Equo compenso, ANAC: urgente un chiarimento normativo

Un punto cruciale sollevato da ANAC riguarda la necessità di coordinare la legge n. 49/2023 con il codice dei contratti pubblici

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L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha recentemente rivolto un appello diretto alla Cabina di Regia, nonché ai Ministri dell’Economia e delle Infrastrutture, evidenziando l’urgente necessità di interventi normativi o interpretativi che garantiscano l’applicazione coerente ed equa delle norme sull’equo compenso.

Questa sollecitazione riflette la crescente preoccupazione per la chiarezza normativa in un settore cruciale per la pubblica amministrazione e il tessuto economico-professionale del Paese.

Ecco quali sono state le osservazioni di ANAC, a proposito di equo compenso, raccolte in una nota pubblicata il 23 aprile 2024.

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Intervento necessario

Secondo l’anticorruzione, la questione dell’equo compenso non solo è di rilevante impatto sociale ed economico, ma necessita anche di una soluzione tempestiva.

ANAC ha sottolineato l’importanza di un chiarimento legislativo che eviti interpretazioni divergenti e assicuri una uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale.

In assenza di indicazioni chiare, ANAC ha dichiarato di procedere secondo le opzioni regolatorie ritenute più adeguate, ponendo l’accento sulla responsabilità delle istituzioni di intervenire senza indugi.

Requisiti speciali per le gare

Nel frattempo, Anac ha anche evidenziato un vuoto normativo riguardante i requisiti speciali per la partecipazione alle gare d’appalto.

L’Autorità ha incitato le stazioni appaltanti ad adottare misure non discriminatorie e ad incentivare la massima partecipazione possibile. Ciò è essenziale per garantire che le micro, piccole e medie imprese abbiano l’opportunità di crescere e competere in un mercato equo.

ANAC ritiene opportuno far riferimento, nell’individuazione dei requisiti di partecipazione, alle indicazioni fornite nelle Linee guida n. 1 e al dettato del codice.

Coordinamento tra normative

Un punto cruciale sollevato da ANAC riguarda la necessità di coordinare la legge n. 49/2023 con il codice dei contratti pubblici.

Questa armonizzazione è indispensabile per prevenire conflitti normativi e per assicurare che le disposizioni siano interpretate in modo che riflettano tanto le esigenze nazionali quanto i principi dell’Unione Europea.

Inoltre, l’ANAC ha sottolineato la necessità di interpretare le norme in modo tale da non compromettere la concorrenza, in linea con le recenti sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Implicazioni sulle politiche di prezzo e sulla spesa pubblica

L’articolo 13 della Legge n. 49/2023 stabilisce che l’attuazione della stessa non deve comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Questo principio è fondamentale per mantenere l’integrità finanziaria degli investimenti, specialmente quelli legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

ANAC sottolinea l’importanza di valutazioni accurate delle offerte per evitare impatti negativi sulla spesa pubblica e sui tempi di realizzazione dei progetti.

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