Ora i procedimenti amministrativi in materia edilizia c.d. semplificati sono raggruppati nelle tre categorie: CILA (comunicazione d’inizio lavori asseverata), SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) e SCIA alternativa al permesso di costruire.
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Ma quali sono gli interventi edilizi che richiedono la CILA? Di seguito un elenco esemplificativo. Il presente articolo è estratto dal volume Commentario al Testo Unico dell’edilizia di Eugenio Lequaglie, edito da Maggioli Editore.
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Gli interventi edilizi soggetti a CILA
Tra gli interventi soggetti a CILA vi sono essenzialmente quelli ricadenti nella manutenzione straordinaria cosiddetta leggera e nel restauro e risanamento conservativo, che non intacchino parti strutturali dell’edificio.
In via esemplificativa abbiamo:
- nuovi allacciamenti o rifacimento di fognature esistenti con modifiche del percorso e/o delle caratteristiche preesistenti;
- riordino degli spazi interni, con spostamento di tramezzi e dei divisori non portanti;
- creazione di contro soffittature in cartongesso (in quanto abbassano la quota);
- apertura, la chiusura o lo spostamento di porte ed infissi;
- rifacimento di impianto fognario privato;
- realizzazione piscina esterna;
- installazione e posa in opera di canna fumaria;
- frazionamento (divisione di una unità immobiliare in due o più) o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari, nonché del carico urbanistico (aumento di infrastrutture e opere collettive quali acque(dotti, reti Enel, gas), purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione di uso;
- rifacimento o nuova costruzione di tramezzi interni, ivi compresa l’apertura di vani in tramezzi esistenti;
- modifica, sostituzione o nuova realizzazione di collegamenti verticali esistenti, quali scale, rampe, montacarichi, ascensori, ecc., all’interno di una singola unità immobiliare;
- rinnovo, sostituzione o nuova realizzazione di impianti tecnologici (quali impianti che utilizzano l’energia elettrica, impianti radiotelevisivi, impianti anti intrusione, impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione, impianti idrici e sanitari, impianti che utilizzano gas, impianti di protezione antincendio, ecc.), all’interno della singola unità immobiliare;
- altre opere relative a parti interne delle unità immobiliari, in qualunque materiale realizzate, che eccedano i limiti sopra indicati per le opere di manutenzione ordinaria, ma restano nella c.d. manutenzione straordinaria leggera, perché non incidono su parti strutturali dell’edificio.
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Commentario al testo unico dell’edilizia
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Eugenio Lequaglie | 2025 Maggioli Editore
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Foto:iStock.com/ArLawKa AungTun
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