Come calcolare la base imponibile della TARI per abitazioni e negozi

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Prima rata a luglio 2014, seconda rata a ottobre 2014. Sono le due scadenze per il pagamento della TARI, il tributo sulla casa che garantisce la copertura integrale dei servizi di recupero e smaltimento dei rifiuti.

La TARI, insieme a IMU e TASI (queste ultime due con scadenza della prima rata entro il 16 giugno), vanno a costituire la IUC, l’Imposta Unica Comunale che, come ha avuto modo di scrivere su queste pagine, il presidente dell’AGEFIS, Mirco Mion, altro non è che una semplice etichetta, un contenitore per indicare in realtà tre imposizioni fiscali differenti, ognuna caratterizzata da modalità di calcolo, aliquote ed esenzioni diverse.

Vediamo allora in questo post di fornire delle istruzioni per il calcolo della TARI che si applicherà sia alle abitazioni sia ai negozi (oltreché alle aree scoperte e ai locali).

La TARI è un tributo c.d. composto (giusto per semplificare la vita ai contribuenti) e si compone di una parte fissa e di una parte variabile a cui si deve poi aggiungere il 5% a comprendere il Tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene ambientale (art. 19, d.lgs. n. 504/1992).

La parte fissa della TARI viene determinata tenendo conto dei costi e degli investimenti (e relativi ammortamenti) relativi ai servizi di igiene urbana.

La parte variabile della TARI viene determinata dalla quantità di rifiuti che il nucleo famigliare del contribuente produrrà presumibilmente nell’arco di un anno (o frazioni di esso).

Per le modalità di calcolo della TARI ci viene in aiuto il dott. Massimo Pipino, commercialista e autore del recente Portolano AGEFIS sulla fiscalità immobiliare, che può essere scaricato gratuitamente direttamente dal sito dell’Associazione dei geometri fiscalisti.

Modalita’ calcolo TARI per abitazioni

Per il calcolo della TARI riferito agli immobili residenziali occorre moltiplicare la superficie calpestabile dei locali per la tariffa fissa unitaria. A tale prodotto si aggiunge la tariffa variabile. Per superficie calpestabile si intendono i metri quadrati misurati a filo interno delle murature.

Facciamo un esempio di un’abitazione di 100 mq con 4 persone residenti.

(100 mq x tariffa fissa unitaria euro 1,3/mq x giorni/365) = parte fissa

(nucleo famigliare di 4 persone x tariffa variabile euro 100/nucleo famigliare x giorni/365) = parte variabile

La TARI è poi la somma della parte fissa e variabile così calcolata, a cui, come abbiamo ricordato, occorre aggiungere un ulteriore 5%

Modalita’ calcolo TARI per negozi

Per il calcolo della TARI riferito ai negozi si deve moltiplicare la superficie calpestabile dei locali per la tariffa fissa unitaria della categoria di appartenenza (classificazione in base alle 21/30 categorie merceologiche del DPR n. 158/1999). A tale valore  si aggiunge il prodotto tra la superficie dei locali e la tariffa variabile della categoria di appartenenza

Facciamo un esempio di un negozio di categoria 13/30 di 120 mq

(120 x tariffa fissa unitaria categoria 13 x giorni/365) = parte fissa

(120 x tariffa variabile unitaria categoria 13 x giorni/365)= parte variabile

La TARI è poi la somma delle due voci sopra riportate.

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