Detrazioni sulla casa salve dalla stretta che da quest’anno colpisce i redditi sopra i 75.000 euro. Si potrà infatti scegliere di indicare tra le spese sempre quelle che danno diritto alle agevolazioni con aliquota più elevata, quindi quelle detraibili al 50%.
Le indicazioni nella circolare n. 6/E del 29 maggio 2025 (scaricabile a fine articolo), con cui l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti operativi in merito alle nuove disposizioni introdotte legge di Bilancio 2025. Una delle indicazioni più rilevanti fornite dalla circolare è appunto la possibilità di selezionare in modo strategico le spese più vantaggiose.
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Il limite massimo detraibile: struttura e soglie
A partire dal periodo d’imposta 2025, chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro può detrarre solo un importo massimo di spese. Il limite varia al numero di figli fiscalmente a carico, compresi quelli oltre i 30 anni per i quali non è più prevista la detrazione in busta paga, e rispetto al reddito.
Il reddito complessivo va calcolato al netto del reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze, ma comprende anche i redditi assoggettati a cedolare secca, imposta sostitutiva per il regime forfetario e altri redditi soggetti a imposte sostitutive. Di base il massimo di spese detraibili è pari a 14.000 euro se il reddito complessivo supera i 75.000 euro ma non i 100.000 euro; oltre 100.000 euro la somma scende a 8.000 euro.
Ai fini del calcolo effettivo dell’ammontare massimo occorre moltiplicare la cifra per i coefficienti “familiari” che sono pari a: 0,50 per chi non ha figli fiscalmente a carico; 0,70 se c’è un figlio a carico; 0,85 se ce ne sono due; 1 se sono presenti più di due figli a carico o almeno un figlio con disabilità. Si ottengono quindi i seguenti risultati:
| Figli a carico | Ammontare max spese detraibili – Reddito oltre 75.000 e fino a 100.ooo euro | Ammontare max spese detraibili – Reddito oltre 100.000 euro |
| 0 | 7.000 euro | 4.000 euro |
| 1 | 9.800 euro | 4.600 euro |
| 2 | 11.900 euro | 6.800 euro |
| oltre 3 oppure 1 figlio disabile | 14.000 euro | 8.000 euro |
Esclusioni dal massimale e spese rateali
Non rientrano tra le spese soggette al limite:
- Spese sanitarie;
- Investimenti in start-up e PMI innovative;
- Interessi per mutui contratti entro il 31 dicembre 2024;
- Premi assicurativi per contratti stipulati entro il 31 dicembre 2024;
- Rate relative a spese sostenute fino al 31 dicembre 2024 (compresi interventi edilizi);
- Oneri con detrazione forfettaria.
Tutte le altre spese detraibili rientrano nel limite, comprese le più comuni spese per ristrutturazione edilizia, risparmio energetico, bonus mobili, istruzione, attività sportive dei figli, spese veterinarie, affitto studenti universitari, ecc. Per quanto riguarda le spese detraibili a rate in più anni, rientra nel massimale l’ammontare della rata annuale.
Le spese per la casa sostenute in passato
La circolare ricorda anche che le rate residue di spese edilizie sostenute fino al 2024 non rientrano nel nuovo limite.
Se un contribuente sta portando in detrazione la quarta rata di un intervento di ristrutturazione avviato nel 2022, quell’importo continua a essere detraibile integralmente anche se supera i 75.000 euro di reddito. Diversamente, se effettua un nuovo intervento nel 2025, allora le relative spese saranno soggette al massimale.
Sì alla scelta della detrazione più conveniente
La circolare spiega dunque che in presenza di spese che eccedono il massimale di spesa ammesso si potrà scegliere quali oneri e spese detrarre. La circolare fa un esempio concreto.
Un contribuente con due figli a carico e un reddito complessivo di 80.000 euro (ammontare massimo di spese detraibili: 11.900 euro) che sostiene nel 2025 spese per 15.000 euro, di cui:
- spese per la ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale pari a 90.000 euro (rata annuale 9.000 euro; detrazione 50%);
- spese di istruzione diverse da quelle universitarie per i figli pari a 2.000 euro (detrazione 19%);
- erogazione liberale in denaro in favore dei partiti politici pari a 4.000 euro (detrazione 26%).
Ebbene in questo caso, spiega la circolare, il contribuente in questione ha il diritto di imputare la rata di spesa per gli interventi ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale e detrarre 4.500 euro (rata di spesa per il 2025 pari a 9.000 euro, detrazione 50%), e nel residuo ammontare consentito (11.900 euro – 9.000 euro = 2.900 euro), imputare una parte della spesa sostenuta per l’erogazione liberale, beneficiando di una detrazione di 754 euro (2.900 euro, detrazione 26%).
Direttamente nel 730 la detrazione più elevata
La scelta della detrazione più conveniente è dunque sempre “benedetta” dal Fisco, tanto è vero che, precisa ancora la circolare, se il contribuente non indica alcuna preferenza, l’Agenzia applicherà in via automatica un criterio standard: si detrae prima l’onere con l’aliquota più elevata, a parità di aliquota si considerano le spese in ordine di inserimento, fino a saturare il tetto disponibile.
In pratica nel modello 730/2025 o Redditi PF, è possibile indicare la propria scelta nel campo annotazioni del quadro RP. Il sistema precompilato applica comunque il criterio automatico in assenza di preferenze esplicite, ma consente di modificare l’ordine delle spese detraibili.
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