Nel dibattito sul comfort abitativo, il rumore è spesso trattato come una variabile tecnica da contenere entro limiti prescrittivi. In realtà, il suono è un vero e proprio fattore ambientale che incide sul funzionamento del sistema nervoso, sulla capacità di concentrazione e sul benessere mentale. La qualità acustica di un ambiente non riguarda solo “quanto rumore” è presente, ma come il suono viene generato, trasmesso e percepito all’interno dello spazio costruito.
L’esposizione continuativa a rumori ambientali, anche a livelli moderati, attiva meccanismi fisiologici di stress. Il cervello interpreta il rumore come un potenziale segnale di allerta, stimolando il sistema nervoso autonomo e aumentando la produzione di cortisolo. Questo avviene anche quando il rumore non è percepito consapevolmente come fastidioso.
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Indice
Suggeriamo:
Progettare il comfort abitativo
Il comfort abitativo è il risultato di un equilibrio dinamico tra l’uomo e l’ambiente costruito, dove la qualità dell’aria, il controllo termoigrometrico, l’acustica e l’illuminazione si intrecciano con le risposte sensoriali e psicofisiche dell’individuo. Questo volume propone un approccio interdisciplinare alla progettazione degli spazi abitativi, connettendo i principi delle neuroscienze con le soluzioni tecniche per garantire il benessere indoor. Attraverso un’analisi comparata tra il funzionamento del corpo umano e le prestazioni dell’involucro edilizio, gli autori offrono una guida alla progettazione consapevole degli ambienti, mettendo in relazione sistemi impiantistici, materiali e tecnologie costruttive con le percezioni sensoriali di chi abita gli spazi. La trattazione è arricchita da numerosi esempi applicativi dedicati a residenze, scuole, hotel, luoghi di lavoro e cantine, con un’attenzione particolare alla gestione della salubrità, all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale. Uno strumento indispensabile per architetti, ingegneri e progettisti impegnati nella definizione di spazi che migliorano la qualità della vita quotidiana. Mirko GiuntiniIngegnere, si occupa da anni di progetti di edifici ecosostenibili. È consulente energetico e docente dell’Agenzia CasaClima, Esperto in Edilizia Sostenibile (EES) ed Esperto in Gestione dell’Energia (EGE). Svolge attività di docente in corsi di specializzazione e master su tematiche di sostenibilità ambientale e costruzioni sostenibili organizzati da ordini professionali, enti pubblici e privati, scuole e centri di formazione di importanza nazionale.Rosita RomeoGiornalista, Consulente CasaClima, Esperta di comfort abitativo, Sociologa con un diploma e relativa abilitazione di geometra. Se con le conoscenze tecniche progetta edifici secondo i parametri dei protocolli di CasaClima con quelle sociologiche si occupa degli effetti del discomfort abitativo sul cervello e conseguenzialmente sugli atteggiamenti e comportamenti individuali.
Mirko Giuntini, Rosita Romeo | Maggioli Editore 2025
32.30 €
Cosa dice la ricerca
Studi sperimentali condotti in ambito universitario e scolastico – uno dei riferimenti principali è il progetto RANCH (Road Traffic and Aircraft Noise Exposure and Children’s Cognition and Health), coordinato dall’University College London e pubblicato su The Lancet e Journal of Environmental Psychology nei primi anni 2000, poi ripreso in moltissime meta-analisi successive – hanno mostrato che l’esposizione prolungata a un rumore di fondo continuo comporta una riduzione delle prestazioni attentive e della memoria di lavoro, con un aumento dell’affaticamento cognitivo, anche in assenza di una percezione consapevole di disturbo.
Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano, per gli ambienti abitativi, valori di riferimento pari a 55 dB(A) nelle ore diurne, con soglie inferiori raccomandate per la notte. Tali valori non rappresentano solo limiti di comfort, ma soglie oltre le quali aumentano i rischi per la salute psicofisica.
Fonoassorbimento e fonoisolamento: due strategie complementari
Alla luce degli effetti del rumore sull’organismo umano, il progetto acustico assume un ruolo centrale nella qualità dell’abitare. In questo contesto è fondamentale distinguere tra fonoassorbimento e fonoisolamento, due approcci differenti ma strettamente interconnessi.
Il fonoassorbimento riguarda il comportamento acustico interno di un ambiente. Materiali e superfici fonoassorbenti riducono l’energia sonora riflessa, controllando il tempo di riverbero e migliorando la chiarezza del parlato. Un ambiente eccessivamente riverberante genera confusione percettiva, costringe il cervello a un continuo sforzo di decodifica e aumenta l’affaticamento mentale. Controsoffitti acustici, pannelli a parete, superfici porose e soluzioni integrate nell’arredo permettono di modellare il campo sonoro e creare condizioni di ascolto più stabili e confortevoli.
Il fonoisolamento, invece, riguarda la capacità delle strutture edilizie di impedire la trasmissione del suono tra ambienti adiacenti o dall’esterno verso l’interno. Pareti stratificate, solai correttamente progettati, sistemi a massa-molla-massa, cura dei dettagli costruttivi e continuità acustica sono elementi essenziali per garantire isolamento ai rumori aerei e da calpestio. Un buon fonoisolamento tutela la privacy, riduce l’interferenza sonora e contribuisce alla percezione di sicurezza e controllo dell’ambiente.
Un progetto acustico efficace deve quindi integrare entrambe le strategie: assorbire il suono dove serve qualità interna e isolare dove serve separazione funzionale.

Inquadramento normativo italiano: obbligo e non delle misurazioni
In Italia, il riferimento principale per le prestazioni acustiche degli edifici è il D.P.C.M. 5 dicembre 1997, che definisce i requisiti acustici passivi in termini di:
- isolamento ai rumori aerei tra ambienti;
- isolamento ai rumori di calpestio;
- livello di rumore degli impianti;
- isolamento acustico di facciata.
A questo si affianca la UNI 11367, che introduce il concetto di classificazione acustica dell’edificio, consentendo di attribuire una classe prestazionale sulla base di misure in opera. La norma rappresenta uno strumento fondamentale per valutare la qualità acustica complessiva e per comunicare in modo oggettivo le prestazioni di un edificio.
Le norme UNI EN ISO 16283 e UNI EN ISO 717 disciplinano invece le modalità di misura e valutazione dell’isolamento acustico, garantendo uniformità, ripetibilità e confrontabilità dei risultati.
Tecniche di rilevazione e misura in opera
La verifica del comfort acustico richiede misure strumentali eseguite secondo procedure normalizzate. Tra le principali tecniche di rilevazione rientrano:
- la misura del tempo di riverbero, fondamentale per valutare l’efficacia del fonoassorbimento e il comportamento acustico interno degli ambienti;
- la misura dell’isolamento acustico apparente tra ambienti, eseguita in opera per verificare le prestazioni reali delle strutture;
- la misura dei livelli di pressione sonora e la loro analisi spettrale, utile per individuare criticità specifiche legate a determinate bande di frequenza.
Le norme italiane ed europee stabiliscono criteri rigorosi per le condizioni di prova, la strumentazione e l’elaborazione dei dati, rendendo la misura in opera uno strumento essenziale non solo di controllo, ma anche di progetto. Fermo restando che il D.P.C.M. 5 dicembre 1997 definisce i requisiti, ma non impone il collaudo acustico strumentale come atto finale obbligatorio.
Negli edifici sensibili, invece, come scuole, asili, ospedali, RSA, edifici sanitari, la verifica acustica è spesso richiesta dai regolamenti regionali, dai capitolati pubblici o come condizione di agibilità funzionale. Il registro cambia, però, nel caso in cui, si intenda dichiarare una classe di qualità acustica dell’edificio, come previsto dalla UNI 11367. Qui la verifica strumentale in opera non rappresenta una scelta facoltativa, ma un passaggio necessario, vincolante. La norma, infatti, consente l’attribuzione della classe acustica esclusivamente sulla base di misure acustiche reali, eseguite secondo le procedure definite dalla UNI EN ISO 16283.
È chiaro, quindi, che il comfort acustico più che un parametro accessorio è una componente strutturale del benessere abitativo. Governare il suono significa ridurre uno stress ambientale spesso sottovalutato, migliorare la qualità della vita e progettare edifici realmente orientati alla salute. In un’ottica di progettazione integrata, il suono diventa a tutti gli effetti un materiale progettuale, capace di influenzare profondamente l’esperienza dello spazio costruito.
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Il comfort abitativo è il risultato di un equilibrio dinamico tra l’uomo e l’ambiente costruito, dove la qualità dell’aria, il controllo termoigrometrico, l’acustica e l’illuminazione si intrecciano con le risposte sensoriali e psicofisiche dell’individuo. Questo volume propone un approccio interdisciplinare alla progettazione degli spazi abitativi, connettendo i principi delle neuroscienze con le soluzioni tecniche per garantire il benessere indoor. Attraverso un’analisi comparata tra il funzionamento del corpo umano e le prestazioni dell’involucro edilizio, gli autori offrono una guida alla progettazione consapevole degli ambienti, mettendo in relazione sistemi impiantistici, materiali e tecnologie costruttive con le percezioni sensoriali di chi abita gli spazi. La trattazione è arricchita da numerosi esempi applicativi dedicati a residenze, scuole, hotel, luoghi di lavoro e cantine, con un’attenzione particolare alla gestione della salubrità, all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale. Uno strumento indispensabile per architetti, ingegneri e progettisti impegnati nella definizione di spazi che migliorano la qualità della vita quotidiana. Mirko GiuntiniIngegnere, si occupa da anni di progetti di edifici ecosostenibili. È consulente energetico e docente dell’Agenzia CasaClima, Esperto in Edilizia Sostenibile (EES) ed Esperto in Gestione dell’Energia (EGE). Svolge attività di docente in corsi di specializzazione e master su tematiche di sostenibilità ambientale e costruzioni sostenibili organizzati da ordini professionali, enti pubblici e privati, scuole e centri di formazione di importanza nazionale.Rosita RomeoGiornalista, Consulente CasaClima, Esperta di comfort abitativo, Sociologa con un diploma e relativa abilitazione di geometra. Se con le conoscenze tecniche progetta edifici secondo i parametri dei protocolli di CasaClima con quelle sociologiche si occupa degli effetti del discomfort abitativo sul cervello e conseguenzialmente sugli atteggiamenti e comportamenti individuali.
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Difetti nella progettazione acustica degli edifici
Come si limita il rumore di calpestio alle basse frequenze? Come si realizza un solaio garantendo che al piano sottostante non sia assolutamente udibile il rumore da calpestio? E ancora, come si tiene conto in fase di progetto della perdita nel tempo dell’efficienza dei materassini anticalpestio? Quanto incide una ventilazione meccanica (VMC) di tipo puntuale in facciata in relazione all’isolamento acustico? E come si riconosce un condotto fonoassorbente da uno non fonoassorbente tenuto conto che alla vista sono identici? Sono solo alcune domande a cui questo manuale dal taglio pratico e operativo intende dare risposta.Il libro contiene numerose fotografie di errori di realizzazione e delle corrette modalità di posa, così da permettere al lettore di visualizzare e fare proprio l’errore e di conseguenza evitarlo nella prassi professionale e realizzativa.È anche un condensato di informazioni importanti che non si trovano su altri testi di acustica.La terminologia e gli esempi sono chiari, pensati per condurre il lettore in modo rapido e fluido alla comprensione della tematica al fine di progettare edifici acusticamente eccellenti.Nella pubblicazione sono raccolti in modo organico errori applicativi riscontrati in numerosi cantieri e contenziosi giudiziari, unitamente alle indicazioni ed ai “trucchi del mestiere” per prevenirli e risolverli, oltre ad esempi di alto livello che raramente si trovano su manuali di acustica.L’obiettivo è evidenziare in modo semplice e visivo le criticità nella realizzazione acustica, utilizzando anche terminologie semplici, senza troppe formule né algoritmi complessi.Completano l’opera dettagli di stratigrafie di varie tipologie edilizie e di nodi costruttivi, effettivamente realizzati in cantiere, molti dei quali accompagnati dai risultati di collaudo acustico in opera a fine lavori. Il presente testo è dunque un tassello fondamentale per indirizzare i lettori a realizzare edifici che siano confortevoli acusticamente e limitare i contenziosi in materia, con il concetto che “prevenire è meglio che curare”.Renzo SonzogniIngegnere edile, libero professionista, esperto in materia di acustica ed efficienza energetica degli edifici. È attivo da anni come docente nell’ambito di corsi sull’efficienza energetica degli edifici, su acustica e vibrazioni, compresi corsi di formazione per tecnici competenti in acustica. Partecipa a gruppi di lavoro per lo sviluppo di regolamenti acustici e di normative nell’ambito dell’acustica passiva ed ambientale. Si occupa inoltre di contenziosi come consulente del tribunale.
Renzo Sonzogni | Maggioli Editore 2021
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