Incentivi Decreto CER: preoccupazioni sull’esclusione di impianti già avviati

L’accesso agli incentivi sarà consentito anche dopo l’entrata in esercizio degli impianti, a condizione che si dimostri che l’impianto sia stato progettato fin dall’inizio come un impianto di comunità

Simona Conte 02/02/24
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Il 24 gennaio 2024 ha segnato un passo significativo per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia, con l’entrata in vigore del decreto per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). L’obiettivo ambizioso è quello di favorire lo sviluppo di 5 gigawatt di impianti di produzione di energia rinnovabile entro il 31 dicembre 2027. Tuttavia, il percorso attuativo di questo decreto, che recepisce la direttiva Red II sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), è ancora in evoluzione.

Secondo uno studio di Legambiente, le CER in Italia potrebbero contribuire a evitare 47,1 tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2030. Pertanto, la promozione delle energie rinnovabili e l’efficienza energetica sono considerate elementi chiave per la decarbonizzazione e la lotta contro i cambiamenti climatici.

Decreto CER: dubbi sui soggetti destinatari

L’iter attuativo potrà dirsi concluso solo con l’approvazione di un ulteriore decreto che andrà a stabilire le regole operative per il riconoscimento degli incentivi. Questo passaggio è cruciale per garantire la chiarezza sulle modalità e le tempistiche di accesso agli incentivi da parte delle CER.
 
Tuttavia, un punto di dibattito sollevato interessa l’articolo 3 del decreto (soggetti beneficiari e requisiti per l’accesso agli incentivi), che ha generato perplessità tra gli operatori del settore. Questo articolo stabilisce che possono accedere ai benefici le CER già regolarmente costituite alla data di entrata in esercizio degli impianti. Tale disposizione, non prevista nel decreto legislativo n. 199 del 2021, potrebbe penalizzare gli impianti fotovoltaici già realizzati prima dell’emanazione dei decreti attuativi.

Questo punto è stato oggetto di un’interrogazione da parte di Ilaria Fontana (con Emma Pavanelli, Enrico Cappelletti, Patty L’Abbate, Daniela Morfino e Agostino Santillo) al ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. Vediamo di seguito quale è stata la risposta.

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La risposta del MASE

In risposta alle interrogazioni sollecitanti, il MASE ha ribadito l’importanza del sostegno allo sviluppo delle CER. Tuttavia, la necessità di un approccio unitario improntato alla semplificazione e massima efficacia è stata sottolineata.
 
Il MASE precisa che lo schema di decreto è stato oggetto di un lungo negoziato con la Commissione europea per garantirne la compatibilità con la disciplina in materia di aiuti di Stato. Le nuove linee guida pubblicate dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 199 del 2021 hanno sollevato dubbi sull’effetto incentivante, ma i negoziati hanno superato questa criticità.
 
L’accesso alla misura tariffaria sarà consentito anche dopo l’entrata in esercizio degli impianti, a condizione che si dimostri che l’impianto sia stato progettato fin dall’inizio come un impianto di comunità. La definizione del decreto delle regole operative sarà fondamentale per chiarire tutti gli aspetti operativi della misura di incentivazione, garantendo la più ampia diffusione delle CER.

Regole dal GSE per chiarire gli aspetti operativi

Con il decreto GSE che disciplina le regole operative per il riconoscimento degli incentivi saranno chiariti tutti gli aspetti operativi della misura di incentivazione, incluse le modalità con cui dovranno essere rispettati i requisiti di accesso.

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