L’Emilia-Romagna accelera sulla strada della transizione ecologica. Secondo i dati della piattaforma CIRO (Climate Indicators for Italian RegiOns), sviluppata da Italy for Climate in collaborazione con ISPRA, nel 2023 la regione ha più che raddoppiato la potenza installata di nuovi impianti fotovoltaici, passando da 246 MW a 519 MW.
Un segnale concreto della spinta verso le energie rinnovabili, rafforzato anche da un calo dei consumi energetici del 5% rispetto all’anno precedente.
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Indice
- Cresce il solare, migliora l’efficienza energetica
- Rete idrica: perdite tra le più basse d’Italia
- Criticità: rischio alluvionale e consumo di suolo
- Settori produttivi: luci e ombre tra industria e agricoltura
- Mobilità: crescita del TPL e stallo sulle auto elettriche
- Il ruolo di CIRO: dati strategici per la decarbonizzazione
Cresce il solare, migliora l’efficienza energetica
La performance dell’Emilia-Romagna nel settore delle rinnovabili è tra le più significative in Italia. I 519 MW di nuovi impianti fotovoltaici posizionano la regione ben sopra la media nazionale. Tuttavia, la quota totale di energia consumata coperta da fonti rinnovabili si ferma all’11%, ancora lontana dal 19% della media nazionale.
Sul fronte dell’efficienza, il tasso di elettrificazione degli edifici è salito al 29%, in crescita del 6% rispetto al 2022, e la quota di edifici in classe A ha raggiunto il 10%, in linea con il dato italiano. I consumi energetici medi delle abitazioni sono in lieve calo, spinti dalla maggiore diffusione di soluzioni elettriche e più efficienti.
Rete idrica: perdite tra le più basse d’Italia
Tra le migliori notizie arriva la gestione della rete idrica. Le perdite si fermano al 31%, contro una media nazionale del 42%. Questo dato colloca l’Emilia-Romagna tra le regioni più virtuose nel settore, evidenziando una governance efficace delle risorse idriche.
Criticità: rischio alluvionale e consumo di suolo
A pesare sul bilancio ambientale della regione è la vulnerabilità climatica. L’Emilia-Romagna registra il più alto tasso nazionale di popolazione residente in aree a rischio alluvione, con il 61%. Anche il consumo di suolo, pari al 9%, supera la media italiana, così come il numero di eventi climatici estremi.
Questi dati segnalano una forte esposizione agli impatti del cambiamento climatico, amplificata dalla conformazione del territorio e da uno sviluppo urbanistico che richiede un ripensamento in chiave resiliente.
Settori produttivi: luci e ombre tra industria e agricoltura
In ambito industriale, l’Emilia-Romagna mostra un miglioramento delle emissioni rispetto al valore aggiunto, con performance superiori alla media nazionale. Tuttavia, solo il 30% dei consumi industriali è coperto da energia elettrica, contro il 45% della media italiana, segnalando ampi margini per l’elettrificazione del settore.
Nel comparto agricolo, le emissioni pro capite, l’uso di fertilizzanti e il numero di bovini allevati restano al di sopra della media nazionale. Sono circa 131 capi ogni 1000 abitanti, mentre le coltivazioni biologiche coprono oltre il 18% della superficie agricola, un dato in linea con la media italiana.
Mobilità: crescita del TPL e stallo sulle auto elettriche
La regione registra buoni risultati anche sul fronte dei trasporti. Aumentano i passeggeri del trasporto pubblico locale, in parziale controtendenza rispetto al resto del Paese, e il tasso di motorizzazione cresce solo lievemente. Tuttavia, la quota di auto elettriche rimane stabile al 3,6%, segno che la mobilità sostenibile ha ancora strada da fare.
Il ruolo di CIRO: dati strategici per la decarbonizzazione
La piattaforma CIRO è il primo database nazionale dedicato al monitoraggio delle performance climatiche regionali. Con 26 indicatori suddivisi in 8 aree tematiche, consente di confrontare i risultati locali con gli obiettivi nazionali ed europei di decarbonizzazione, supportando concretamente le amministrazioni regionali nella pianificazione delle politiche ambientali.
“La capacità delle regioni di monitorare e migliorare le proprie performance climatiche rappresenta oggi un elemento cruciale per accelerare la transizione ecologica del nostro Paese,” ha dichiarato Andrea Barbabella, coordinatore di Italy for Climate. “Attraverso il monitoraggio puntuale delle performance e l’identificazione di best practice, CIRO valorizza le eccellenze territoriali italiane, creando un network virtuoso di sostenibilità”.
Il report CIRO conferma che l’Emilia-Romagna è tra le regioni italiane più dinamiche nella transizione ecologica, grazie a importanti progressi nelle rinnovabili e nella gestione delle risorse. Ma restano criticità strutturali – come il rischio idrogeologico e l’elevata pressione agricola – che richiedono strategie di adattamento mirate e un forte coordinamento tra enti locali e governo centrale.
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