Il d.lgs. 36/2023 ha specificato, all’articolo 49, comma 1, l’applicabilità del principio di rotazione agli affidamenti di lavori, servizi e forniture sotto-soglia.
La prima lettura della norma disciplina, in prima istanza, una procedura che vieta l’affidamento o l’aggiudicazione di un appalto al contraente uscente nei casi di due affidamenti consecutivi che abbiano a oggetto una commessa rientrante nello stesso settore merceologico (CPV) – Common Procurement Vocabulary), oppure nella stessa categoria di opere, oppure nello stesso settore di servizi.
>> Vorresti ricevere articoli come questo? Clicca qui, è gratis
Indice
Suggeriamo:
Mini master di aggiornamento sul codice dei contratti pubblici dopo il correttivo appalti 4^ edizione
per operatori economici, consulenti PA/PNRR e aziende Parte Generale – Parte Specialistica (Lavori, Servizi, Forniture)
24 Giu 2026 – 26 Giu 2026 2 appuntamenti, ore 14.00 – 17.30
364.78 €
Riconoscimento della tipologia di appalto
Il riconoscimento della tipologia dell’appalto, pertanto, viene individuata secondo tre fattori:
- stesso settore merceologico (forniture quindi CPV);
- stessa categoria di opere (lavori quindi categorie OG e OS);
- stesso settore di servizi (sempre CPV).
L’individuazione della eventuale analogia degli affidamenti è, pertanto, riconducibile ai dei dati certi che vedono già codificati sia i lavori che i servizi e forniture, senza alcuna possibilità di errore rispetto agli ambiti di appartenenza delle opere, servizi o prodotti.
Strumenti preparatori della stazione appaltante
Ai fini dello svolgimento dell’attività della stazione appaltante un primo suggerimento, di natura operativa, è costituito dalla predisposizione di:
- elenchi di professionisti suddivisi per le diverse tipologie di prestazioni professionali;
- regolamento interno della stazione appaltante con le prescrizioni operative per le varie di fasi di progettazione, direzione lavori, collaudo, sicurezza che si possono rendere necessarie;
- fasce per l’affidamento in base al valore economico in modo di poter applicare la verifica della rotazione solo alle fasce omogenee.
Resta, comunque, applicabile la condizione derogatoria al principio indicato e che si basa sulla possibilità di dimostrare e motivare le ragioni della mancata applicazione della rotazione:

In dettaglio si tratta:
- fare riferimento alla struttura del mercato e alla effettiva assenza di alternative, nonché della qualità della prestazione resa e accurata esecuzione del precedente contratto; in questi casi il contraente uscente può essere reinvitato o essere individuato quale affidatario diretto;
- per le procedure negoziate per lavori e servizi (sotto-soglia – contratti affidati con le procedure di cui all’articolo 50, comma 1, lettere c), d) ed e), si può disapplicare il principio di rotazione quando l’indagine di mercato sia stata effettuata senza porre limiti al numero di operatori economici in possesso dei requisiti richiesti da invitare alla successiva procedura negoziata;
- di derogare all’applicazione del principio di rotazione per gli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro.
La motivazione della deroga
Con riferimento ad una serie di pronunciamenti giurisdizionali (ex multis sentenza C. Stato 8030/2020) seguiti all’entrata in vigore del precedente d.lgs. 50/2016 (ora abrogato), sono stati riconosciuti alcuni elementi di oggettiva fondatezza e di concreta utilità per le stazioni appaltanti, che potevano costituire condizioni idonee per affidamenti sotto-soglia affidati in continuità al contraente uscente nell’interesse e in considerazione di aspetti oggettivi del tutto condivisibili e finalizzati ad attuare dinamiche più logiche sia da un punto di vista tecnico, economico e temporale.
In questo senso la sentenza del Consiglio di Stato n. 4897 del 5 giugno 2025 può rappresentare un significativo momento di sintesi a conferma di quanto fin qui indicato. In un procedimento in cui il Consiglio di Stato si è dovuto pronunciare sulla legittimità di un nuovo affidamento diretto allo stesso contraente uscente destinatario del precedente incarico relativo a prestazione analoga, il riconoscimento di illegittimità espresso ha fatto riferimento all’applicabilità dell’articolo 36 del d.lgs. 50/2016 che prevedeva l’attivazione del principio di rotazione in presenza di affidamento in continuità che comunque avrebbe richiesto una procedura negoziata, non sussistendo, peraltro, la possibilità di invocare l’applicazione della deroga prevista dall’articolo 49, comma 4 del d.lgs. 36/2023 per inapplicabilità della norma ratione temporis (l’affidamento diretto era stato disposto nel 2022).
Le motivazioni di questa sentenza rafforzano quanto ora stabilito dall’articolo 49, comma 4 del d.lgs. 36/2023 in relazione alla possibilità della deroga al principio, ma a condizione che sia stata prodotta una motivazione incentrata sui fattori di:
- possibilità di reinvito del contrente uscente con affidamento diretto;
- qualità della prestazione resa – affidabilità dell’operatore;
- assenza di alternative;
- convenienza economica;
- riduzioni dei tempi di esecuzione.
Il riferimento a questi aspetti assolve ad un obiettivo primario che resta quello della realizzazione dell’affidamento nella piena regolarità normativa senza determinare forzature o condizioni di criticità, semplificando le modalità di scelta che possono contribuire ad una gestione più efficace di individuazione del contraente che resta, comunque, fortemente ancorata ai vincoli della trasparenza, buona fede e dell’accesso al mercato.
>> Se vuoi ricevere notizie come questa direttamente sul tuo smartphone iscriviti al nostro nuovo canale Telegram!
Consigliamo:
Piste di controllo e check-list per il monitoraggio dell’attuazione dei lavori, servizi e forniture nei contratti pubblici
Un manuale operativo pensato per affrontare con metodo e concretezza la crescente complessità dei contratti pubblici. Il volume accompagna il lettore lungo tutte le principali fasi dell’appalto, dalla programmazione al collaudo, mettendo a disposizione piste di controllo e check-list per monitorare attività, adempimenti, conformità normativa e possibili criticità.Aggiornato alle nuove soglie comunitarie dal 2026, al D.M. 24 novembre 2025 sui CAM edilizia e al D.L. 73/2025 convertito con legge 105/2025, il testo offre un supporto pratico per gestire progettazione, verifica, validazione, direzione lavori, subappalto, varianti, revisione prezzi, collaudo e Collegio consultivo tecnico. Vantaggi chiave Fornisce strumenti operativi immediatamente utilizzabili per il controllo cronologico delle attività nelle diverse macrofasi dell’appalto. Guida la gestione di programmazione, progettazione, verifica, validazione e approvazione degli interventi con un approccio pratico e strutturato. Approfondisce la fase esecutiva con focus su direzione dei lavori, verbali, errori progettuali, subappalto e controlli. Analizza le modifiche contrattuali, le varianti in corso d’opera e la revisione prezzi alla luce del D.Lgs. 36/2023 dopo il correttivo. Include contenuti aggiuntivi online con piste di controllo e check-list operative in formato Excel, personalizzabili e scaricabili. Dedica specifica attenzione al monitoraggio dei nuovi Criteri Ambientali Minimi introdotti dal D.M. 24 novembre 2025. Uno strumento pratico e aggiornato per organizzare il lavoro, ridurre il rischio di errori procedurali e tenere sotto controllo ogni fase dei contratti pubblici con maggiore sicurezza operativa. Un supporto concreto da avere subito a disposizione per gestire con efficacia lavori, servizi e forniture.
Marco Agliata | Maggioli Editore 2026
27.55 €
Iscriviti alla newsletter
Scegli quale newsletter vuoi ricevere
Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di marketing nei limiti indicati nell’informativa.
Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.
Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy policy.
Grazie per esserti iscritto alla newsletter.
Scrivi un commento
Accedi per poter inserire un commento