ANICA (Associazione Nazionale Innovazione Comfort Ambiente) ha recentemente presentato a Milano la nuova campagna dedicata al rinnovo degli impianti termici nel comparto Commercial & Industrial Heating. Un’iniziativa strategica che punta a sensibilizzare istituzioni, imprese e tecnici sull’importanza della modernizzazione degli impianti nei settori non residenziali, oggi cruciali per raggiungere gli obiettivi climatici al 2030 e 2050.
Vediamo i temi trattati e il contenuto del primo technical focus ANICA “Il calore nel comparto dei processi industriali“(scaricabile in PDF).
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Indice
Un confronto di sistema per un cambiamento reale
La conferenza del 5 giugno scorso è stata l’occasione per un confronto aperto su tre tematiche centrali: il ruolo dell’energia termica nei processi industriali, l’integrazione intelligente tra fonti fossili e rinnovabili, e la formazione come leva di trasformazione.
Come ha spiegato il presidente di ANICA David Herzog, “Siamo davanti a una realtà nota: manca manodopera qualificata, mancano competenze aggiornate per affrontare il ritmo accelerato della transizione energetica. Ma a questo problema strutturale dobbiamo rispondere con una visione lungimirante”. Da qui l’appello di ANICA per un bando nazionale per la modernizzazione della formazione, un passo necessario per colmare il gap tra domanda e offerta di competenze nel settore HVAC.
I dieci pilastri della campagna ANICA
Al centro della nuova campagna ANICA per il rinnovo degli impianti nel comparto Commercial & Industrial Heating vi sono 10 punti chiave che ne costituiscono l’ossatura informativa e strategica:
- Riduzione dei costi operativi: gli impianti moderni, basati su mix tecnologici che privilegiano fonti rinnovabili e controlli digitali evoluti, garantiscono efficienze superiori rispetto a quelli obsoleti, con una significativa riduzione del costo totale di proprietà (TCO) e una maggiore protezione dalla volatilità dei prezzi del gas.
- Aumento dell’efficienza energetica: i nuovi sistemi raggiungono rendimenti ben oltre il 70-80% tipico degli impianti datati, grazie anche all’integrazione con sistemi smart e di building automation, in linea con lo “Smart Readiness Indicator”.
- Riduzione delle emissioni CO₂: le soluzioni rinnovabili o ibride permettono di abbattere drasticamente la carbon footprint, agevolando la certificazione ESG, ISO 50001 e l’allineamento a strategie Net Zero.
- Conformità normativa (evitare sanzioni e restrizioni): l’evoluzione delle normative europee richiede impianti efficienti per accedere a fondi pubblici e per garantire la competitività delle imprese nei mercati orientati alla sostenibilità.
- Valorizzazione dell’immobile o sito industriale: l’ammodernamento migliora la classe energetica, il valore di mercato e la reputazione ESG dell’immobile, riducendo i rischi legati a future restrizioni normative.
- Utilizzo delle rinnovabili e del calore di scarto: le soluzioni tecnologiche includono solare termico, biomassa sostenibile, idrogeno verde e il recupero del calore di processo, anche per reti di teleriscaldamento.
- Efficienza energetica come obbligo legale: le direttive EED impongono target di riduzione dei consumi e audit obbligatori per le grandi imprese, rafforzando la spinta verso l’efficienza.
- Smart control & digitalizzazione: monitoraggio, telecontrollo, manutenzione predittiva e gestione energetica sono oggi possibili grazie a sistemi digitali evoluti e cloud-based.
- Accesso a finanziamenti e incentivi: i progetti efficienti possono accedere a fondi UE (PNRR, InvestEU), ai certificati bianchi e a meccanismi di detrazione, migliorando anche il rating ESG.
- Creazione di posti di lavoro di qualità: la domanda di profili green è in crescita e il settore impiantistico può offrire opportunità concrete, come evidenziato dai dati Excelsior di Unioncamere e ANPAL.
Il ruolo strategico dell’energia termica nei processi industriali
Come evidenziato anche nel primo technical focus ANICA, focalizzato sul calore nei processi industriali (>> puoi scaricarlo a fine articolo), oltre il 30% dell’energia industriale è oggi destinato al process heating, con temperature in molti casi superiori ai 200°C.
Il process heating, ovvero il riscaldamento necessario alle fasi produttive (come essiccazione, cottura, sterilizzazione, fusione, ecc.), rappresenta quindi una delle principali voci di consumo energetico dell’industria ed è spesso basato su fonti fossili difficilmente sostituibili, rendendolo una delle sfide più complesse ma decisive per la decarbonizzazione del comparto.
Per affrontarla, ANICA propone una nuova visione integrata che combina caldaie a condensazione digitali, pompe di calore industriali ad alta e altissima temperatura (HTHP e VHTHP), e tecnologie per il recupero del calore di scarto. Il documento sottolinea inoltre il potenziale della cogenerazione e trigenerazione come strumenti avanzati per ottimizzare efficienza e sostenibilità.
Un documento tecnico a supporto degli operatori
A supporto della campagna, ANICA mette a disposizione “Il calore nel comparto dei processi industriali”, un approfondito technical focus curato da Jacques Gandini con contributi di esperti ANICA. Il documento, scaricabile qui di seguito, rappresenta una risorsa preziosa per progettisti, energy manager e professionisti del settore.
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