienza in sostituzione di uno di classe inferiore su abitazione principale

Ecobonus 36%

Acquisto di condizionatori a pompa di calore ad alta efficienza in sostituzione di uno di classe inferiore su seconda casa

4. Posizione interna ed esterna

In fase di installazione è importante collocare l’unità interna nella parte alta della parete: l’aria fredda tende, infatti, a scendere e si mescolerà più facilmente con quella calda che invece tende a salire. Occorre evitare di posizionare il climatizzatore dietro divani o tende perché l’effetto-barriera blocca la diffusione dell’aria fresca. È inoltre opportuno assicurarsi che l’unità esterna non sia esposta al sole e alle intemperie e lasciare uno spazio libero sufficiente attorno all’apparecchio (almeno 30-50 cm), per la corretta circolazione dell’aria. Piante troppo vicine, coperture improvvisate, oggetti appoggiati davanti a griglie e ventole o installazioni in spazi troppo ristretti e chiusi possono compromettere il corretto funzionamento e aumentare i consumi energetici.

5. Porte e finestre

Per bloccare il calore prima che entri, è consigliato abbassare completamente le tapparelle o chiudere le persiane delle finestre esposte al sole durante le ore diurne. L’ingresso nella stanza di nuova aria calda obbliga infatti l’apparecchiatura a compiere un lavoro supplementare per riportare la temperatura e l’umidità ai livelli richiesti, con un conseguente dispendio di energia. È consigliabile invece aprire le finestre nelle ore più fresche della notte, se il climatizzatore non è in funzione.

6. Temperatura

La normativa prevede che durante la stagione estiva la temperatura interna non deve scendere sotto i 26 gradi centigradi, ma spesso il comfort è garantito anche da una temperatura più alta (due o tre gradi in meno rispetto alla temperatura esterna), e per scongiurare la sensazione di caldo opprimente può bastare l’attivazione della funzione “deumidificazione”, in quanto l’umidità presente nell’aria fa percepire una temperatura ben più elevata di quella reale.

7. Uno split per stanza

È inutile installare un climatizzatore più potente in corridoio sperando che raffreschi l’intera abitazione: l’unico risultato sarà quello di prendersi un colpo di freddo ogni volta che si attraversa il corridoio andando da una stanza all’altra, in quanto sarà l’unico ambiente ad essere raffrescato. Se l’impianto è dotato di più split, è consigliabile accendere solo quelli realmente necessari, evitando di raffrescare stanze non utilizzate e mantenendo chiuse le porte degli ambienti climatizzati per limitare le dispersioni di aria fresca.

8. Apporti termici delle apparecchiature

Nelle ore più calde è consigliabile limitare l’utilizzo di apparecchiature che contribuiscono ad aumentare la temperatura interna dell’abitazione (come computer, televisori, elettrodomestici, luci).

9. Programmi di raffreddamento e monitoraggio dei consumi

Regolare il termostato a una temperatura confortevole, impostando programmi di raffreddamento che ottimizzino il consumo energetico di notte o quando non si è in casa. Queste funzioni consentono sia di aumentare il comfort sia di ridurre al minimo il tempo di accensione dell’apparecchio. Inoltre, consentono di attivare e spegnere il climatizzatore anche a distanza e di tenerlo in funzione per il solo periodo di tempo in cui se ne ha realmente bisogno. Ad esempio, la funzione “notte” o “sleep” regola la temperatura ambiente in modo da rispondere alla variazione della temperatura corporea durante il sonno.

Oggi molti climatizzatori permettono anche di monitorare il funzionamento dell’impianto tramite app o termostati smart. Questi strumenti consentono non solo di controllare tempi e modalità di utilizzo, ma anche di verificare i consumi energetici giornalieri e mensili, aiutando ad individuare eventuali sprechi e possibili inefficienze dell’impianto. In questo modo è possibile riconoscere situazioni anomale dovute a malfunzionamenti e assumere comportamenti più sostenibili.

10. Certificazione e diagnosi e energetica

Il SIAPE negli ultimi anni ha raccolto oltre 7,3 milioni di Attestati di Prestazione Energetica (APE) per il settore residenziale. Ciò significa che sempre più cittadini hanno a disposizione uno strumento utile per valutare la prestazione complessiva dell’immobile e i relativi consumi stimati. Relativamente alla stagione calda, l’APE contiene una valutazione grafica semplificata della qualità prestazionale estiva del fabbricato, che permette di capire a colpo d’occhio quanto l’involucro edilizio sia in grado di proteggere gli ambienti dal calore estivo.

Volendo approfondire ulteriormente le cause dei consumi del proprio immobile, è consigliabile far effettuare da un professionista abilitato una diagnosi energetica dell’edificio. Questo studio permette di valutare nel dettaglio lo stato dell’isolamento termico e l’efficienza reale degli impianti di climatizzazione, suggerendo gli interventi mirati da realizzare sulla base di un preciso rapporto costi-benefici. Oltre ad abbattere i costi per la climatizzazione estiva anche fino al 40%, questi interventi strutturali risultano ancora più convenienti se si usufruisce delle detrazioni fiscali vigenti per la riqualificazione energetica degli edifici.

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L’articolo è tratto dal comunicato ENEA a cura di Roberta Cosmi, Ufficio Stampa e Relazione con i Media.

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