Piste ciclabili e ciclovie, piano per la rete di Predazzo

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Il progetto “Tessiamo pedalando!” per la rete di piste ciclabili e ciclovie di Predazzo, Trento, degli architetti Martina Troilo e Marcelo Rivera Leyton, è inteso come una trama di percorsi e relazioni sociali tessuta dai suoi utenti e come un mezzo per valorizzare la città, riqualificando gli spazi pubblici, suggerendo nuove abitudini e l’uso della strada come spazio condiviso.

Il piano è inteso non solo come uno strumento per migliorare la mobilità ma soprattutto come occasione per rigenerare la città, valorizzando gli spazi pubblici che la rete lambisce, inducendo nuove abitudini e l’uso della strada, luogo della mobilità e della socialità, come spazio condiviso. La rete della mobilità è intesa come un processo partecipativo collettivo di “tessitura” in cui l’amministrazione comunale coinvolge i cittadini durante le fasi di attuazione e anche successivamente per accogliere esigenze e osservazioni degli utenti come la segnalazione di “desirable lines”, linee non segnalate come tali ma utilizzate nella quotidianità perché ritenute comode ed efficaci.

Le soluzioni progettuali non si limitano a corsie ciclopedonali ma prevedono un ripensamento integrale del sistema strada con soluzioni ad hoc per ogni contesto. Non sottili fili di una rete ma nastri con uno spessore variabile; essi infatti occasionalmente si dilatano ad includere spazi e servizi pubblici e talvolta “microspazi” (posteggio bici, punto informativo, punto panoramico, piccole aree di sosta). I nastri della mobilità così concepiti sono di supporto alle attività esistenti e di nuova progettazione (“parco delle sculture” ,“terrazza andante”), di scala e tipologia diversa a seconda del particolare contesto urbano che attraversano.

Oltre ad apposite corsie previste lungo gli assi principali è proposta una “trama secondaria” di percorrenza ciclo-pedonale resa sicura ed efficace, in assenza di corsie dedicate, tramite un limite di velocità di 20 o 30 km/h, un’apposita segnaletica e la circolazione consentita alle biciclette in entrambi i sensi di marcia.

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Una serie di intersezioni sicure sono realizzate attraverso l’uso di “isole protette” che separano fisicamente pedoni e ciclisti e forniscono un rifugio protetto durante l’attesa; l’avanzamento dei marciapiedi per migliorare la visibilità e ridurre la distanza da attraversare; zone “buffer” di 5 metri che permettono alle auto l’arresto in prossimità degli attraversamenti senza impegnare le corsie e bloccare il traffico veicolare.

Il particolare utilizzo del materiale di pavimentazione e le caratteristiche della sezione stradale sono gli accorgimenti principali per indurre spontaneamente i guidatori a rallentare senza l’utilizzo di dossi dissuasori. In particolare, la presenza di una fascia di raccolta delle acque piovane a sezione leggermente concava restringe la carreggiata e delimita la corsia ciclopedonale. Altre fasce di raccolta delle acque piovane trasversali sono poste a intervalli irregolari lungo la via. Questo accorgimento rende la pavimentazione abbastanza irregolare e discontinua e induce gli automobilisti a ridurre ulteriormente la loro velocità, in caso di pioggia sarà anche l’acqua presente nelle fasce “canali” a fungere da dissuasore.

In corrispondenza degli ingressi delle scuole, attraverso un cambio nella texture della pavimentazione in porfido e l’uso di dissuasori, si creano delle “zone protette” dalle auto, ma da queste ben riconoscibili.

Una segnaletica orizzontale innovativa, graficamente accattivante e intuitiva, e l’utilizzo di materiali naturali locali per la pavimentazione e per gli arredi (porfido rosso, sculture in legno della tradizione locale), valorizzano la città e la bellezza del luogo.

Il nome “Tessiamo pedalando!” esprime l’invito a muoversi insieme nella città e a tessere in essa percorsi e relazioni in maniera dinamica e collettiva. Inoltre si capovolge il concetto di tessuto urbano: da quello tradizionale di insieme dei manufatti che costituiscono gli isolati a rete di percorsi e relazioni. L’attenzione si sposta dall’edificato alla strada, intesa come spazio pubblico strategico della mobilità e della socialità.

Il progetto ha vinto il premio speciale “Mobilità” alla decima edizione del Premio IQU – Innovazione e Qualità Urbana.

SCHEDA PROGETTO
“Tessiamo pedalando!”
Piano per la rete ciclo-pedonale di Predazzo

Luogo
Predazzo, Trento

Committente
Comune di Predazzo

Progettisti
Architetti Martina Troilo e Marcelo Rivera Leyton

Progetto
2014

Articolo originariamente pubblicato su Architetti.com

Nell’immagine di apertura, dettaglio della caratterizzazione dei nastri ciclo-pedonali

Progetto delle piste ciclabili

La Legge di Stabilità 2016 ha stanziato 91 milioni di euro per le attività di progettazione e realizzazione di nuove piste ciclabili in Italia nell’arco del triennio 2016-2018.Questo ebook rappresenta un utile strumento operativo di supporto al progettista che si approccia a questo tema. Nel testo, corredato da un ricco apparato di immagini, schemi e diagrammi tecnici, vengono affrontati gli aspetti tecnici, costruttivi e di fattibilità economica legati alla ideazione, progettazione e costruzione di ciclovie anche con opportuni raffronti con i casi di successo già sprimentati all’estero in molte città europee.A livello tecnico sono prese in esame la classificazione delle piste ciclabili e le caratteristiche fisiche e funzionali; vengono inoltre passati in rassegna i conflitti con la rete stradale e il controllo delle intersezioni oltre all’analisi della segnaletica specifica (orizzontale, verticale e luminosa).Dal punto di vista costruttivo i temi affrontati nell’ebook riguardano le pavimentazioni (flessibili, rigide, a elementi modulari, in terra stabilizzata o in stabilizzato di cava); gli elementi separatori (new jersey, cordoli separatori, dissuasori, delimitatori, ecc.); gli aspetti illuminotecnici nonché le strutture e le aree adibite a parcheggio e ricovero delle biciclette.Completano l’opera:- un capitolo dedicato alle valutazioni economiche per costituire un sistema di confronto tra le principali soluzioni progettuali utilizzate per la pavimentazione e la delimitazione delle piste e delle corsie ciclabili;- un’ampia trattazione del c.d. Bike Hiring o Bike Sharing quale crescente soluzione al problema della mobilità urbana- una raccolta di casi studio e l’elenco completo delle normative nazionali, regionali sulle piste ciclabili Roberta Maggio, Architetto, svolge da anni la libera professione, è titolare di uno studio associato che opera nel Nord Italia, si occupa principalmente di opere pubbliche con particolare attenzione alla riqualificazione urbana e all’impiantistica sportiva.Nicola Mordà, Ingegnere civile con pluriennale esperienza professionale, autore di varie pubblicazioni di carattere tecnico, è titolare di uno studio di progettazione strutturale e sismica, con sedi a Torino e all’estero. Ha collaborato e seguito importanti progetti di notevole impegno statico; si occupa di temi di carattere normativo, con particolare riferimento al settore delle strutture, e di nuove tecnologie in ingegneria civile.

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