Decreto Coesione, oltre 1 miliardo di euro per autoconsumo da rinnovabili nelle imprese del Sud

Il Decreto Coesione, ora convertito in legge, prevede fondi per 1.026 milioni di euro per la realizzazione di impianti FER per l’autoconsumo per le imprese che si trovano in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Lisa De Simone 08/07/24
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Operative entro ottobre le norme che consentiranno la concessione di contributi per l’installazione di impianti con pannelli solari e relativi sistemi di accumulo da parte delle imprese ai fini di autoconsumo. Gli incentivi per gli impianti FER riguardano le unità industriali, produttive e  artigianali che si trovano nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, in comuni con oltre 5.000 abitanti.

Le novità nell’articolo 33 del decreto Coesione (decreto n. 60/2024) definitivamente convertito in legge il 3 luglio scorso. Per gli interventi agevolati sarà a disposizione un fondo da un miliardo di euro per investimenti da realizzare entro il 2027.

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Indice

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Il potenziamento dell’autoconsumo

L’articolo 33 del decreto, “Disposizioni in materia di recupero dei siti industriali”, ha l’obbiettivo di sostenere lo sviluppo e la crescita economica, la competitività territoriale, l’attrazione di nuovi investimenti, in coerenza con quanto previsto dall’Accordo di partenariato 2021-2027, e con i contenuti e obiettivi specifici del Programma nazionale “Ricerca innovazione e competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027 (PN RIC 2021-2027)” finalizzato al sostegno a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale nell’ambito dell’obiettivo “Investimenti a favore dell’occupazione e della crescita”.

Saranno quindi finanziati i progetti nelle aree industriali, produttive e artigianali localizzate nei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti finalizzati a:

  • realizzazione di impianti destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili, anche termica, destinata all’autoconsumo delle imprese;
  • installazione di sistemi di accumulo di piccola e media taglia;
  • incremento del grado di capacità della rete di distribuzione e di trasmissione di accogliere quote crescenti di energia da fonte rinnovabile;
  • sviluppo di sistemi di stoccaggio intelligenti.

Previsti complessivamente fondi per 1.026 milioni di euro, a valere sulle risorse del PN RIC 2021-2027.

Investimenti per rafforzare le infrastrutture nelle zone interessate ai nuovi impianti

Al fine di accelerare la realizzazione degli interventi FER da finanziare con i nuovi fondi, inoltre, il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica e il Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR possono sottoscrivere contratti istituzionali di sviluppo (CIS). In aggiunta a questo, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile (CIPESS) potrà assegnare, a valere sul Fondo FSC e nei limiti delle relative disponibilità annuali, ulteriori risorse per la realizzazione, nei territori ove sono ubicate le aree industriali, di investimenti finalizzati al miglioramento della viabilità, delle infrastrutture, nonché allo sviluppo dei servizi pubblici e all’incremento della loro qualità.

Le regole per la richiesta dei contributi

Per rendere operative le norme che consentiranno l’accesso ai nuovi finanziamenti finalizzati alla realizzazione degli impianti FER per l’autoconsumo è previsto il varo di un decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica da adottare di concerto con il Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni.

Il provvedimento dovrà essere emanato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto Coesione, quindi entro la fine del prossimo mese di ottobre. Il testo servirà a individuare i criteri per la selezione degli investimenti in favore delle imprese localizzate nei territori interessati, nonché le modalità e i termini per la presentazione delle domande, i dettagli sulle spese agevolabili e i termini di avvio dei nuovi impianti destinati ad ad essere incentivati.

A Invitalia la gestione dello sportello

Per saperne di più sui bandi, dunque, si dovrà attendere il decreto interministeriale. Con il decreto Coesione è stato invece già definito il soggetto gestore delle agevolazioni. Come già previsto per analoghe iniziative anche in questo caso sarà Invitalia. I progetti e le domande dovranno quindi essere inviati direttamente allo sportello che sarà messo a disposizione sul portale entro gli ultimi mesi dell’anno.

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Lisa De Simone

Esperta in materia legislativa, si occupa di disposizioni normative e di giurisprudenza di interesse per il cittadino. Collabora da anni con Maggioli Editore, curando alcune rubriche on line di informazione quotidiana con particolare attenzione alle sentenze della Corte di Cassaz…Continua a leggere

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