Il consumo di suolo in Italia supera i 21 ettari al giorno

Ogni giorno vengono persi oltre 21 ettari di suolo, pari a una superficie di 2,4 metri quadrati al secondo. Quasi il 40% di questo aumento è concentrato nelle regioni del Nord

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Presentato il nuovo Rapporto ambiente SNPA – Edizione 2023 del Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) che raccoglie una serie di informazioni di carattere ambientale.

La pubblicazione è divisa in due parti. La prima offre un’analisi dettagliata delle realtà regionali attraverso 21 indicatori. La seconda presenta brevi articoli focalizzati su specificità regionali e attività particolarmente rilevanti di interesse collettivo.

Operativo dal 14 gennaio 2017, il SNPA è composto dall’ISPRA, ente nazionale di ricerca che coordina le attività e dalle agenzie ambientali regionali e provinciali di Trento e Bolzano. Il Sistema produce documenti tecnici essenziali come Report ambientali, Linee guida, Pubblicazioni tecniche e pareri vincolanti.

Come precisato nel documento, la fonte dei dati/indicatori analizzati è costituita dalla Banca dati Indicatori ambientali ISPRA. Gli indicatori e le relative tematiche di maggiore interesse sono stati individuati seguendo le nuove politiche ambientali (Green Deal, SDGs, VIII Programma di Azione per l’Ambiente-PAA, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR, Strategia Nazionale dello Sviluppo Sostenibile).

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Indice

Bene per rinnovabili, male per le emissioni e il consumo di suolo

Dall’analisi emergono i progressi nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nell’aumento della raccolta differenziata dei rifiuti.

A ritmo più lento invece procede il miglioramento della qualità dell’aria. Buoni risultati emergono dall’agricoltura biologica, mentre si intensificano i controlli sugli impianti produttivi.

Tuttavia, sfide persistono per quanto riguarda le emissioni di gas serra, l’incidenza del turismo sui rifiuti urbani, la gestione dei rifiuti speciali e il consumo di suolo.

Quest’ultimo ultimo indicatore descrive un fenomeno preoccupante che ha raggiunto livelli allarmanti. Secondo i dati forniti dall’ISPRA, il consumo di suolo supera i 21 ettari al giorno nel nostro paese e si parla di una riduzione di suolo causata dalla trasformazione di aree non artificiali in aree artificiali, con conseguente perdita di aree naturali, seminaturali ed agricole e dei relativi servizi ecosistemici.

Consumo di suolo: Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna in testa

Gli autori Marco Di Leginio e Giovanni Finocchiaro evidenziano nell’analisi che nel corso del 2022, sono stati consumati circa 7.677 ettari di territorio in Italia. Questo significa che ogni giorno vengono persi oltre 21 ettari di suolo, pari a una superficie di 2,4 metri quadrati al secondo. Questo aumento del consumo di suolo allontana ancora di più l’Italia dall’obiettivo di azzerare il consumo netto di suolo, come previsto dall’Ottavo Programma di Azione Ambientale.
 
Dal 2006 al 2022, il consumo di suolo in Italia è aumentato di oltre 120 mila ettari. Quasi il 40% di questo aumento è concentrato principalmente nelle regioni del Nord, in particolare Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Queste regioni sono le più colpite dal fenomeno del consumo di suolo, con un’importante perdita di aree naturali ed agricole.

Nel report viene precisato che nel 2022, in 14 regioni il suolo consumato supera il 5% con i valori percentuali più elevati in Lombardia, Veneto e Campania che vanno oltre il 10% di superficie regionale consumata. Seguono Emilia-Romagna, Puglia, Lazio, Friuli Venezia Giulia e Liguria, con valori sopra la media nazionale e compresi tra il 7 e il 9%. La Valle d’Aosta è la regione con la percentuale più bassa (2,15%). Naturalmente va considerata sia la diversa morfologia regionale sia la storica e peculiare evoluzione del territorio nell’interpretare la rilevanza dei valori riscontrati.

In linea con gli altri anni, i risultati evidenziano un consumo soprattutto reversibile, essendo più del 80% dei cambiamenti interessato da cantieri e altre aree in terra battuta che in buona parte saranno probabilmente convertiti in consumo di suolo permanente nei prossimi anni.

Per saperne di più, scarica il Rapporto SNPA.

Redazione Tecnica

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