La muffa, il nemico invisibile

Queste micotossine rendono insalubri gli ambienti, e sono le dirette responsabili di congiuntiviti, riniti e asma

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Quante volte si è sentito pronunciare la parola muffa?
– “anche quest’anno mi è ritornata la muffa”
– “pensavo di aver risolto il problema della muffa


Con il termine muffa indichiamo varie tipologie di microrganismi facenti parti del “regno dei funghi”. Le muffe sono costituite da filamenti sottili e ramificati denominate Ife, l’insieme di queste formano il micelio, ovvero la parte visibile ad occhio nudo della contaminazione dei supporti murali.

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Muffe e condense negli edifici

La nuova edizione del volume Muffe e condense negli edifici viene incontro alla crescente necessità di comprensione di queste fastidiose patologie degli edifici che stannodiventando man mano più subdole e pervasive.Sempre più spesso le persone accusano dei problemi di salute a causa dell’umidità eccessiva oppure per aver respirato a lungo le pericolose spore finemente disperse nell’aria.Non si contano poi le liti legali, anch’esse sempre più frequenti, a causa appunto di muffe e di condense che si sviluppano nelle abitazioni, purtroppo anche in quelle nuove appena acquistate.Rispetto all’edizione precedente, questo volume si presenta arricchito con numerose spiegazioni di fenomeni poco conosciuti e con degli ulteriori casi di studio reali dove il lettore ha la possibilità di interpretare correttamente la corrispondenza fra la teoria e la pratica.Sono stati inoltre spiegati i criteri di base che devono essere rispettati per la ventilazione meccanica degli ambienti confinati.La crescente necessità di rendere gli edifici ermetici, dovuta alle sempre più stringenti leggi sull’efficienza energetica, tende a esaltare il problema.Se vengono a mancare i ricambi naturali, dovuti agli spifferi o ad altre varie infiltrazioni d’aria, ben difficilmente la sola apertura delle finestre una volta al mattino, potrà bastare a contrastare la formazione di muffe e condense.Per contro, le infiltrazioni eccessive di aria fredda che penetrano negli edifici riscaldati, sono spesso causa di abbassamento localizzato delle temperature superficiali, con la conseguente formazione di fenomeni condensativi.Essendo difficile capire il fenomeno, diventa ancora più difficile correggerlo in maniera adeguata.Questo agile testo intende fare un po’ di chiarezza, descrivendo le situazioni più ricorrenti a partire dalla osservazione degli effetti, individuandone le cause e in ultimo suggerendo i necessari correttivi.Nella stesura del volume si è cercato il più possibile di utilizzare un linguaggio chiaro e comprensibile, mantenendolo però rigoroso nei concetti, negli esempi e nella terminologia impiegata.Marco ArgiolasTecnico esperto in danni e difetti delle costruzioni specializzato nell’umidità in qualsiasi manifestazione. Svolge attività di ricerca tecnica e scientifica per lo sviluppo di prodotti innovativi contro l’umidità nelle costruzioni. Ha una conoscenza approfondita dei materiali e delle tecniche costruttive, teoriche e pratiche, sia in ambito civile che industriale.

Marco Argiolas | Maggioli Editore 2020

Indice

La classificazione delle muffe

Le muffe sono suddivise in quattro divisioni, quali:

  • Zygomycota
  • Basidiomycota
  • Ascomycota
  • Chytridiomycota al quale si aggiunge anche il gruppo dei Deuteromycota definiti anche “funghi imperfetti”, vengono così definiti per la loro diversa caratteristica rispetto alle altre divisioni perché questa specie si riproduce per via asessuata.

Come avviene la riproduzione delle muffe

La riproduzione delle muffe avviene normalmente per mezzo di spore, le stesse hanno un ciclo di vita lunghissimo e sono resistenti sia alle basse che alle alte temperature. Le spore, possono rimanere quiescenti (dormienti) per molti anni, risvegliandosi quando le condizioni risultano favorevoli, creando il processo di germinazione, le condizioni variano da specie a specie. Quando parliamo di germinazione della spora stiamo indicando il processo di re-idratazione della cellula, la quale riprende le proprie attività metaboliche, dando seguito alla formazione delle sue Ife.

Importante ricordare, che ogni specie fungina ha caratteristiche diverse e pertanto ha bisogno delle condizioni ideali, alcune necessitano di temperature comprese tra i 20° ei 30° gradi, altre invece sopportano temperature decisamente più basse. Tra tutte queste specie e divisioni, possiamo ricordare che esistono anche alcune muffe Idrofile e altre Xerofile, Termofile, Ipertermofile, Barofile, Criofile o Psicrofile ecc…

Le muffe idrofile sono muffe che prediligono ambienti umidi o decisamente bagnati con un’attività dell’acqua (Aw) già di 0.75. Le muffe xerofile al contrario invece, prediligono ambienti con una ridottissima quantità d’acqua.

La categoria delle termofile e delle ipertermofile, prediligono ambienti aventi temperature maggiori di 60°, preferendo gli 80° ma sono in grado di sopportare anche temperature di 120°, alcune anche 150° come ad esempio il Pyrococcus furiosus.

I barofili hanno invece la capacità di resistere a pressioni altissime in un range da 70 atm a più di 1000 atm.

Invece la categoria dei criofili o psicrofili sono in grado di vivere in ambienti con temperature da 15° a 0°.

Il pH è un altro elemento di crescita delle muffe, infatti esistono specie quali le acidofile che prediligono ambienti con pH minore o uguale e 3, alcune specie riescono a vivere anche su pH=0, a differenza delle alcalofile che vivono in ambienti con pH superiori pari a 9/10.

Muffe: i rischi per la salute

Le muffe le riconosciamo oltre dal loro aspetto caratteristico che può essere di vari colori, verde, arancione, giallo, marrone, bianco, grigio o nero, anche per il loro aspetto spugnoso e il loro caratteristico odore pungente.

La loro presenza all’interno delle nostre abitazioni oltre che essere poco estetica è alquanto deleteria, per le murature e per tutti gli oggetti che intacca, inoltre è pericolosa per la salute degli abitanti, questo, dato dalle micotossine, che vengono rilasciate dalle spore. Queste micotossine sono le dirette responsabili di congiuntiviti, riniti, asma ecc, tutto questo per l’eccessiva saturazione dell’ambiente misurato in Ppm (parti per milione), rendendo insalubre l’ambiente.

Le tipologie maggiormente responsabili delle manifestazioni allergiche appartengono ai generi Cladosporium, Aspergillus, Fusarium, Trichoderma e Trichocene, i quali possono provocare nausea, astenia e disturbi gastro intestinali.

Pertanto è importante non sottovalutare mai una formazione biologica all’interno delle nostre abitazioni, avvalendosi eventualmente di professionisti del settore, in modo da poter eseguire una corretta rimozione dai supporti, evitando di impiegare prodotti non idonei per la loro tipologia, i quali una volta impiegati se non correttamente, rilasciano i loro residui sui supporti trattati, fungendo successivamente da cibo per le stesse muffe, ecco perché a volte una successiva ri­contaminazione risulta più aggressiva della prima.

muffa
Foto 1_Colonizzazione del supporto con 2 tipologie diverse di contaminazione ©Alessandro Felletti
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