Consolidamento fondazioni, come stabilizzare una gru su terreni compressibili: un caso concreto

In un cantiere nel centro di Pisa, la presenza di terreni compressibili e spazi ristretti ha richiesto il consolidamento dei plinti della gru con micropali precaricati, garantendo stabilità, rapidità di esecuzione e assenza di vibrazioni.

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Nei mesi scorsi abbiamo visto vari interventi di consolidamento delle fondazioni eseguiti dall’azienda SYStab, spesso simili tra loro per le problematiche affrontate (>> puoi trovarli qui). Questa volta, però, l’azienda ci illustra un intervento particolare e caratterizzato da una problematica mai affrontata prima: una gru da cantiere posizionata su quattro plinti nel centro abitato della città di Pisa, a circa 110 metri dalla sponda idrografica sinistra del fiume Arno, e a circa 5 metri sul livello medio del mare.

Come è noto, in questa località toscana i terreni di fondazione non sono molto affidabili, e la famosa Torre è un monito per tutti i progettisti e gli addetti ai lavori. In questo caso studio le fondazioni della gru – con altezza 27 metri e peso massimo in esercizio di circa 60 tonnellate su ognuno dei 4 plinti costituenti i piedi di appoggio – hanno avuto bisogno di un aiuto per permettere all’Impresa Costruttrice di procedere con le opere di ristrutturazione di un grande condominio in totale sicurezza.

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Indice

Tipo di problematica affrontata

Tenuto conto della presenza di terreni altamente compressibili e valutati i carichi in gioco, i progettisti hanno preferito valutare un sistema di consolidamento basato su fondazioni profonde. Le indagini geologiche, eseguite con penetrometrie statiche, hanno infatti individuato la presenza di depositi alluvionali, di epoca recente ed attuale, di composizione prevalentemente limoso-argillosa. Tali terreni sono sottostanti ad uno strato superficiale di riporto antropico, avente spessore variabile, compreso fra 1 e 2 m circa.

Inoltre le indagini hanno evidenziato la presenza di una falda acquifera superficiale, il cui livello è soggetto a notevoli oscillazioni in funzione della stagione e del regime delle precipitazioni, potendo giungere fino a quote inferiori ad 1 metro.

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Nella scelta del tipo di consolidamento fondazioni da impiegare hanno giocato un ruolo fondamentale i seguenti aspetti:

  • l’urgente esigenza di iniziare i lavori di ristrutturazione del condominio;
  • spazi molto angusti (centro storico e gru posizionata nell’area cortilizia del condominio);
  • necessità di un intervento meno nvasivo e più veloce possibile;
  • vista la natura di terreni compressibili fino ad elevate profondità era necessario un intervento con fondazioni speciali profonde.

La scelta si è quindi orientata verso i Pali Precaricati di SYStab, che garantivano il superamento di tutte le difficoltà sopra esposte.

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Consolidamento dei plinti della gru con micropali precaricati SYStab

La metodologia proposta da SYStab consiste nel fissare alla fondazione esistente speciali piastre in acciaio realizzate in funzione dei carichi. Questa speciale carpenteria metallica permette di sfruttare il contrasto offerto dalla struttura per l’infissione dei pali nel terreno con i martinetti idraulici, impostati sui collari delle piastre stesse. L’infissione avviene gradualmente, senza produrre vibrazioni potenzialmente pericolose per la gru.

Visti i carichi in gioco sono stati necessari 22 micropali di diametro 114 mm. Per metterli in opera non sono stati eseguiti scavi, ma solo alcuni semplici carotaggi del manto stradale e della pavimentazione esterna del piazzale condominiale.

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Vantaggi del consolidamento fondale con il sistema di palificazione SYStab

Il consolidamento fondazioni con micropali precaricati ha permesso di stabilizzare definitivamente i 4 plinti della gru e di proseguire con la ristrutturazione del condominio in piena sicurezza.

La metodologia di consolidamento con pali precaricati in questi casi ha notevoli vantaggi rispetto alle tradizionali tecniche:

  • tempi di messa in opera molto rapidi;
  • possibilità di operare in spazi ristretti e con più martinetti simultaneamente;
  • non viene prodotto alcun materiale di risulta né si impiegano fanghi o acqua;
  • non si produce nessuna vibrazione dannosa per le strutture;
  • precarico per l’annullamento dei cedimenti primari per tutti i pali;
  • la portata di ogni micropalo viene testata in corso d’opera attraverso il monitoraggio delle pressioni di installazione;
  • possibilità di eseguire prove di carico secondo normativa, con modalità semplificate.

L’opera complessiva, per quanto concerne la fase di infissione micropali, è durata solamente 5 giorni ed ha consentito l’infissione di 22 micropali diametro 114 mm e lunghezza circa 13 metri, compreso il fissaggio finale dei pali alle piastre in acciaio, che garantiscono la sicurezza del risultato finale di trasferimento dei carichi. La tecnica usata ha consentito di eseguire velocemente i pali, con disagi minimi e senza la creazione di sollecitazioni potenzialmente pericolose per la struttura della gru.

Per ulteriori informazioni
systab.it

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