Bonus casa: i familiari dei proprietari da quest’anno non potranno più usufruire della detrazione piena

Un riepilogo di tutte le variabili da tenere in conto se si stanno programmando degli interventi di ristrutturazione sia quando la casa è in comproprietà sia quando non lo è

Lisa De Simone 03/03/25

Bonus Casa con aliquote differenziate non solo tra prima e seconda casa, ma anche tra chi è proprietario e chi non lo è.

Il testo delle norme, infatti, replica su questo punto le stesse restrizioni già previste lo scorso anno per il Superbonus sulle villette unifamiliari e a meno di interpretazioni diverse da parte dell’Agenzia delle Entrate, i familiari dei proprietari da quest’anno non potranno più usufruire della detrazione piena se vogliono sostenere le spese ma dovranno accontentarsi del 36%. In più da quest’anno c’è anche da considerare la stretta per i redditi oltre i 75.000.

Tutte variabili da tenere in conto se si stanno programmando degli interventi di ristrutturazione sia quando la casa è in comproprietà che quando non lo è.
 
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Indice

Gli scenari

Quando più soggetti pagano le spese e hanno diritto alla detrazione per ristrutturazione è possibile attribuire la detrazione come meglio si preferisce ossia come è più vantaggioso, a prescindere dalla quota di possesso dell’immobile. Ma da quest’anno bisogna fare i conti con queste soglie:

Redditi tra 75.000 e 100.000 euroImporto spese detraibili
senza figli a carico7.000 euro
 con un figlio a carico9.800 euro
 con due figli a carico11.900 euro
 con tre figli o con un figlio con disabilità14.000 euro
Redditi oltre 100.000 euroImporto spese detraibili
senza figli a carico4.000 euro
 con un figlio a carico5.600 euro
 con due figli a carico6.800 euro
 con tre figli o con un figlio con disabilità8.000 euro

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Ecco in concreto che cosa accade

Caso A – Coniugi senza figli uno solo dei quali con redditi sotto la soglia
In questa situazione il proprietario con i redditi più elevati può detrarre solo 7.000 euro di spese, e poiché il meccanismo non fa differenza rispetto alle aliquote conviene ovviamente privilegiare le spese sulla casa dato che l’aliquota di detrazione al 50%. Si potranno quindi recuperare fino a 3.500 euro di imposte, mentre se il reddito fosse sopra i 100.000 si potrebbero recuperare solo 2.000 euro. Il resto della spesa dovrà essere detratto dall’altro proprietario e la quota che non trova capienza nella sua imposta andrà persa.

Caso B – Coniugi comproprietari uno solo dei quali con redditi sotto la soglia e figli a carico
La quota di spesa ammessa in detrazione è di 11.900 euro se ci sono due o più figli e di 9.800 con uno solo per cui in entrambi i casi c’è spazio per portare in detrazione le spese per la casa. Dal momento che la detraibilità al 50% conviene anche in questo caso attribuire tutta la detrazione a chi ha il reddito più elevato, e lasciare all’altro coniuge le detrazioni per i figli, considerando che anche per queste c’è la possibilità di ripartire la detrazione tra i genitori come meglio preferiscono, annotando sulle fatture intestate ai figli chi ha effettivamente sostenuto la spesa.

Caso C – Casa solo di un coniuge con l’altro sopra la soglia senza figli a carico
In questo caso i conteggi da fare sono diversi dal momento che se la spesa viene sostenuta dal familiare e non dal proprietario l’aliquota scende al 36%. La detrazione massima della quale si può usufruire in questo caso sulla spesa di 96.000 euro è di 2.484 euro, quindi recuperabile per intero anche nel caso di redditi oltre i 100.000 euro. Se il coniuge proprietario è a carico o incapiente non si può fare nulla, altrimenti conviene attribuire al proprietario la quota di spesa che può detrarre dato alla luce dell’aliquota più conveniente.

Caso D – Casa solo di un coniuge con l’altro sopra la soglia e figli a carico
La quota di spesa ammessa in detrazione è più ampia. Bisognerà verificare quindi la capienza nell’imposta del coniuge proprietario che può approfittare dell’aliquota più elevata e lasciare all’altro tutte le spese per i figli spese detraibili al 19% oltre che la quota che non trova capienza nell’imposta del proprietario, che potrà comunque essere recuperata in parte con l’aliquota più bassa. Se il coniuge proprietario è a carico ci si dovrà accontentare dell’aliquota ridotta.

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