Per meglio comprendere quale tipo di considerazioni fare in fase di progettazione e di montaggio, riportiamo in questo articolo un caso studio, con relativa analisi del quadro patologico, estratto dal volume di Sergio Pesaresi, edito da Maggioli Editore.
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L’installazione del cappotto termico è un’operazione non banale
La caduta del cappotto investe direttamente i primi strati funzionali del sistema cappotto.
L’installazione di un cappotto è un’idea semplice ma complessa, un’operazione da non prendere sottogamba, da non banalizzare perché le conseguenze possono anche essere molto problematiche.
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Caso studio e analisi del quadro patologico
La palazzina si compone di cinque piani fuori terra. È evidente il crollo del cappotto termico che interessa parzialmente una facciata con un’estensione ad andamento diagonale che digrada dai piani alti verso il basso. Al quinto piano l’area del distacco del cappotto, infatti, interessa l’intera larghezza e diminuisce progressivamente ai piani inferiori fino ad azzerarsi al piano terra.

Il fulcro del crollo è rappresentato dallo spigolo di sinistra della facciata. Osservando le immagini in fig.1 possiamo notare che:
- i pannelli che si sono distaccati e raccolti a terra presentano l’incollaggio eseguito unicamente in punti centrali e che non interessa minimamente il perimetro dei pannelli;
- non si nota la presenza di tasselli né sui pannelli né sulla parete;
- sulla parete non sono rimaste tracce né impronte né macchie del collante;
- lo spigolo di destra del quinto piano non presenta immaschiature d’angolo fra i pannelli delle due facciate concorrenti e infatti il distacco segue esattamente lo spigolo;
- lo stesso si può dire dello spigolo di sinistra;
- il distacco centrale prosegue su un’unica linea verticale che sta a denunciare un montaggio dei pannelli senza sfalsamento di una fila rispetto all’altra;
- i pannelli, nella loro caduta, si sono separati da quelli vicini senza trascinarsi via lo strato di rasatura e di finitura i quali sono rimasti integri nelle parti non crollate.
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Foto:iStock.com/yorkfoto
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