Comunità Energetiche: come trovare una CER e capire se conviene aderire

Aderire a una CER è sempre conveniente? Dipende soprattutto dal proprio profilo e dalle caratteristiche della comunità. Con la nuova Vetrina del GSE è possibile trovare le configurazioni attive nella propria zona e raccogliere le informazioni necessarie prima di scegliere.

Lisa De Simone 14/09/26
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Avere un pannello solare e partecipare ad una CER. Una scelta che può essere sicuramente conveniente quando la Comunità energetica è già attiva e si può capire esattamente come funziona, e quindi quale sarà il guadagno in aggiunta ovviamente al beneficio dell’autoconsumo.

Oggi organizzarsi in questo senso è più facile grazie alla nuova Vetrina delle Comunità Energetiche Rinnovabili lanciata dal GSE, che mappa oltre 4.800 configurazioni già attive, tra CER e Gruppi di autoconsumo. Cliccando sulla mappa basta inserire il POD della bolletta e si può conoscere la lista di quelle di zona e richiedere tutte le informazioni necessarie. Una verifica che può fare anche chi deve decidere se installare o meno l’impianto e valutare quindi i vantaggi economici in anticipo.

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Indice

Suggeriamo:

EBOOK

Decreto CER. Guida agli incentivi per il fotovoltaico e gruppi di autoconsumo

L’accesso agli incentivi e alle tariffe agevolate per la produzione e l’autoconsumo di energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, contemplato dal c.d. Decreto CER e dal regolamento operativo del GSE, non coinvolge soltanto le Comunità Energetiche Rinnovabili ma anche i singoli proprietari di edifici unifamiliari, villette e appartamenti in condominio.Ma qual è il funzionamento di questi finanziamenti e incentivi? A quanto ammontano e come si calcolano? Come accedervi?Tutte le risposte vengono fornite in questo eBook: una guida pratica che aiuta a conoscere e sfruttare al meglio le opportunità offerte dal nuovo sistema incentivante per il fotovoltaico.A ulteriore supporto, l’opera presenta un ampio glossario operativo, un modello di contratto per la costituzione di un Gruppo di Autoconsumo (disponibile anche in formato .docx personalizzabile) e oltre 100 casi pratici e quesiti risolti.I CONTENUTIGli incentivi al fotovoltaico del Decreto CERConfigurazioni e incentiviConteggi e pagamentiLe regole per creare i Gruppi di AutoconsumoI bonus per installazione impiantiIl Gruppo di Autoconsumo in condominioIl Gruppo in condominio con impianti privatiIl contributo PNNRQuesiti risolti (115 quesiti)Glossario OperativoModello contratto costituzione Gruppo AutoconsumoAntonella DonatiGiornalista professionista, ha al suo attivo diversi anni di giornalismo parlamentare con particolare attenzione all’approvazione delle misure di carattere finanziario e alle manovre di bilancio. In questo ambito si occupa espressamente di tematiche fiscali, contributive e previdenziali. È autrice di numerosi volumi, articoli e saggi in materia

 

Antonella Donati | Maggioli Editore 2024

Ingresso sempre gratuito e uscita senza vincoli

Per legge aderire a una CER o a un Gruppo è del tutto gratuito. Basta firmare lo statuto dell’associazione, non ci sono costi d’ingresso, permanenza o quote obbligatorie né penali di uscita, e si ha diritto a mantenere il proprio fornitore.

In pratica basta inviare la richiesta di adesione fornendo semplicemente il codice POD della bolletta specificando se si è produttori e consumatori (prosumer) o solo consumatori (consumer). La Vetrina del GSE è intuitiva e la ricerca si può fare in pochi passi.

Vantaggio doppio per i prosumer

Per i proprietari di impianti l’adesione a una CER locale consente di massimizzare i vantaggi. Chi ha i pannelli già risparmia sulla propria bolletta e già vende l’eccedenza di energia prodotta al GSE tramite il Ritiro Dedicato (RID).

Entrando in una Comunità Energetica, senza modificare nulla del proprio impianto, e senza incompatibilità, si ottiene un terzo guadagno: una quota del premio statale sull’energia condivisa tra tutti i partecipanti (pari a circa 110-120 €/MWh), che viene erogato per il solo fatto che i vicini di casa stiano consumando energia mentre l’impianto la immette in rete. Il meccanismo, infatti, è nato per premiare l’autoconsumo, non la vendita dell’energia. Per chi ha un pannello questo è un guadagno netto che accelera il rientro dall’investimento iniziale, ed è quindi una variabile da tenere in conto se si sta pensando di installarli.

La CER di vicinato che fa la differenza per chi non ha i pannelli

Il discorso cambia per il consumatore puro. Per far guadagnare la comunità e sperare in un piccolo bonus (stimato mediamente in appena 20-50 euro all’anno), di fatto bisogna spostare i propri consumi (lavatrici, lavastoviglie) nelle ore centrali della giornata, ossia quando i pannelli degli altri partecipanti producono.

In questo caso chi ha una tariffa elettrica multioraria finisce per pagare l’energia diurna (Fascia F1) molto più cara rispetto a quella serale o notturna (Fascia F3), e quindi non ha alcun vantaggio, tranne che in un caso specifico, quello delle CER o dei Gruppi di prossimità, ossia le Comunità a filiera corta (il quartiere, il paese, il distretto artigianale o commerciale). In pratica per considerarsi economicamente conveniente per chi non ha i panelli, una CER locale dovrebbe mantenere un bilanciamento rigido, idealmente non superare i 150-200 membri per ogni singolo impianto di taglia media (intorno ai 100-200 kW) e garantire che il rapporto tra produttori e consumatori sia di circa uno a tre.

Cosa chiedere alla CER prima di firmare

La Vetrina del GSE consente di prendere una decisione conoscendo tutte le variabili necessarie. Se nella propria area sono presenti più Comunità Energetiche è infatti possibile confrontarle consultando le informazioni disponibili per ciascuna di esse. Cliccando sul simbolo “+” si possono visualizzare ulteriori dettagli e individuare la soluzione più adatta alle tue esigenze.

In particolare, è possibile richiedere lo Statuto e i patti di ripartizione, ossia qual è la percentuale esatta dell’incentivo GSE che viene girata ai membri e quanta ne trattiene la CER per le spese di gestione della piattaforma. Inoltre, è possibile conoscere il numero di associati sotto la stessa cabina, ossia quanti utenti consumatori sono già iscritti rispetto alla potenza dei pannelli installati. In pratica in pochi passaggi è possibile entrare in contatto con una realtà già operativa sul territorio e approfondire opportunità e modalità di adesione. Presente in genere anche un indirizzo di posta elettronica al quale rivolgersi per ulteriori richieste di informazioni.

Tabella riassuntiva vantaggi e guadagni

Trovi a questo link la Vetrina delle CER del GSE. In questa tabella riassumiamo invece vantaggi, guadagni e rischi a seconda del profilo del privato interessato ad aderire a una CER:

Profilo Privato

Potenziale Guadagno Reale

Rischi

Informazioni necessarie

Chi ha già il pannello (Prosumer)

Massimo. Aggiunge un terzo ricavo extra (premio condivisione CER) a quello della bolletta e del RID.

Nessuno, se la CER non è satura di soli produttori senza consumatori.

Associarsi subito, verificando tramite il POD la Cabina Primaria e privilegiando la CER iper-locale del proprio comune.

Chi non ha il pannello (solo Consumer)

Minimo o nullo. Circa 20-50 euro l’anno, spesso azzerati dalla frammentazione delle grandi CER.

Aumento bolletta (tariffa multioraria diurna cara) e Azzeramento bonus nelle maxi-CER commerciali.

Aderire solo se si ha una tariffa monoraria, richiedendo prima lo Statuto per verificare le percentuali di ripartizione.

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Lisa De Simone

Esperta in materia legislativa, si occupa di disposizioni normative e di giurisprudenza di interesse per il cittadino. Collabora da anni con Maggioli Editore, curando alcune rubriche on line di informazione quotidiana con particolare attenzione alle sentenze della Corte di Cassaz…Continua a leggere

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