L’aria è uno degli elementi più potenti dell’abitare, eppure è anche uno dei meno visibili. Interagisce con il nostro cervello prima ancora che ce ne accorgiamo, influenza attenzione, benessere e comportamento, e oggi, negli edifici sempre più isolati, non può più essere lasciata al caso.
Partendo dalle basi neuroscientifiche e dalle evidenze scientifiche più recenti, attraverseremo il tema della qualità dell’aria indoor fino ad arrivare alle implicazioni progettuali e normative che caratterizzano l’edilizia contemporanea.
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Indice
- L’olfatto come senso ancestrale dell’abitare
- Aria e cervello: uno stimolo continuo e spesso invisibile
- Edifici sempre più isolati: quando l’aria smette di rinnovarsi da sola
- CO₂ e prestazioni cognitive: cosa dice la ricerca scientifica
- Radon e VOC: gli inquinanti silenziosi degli ambienti iperisolati
- Il quadro normativo: dalla cornice europea alla norma italiana
- Aprire le finestre basta davvero?
- VMC: da opzione tecnologica a scelta progettuale
Suggeriamo:
Progettare il comfort abitativo
Il comfort abitativo è il risultato di un equilibrio dinamico tra l’uomo e l’ambiente costruito, dove la qualità dell’aria, il controllo termoigrometrico, l’acustica e l’illuminazione si intrecciano con le risposte sensoriali e psicofisiche dell’individuo. Questo volume propone un approccio interdisciplinare alla progettazione degli spazi abitativi, connettendo i principi delle neuroscienze con le soluzioni tecniche per garantire il benessere indoor. Attraverso un’analisi comparata tra il funzionamento del corpo umano e le prestazioni dell’involucro edilizio, gli autori offrono una guida alla progettazione consapevole degli ambienti, mettendo in relazione sistemi impiantistici, materiali e tecnologie costruttive con le percezioni sensoriali di chi abita gli spazi. La trattazione è arricchita da numerosi esempi applicativi dedicati a residenze, scuole, hotel, luoghi di lavoro e cantine, con un’attenzione particolare alla gestione della salubrità, all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale. Uno strumento indispensabile per architetti, ingegneri e progettisti impegnati nella definizione di spazi che migliorano la qualità della vita quotidiana. Mirko GiuntiniIngegnere, si occupa da anni di progetti di edifici ecosostenibili. È consulente energetico e docente dell’Agenzia CasaClima, Esperto in Edilizia Sostenibile (EES) ed Esperto in Gestione dell’Energia (EGE). Svolge attività di docente in corsi di specializzazione e master su tematiche di sostenibilità ambientale e costruzioni sostenibili organizzati da ordini professionali, enti pubblici e privati, scuole e centri di formazione di importanza nazionale.Rosita RomeoGiornalista, Consulente CasaClima, Esperta di comfort abitativo, Sociologa con un diploma e relativa abilitazione di geometra. Se con le conoscenze tecniche progetta edifici secondo i parametri dei protocolli di CasaClima con quelle sociologiche si occupa degli effetti del discomfort abitativo sul cervello e conseguenzialmente sugli atteggiamenti e comportamenti individuali.
Mirko Giuntini, Rosita Romeo | Maggioli Editore 2025
32.30 €
L’olfatto come senso ancestrale dell’abitare
Quando entriamo in uno spazio, il primo senso a raccogliere informazioni non è la vista, ma l’olfatto. Prima ancora che possiamo formulare un giudizio consapevole, il cervello ha già iniziato a valutare l’ambiente attraverso l’aria che respiriamo.
L’olfatto è il senso più antico dal punto di vista evolutivo ed è l’unico che dialoga direttamente con le strutture più ancestrali del cervello, coinvolte nella memoria, nelle emozioni e nella valutazione di sicurezza o pericolo. Questo rende l’aria un elemento percettivo attivo, anche quando non viene percepita consapevolmente.
Aria e cervello: uno stimolo continuo e spesso invisibile
Proprio perché il suo dialogo con il cervello è così profondo e immediato, l’aria esercita un’influenza costante anche quando non la “sentiamo”. L’aria non è mai neutra: anche in assenza di odori riconoscibili, il sistema nervoso continua a monitorarne la composizione chimica come segnale ambientale. Un’aria di scarsa qualità introduce una forma di rumore di fondo neurofisiologico che il cervello deve compensare, aumentando il carico cognitivo. Nel tempo, questo si traduce in affaticamento mentale, riduzione dell’attenzione e peggioramento dell’esperienza abitativa.

Edifici sempre più isolati: quando l’aria smette di rinnovarsi da sola
Se questo meccanismo è sempre esistito, è però il modo di costruire contemporaneo ad averne amplificato le conseguenze. L’evoluzione dell’edilizia ha portato alla realizzazione di involucri sempre più performanti dal punto di vista energetico. Serramenti a elevata tenuta all’aria, isolamento spinto e riduzione delle infiltrazioni hanno migliorato l’efficienza, ma hanno anche eliminato il ricambio d’aria spontaneo che caratterizzava gli edifici tradizionali.
Negli edifici iperisolati, l’aria interna diventa quindi il risultato diretto delle emissioni degli occupanti, dei materiali e delle attività quotidiane, rendendo necessaria una gestione intenzionale della ventilazione.
CO₂ e prestazioni cognitive: cosa dice la ricerca scientifica
In questo scenario, uno degli indicatori più utilizzati per comprendere cosa accade all’interno degli ambienti è la CO₂. Sebbene non sia un inquinante tossico alle concentrazioni normalmente riscontrabili negli ambienti abitati, numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato una correlazione tra concentrazioni elevate di CO₂ e riduzione delle prestazioni cognitive. Studi condotti dalla Harvard T.H. Chan School of Public Health hanno evidenziato peggioramenti nelle capacità decisionali, nell’attenzione sostenuta e nel problem solving in ambienti scarsamente ventilati, anche in assenza di un disagio percepito. Il cervello, dunque, risente della qualità dell’aria prima che l’individuo ne sia consapevole.
Radon e VOC: gli inquinanti silenziosi degli ambienti iperisolati
La CO₂, tuttavia, non è l’unico elemento in gioco. Accanto ad essa, negli edifici contemporanei assumono rilievo altri contaminanti meno immediatamente percepibili. Il radon, gas radioattivo naturale, può accumularsi negli ambienti interni a contatto con il suolo, in presenza di elevata tenuta all’aria e scarsa ventilazione, rappresentando un rischio sanitario soprattutto negli spazi a permanenza prolungata.
Allo stesso modo, i VOC (Composti Organici Volatili), emessi da materiali, arredi e prodotti di uso quotidiano, tendono ad accumularsi negli ambienti a bassa permeabilità all’aria, dando luogo a esposizioni croniche associate a irritazioni, affaticamento mentale e riduzione del benessere cognitivo.
Il quadro normativo: dalla cornice europea alla norma italiana
È proprio per governare una complessità che non è più solo tecnica, ma anche comportamentale e cognitiva, che entra in gioco la normativa sulla qualità dell’aria indoor. Le norme non servono a “dire quanta aria far passare”, ma a costruire un linguaggio comune che permetta di progettare, valutare e correggere le condizioni ambientali in modo coerente con l’uso reale degli edifici.
A livello europeo, la UNI EN 16798-1 fornisce la cornice prestazionale di riferimento. La norma non impone un unico valore valido per tutti i contesti, ma introduce diversi livelli di qualità dell’aria, legati alla destinazione d’uso e alle aspettative degli occupanti. In termini pratici, questo significa che un’aula scolastica, un ufficio open space o un’abitazione non devono necessariamente garantire lo stesso livello di qualità dell’aria, ma un livello coerente con le attività svolte e con il tempo di permanenza. La norma diventa così uno strumento di scelta progettuale: aiuta a decidere quale obiettivo porsi, non come raggiungerlo in modo rigido.
In ambito nazionale, la UNI 11976 rafforza questo impianto spostando l’attenzione sulla fase di esercizio dell’edificio. Il suo contributo principale è rendere esplicito che la qualità dell’aria non può essere valutata solo “a progetto”, ma va verificata nel tempo. Un esempio pratico è il caso di un edificio residenziale o scolastico progettato secondo criteri energetici avanzati: la UNI 11976 fornisce indicazioni su come impostare una campagna di monitoraggio, quali parametri considerare (ad esempio CO₂, VOC, radon), e come leggere i risultati in relazione all’occupazione reale degli spazi. Se i dati mostrano concentrazioni elevate in determinate fasce orarie, il problema non è “fuori norma”, ma mal governato, e può richiedere un adeguamento delle strategie di ventilazione o di gestione.
A completamento del quadro si collocano gli allegati tecnici pubblicati nel corso del 2025, che hanno una funzione chiaramente operativa. Questi documenti non introducono nuovi valori limite, ma aiutano a tradurre i principi normativi nella pratica quotidiana. Ad esempio, forniscono criteri per distinguere se un aumento di CO₂ è legato a un sovraffollamento temporaneo, a una ventilazione insufficiente o a un uso improprio degli spazi; oppure indicazioni su come interpretare valori di VOC in relazione ai materiali presenti o alle attività svolte. In questo modo, gli allegati supportano il passaggio dal dato grezzo alla decisione tecnica, evitando letture semplicistiche o allarmistiche.
Nel loro insieme, norme europee, norma nazionale e allegati costituiscono quindi un sistema a più livelli: la norma europea definisce l’obiettivo prestazionale, la norma nazionale verifica la coerenza con la realtà d’uso, gli allegati forniscono gli strumenti per intervenire in modo mirato. Non un apparato prescrittivo rigido, ma una struttura di supporto al progetto e alla gestione consapevole dell’edificio.
Aprire le finestre basta davvero?
A questo punto, la domanda diventa inevitabile. Alla luce delle evidenze scientifiche e normative, è sufficiente aprire le finestre negli edifici iperisolati per garantire una buona qualità dell’aria? L’aerazione manuale rimane una pratica utile, ma è per sua natura discontinua, dipendente dal comportamento degli occupanti e dalle condizioni climatiche. Non garantisce costanza dei ricambi né controllo delle portate. Negli edifici contemporanei, la qualità dell’aria non può più essere affidata al caso.
VMC: da opzione tecnologica a scelta progettuale
È qui che la Ventilazione Meccanica Controllata assume un significato diverso. Non rappresenta un eccesso tecnologico, ma una risposta coerente alla trasformazione dell’involucro edilizio. Consente di garantire un ricambio d’aria continuo, controllato e misurabile, riducendo l’accumulo di inquinanti e sostenendo il benessere cognitivo degli occupanti.
Non si tratta di sostituire il gesto semplice dell’aprire una finestra, ma di riconoscere che, oggi, il rapporto tra aria, edificio e cervello deve essere progettato, non lasciato all’improvvisazione.
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Progettare il comfort abitativo
Il comfort abitativo è il risultato di un equilibrio dinamico tra l’uomo e l’ambiente costruito, dove la qualità dell’aria, il controllo termoigrometrico, l’acustica e l’illuminazione si intrecciano con le risposte sensoriali e psicofisiche dell’individuo. Questo volume propone un approccio interdisciplinare alla progettazione degli spazi abitativi, connettendo i principi delle neuroscienze con le soluzioni tecniche per garantire il benessere indoor. Attraverso un’analisi comparata tra il funzionamento del corpo umano e le prestazioni dell’involucro edilizio, gli autori offrono una guida alla progettazione consapevole degli ambienti, mettendo in relazione sistemi impiantistici, materiali e tecnologie costruttive con le percezioni sensoriali di chi abita gli spazi. La trattazione è arricchita da numerosi esempi applicativi dedicati a residenze, scuole, hotel, luoghi di lavoro e cantine, con un’attenzione particolare alla gestione della salubrità, all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale. Uno strumento indispensabile per architetti, ingegneri e progettisti impegnati nella definizione di spazi che migliorano la qualità della vita quotidiana. Mirko GiuntiniIngegnere, si occupa da anni di progetti di edifici ecosostenibili. È consulente energetico e docente dell’Agenzia CasaClima, Esperto in Edilizia Sostenibile (EES) ed Esperto in Gestione dell’Energia (EGE). Svolge attività di docente in corsi di specializzazione e master su tematiche di sostenibilità ambientale e costruzioni sostenibili organizzati da ordini professionali, enti pubblici e privati, scuole e centri di formazione di importanza nazionale.Rosita RomeoGiornalista, Consulente CasaClima, Esperta di comfort abitativo, Sociologa con un diploma e relativa abilitazione di geometra. Se con le conoscenze tecniche progetta edifici secondo i parametri dei protocolli di CasaClima con quelle sociologiche si occupa degli effetti del discomfort abitativo sul cervello e conseguenzialmente sugli atteggiamenti e comportamenti individuali.
Mirko Giuntini, Rosita Romeo | Maggioli Editore 2025
32.30 €
Progettazione energetica integrata di involucro edilizio e impianti
Per garantire prestazioni energetiche elevate e risparmio occorre coniugare e integrare in un unico sistema efficiente l’involucro, nelle sue parti opache e trasparenti, e gli impianti tecnologici. Non si tratta di un’operazione semplice. Al progettista, infatti, è richiesta la comprensione delle singole parti e di come esse interagiscono tra loro. Questo manuale ha l’obiettivo di fornire al lettore gli strumenti per comprendere e governare il rapporto involucro-impianti al fine di raggiungere una ottimale efficienza energetica del manufatto edilizio. L’opera accompagna il lettore verso la conoscenza delle proporzioni, in termini di importanza, fra l’edificio e gli impianti, demolendo le convinzioni, ancora resistenti e persistenti, che un edificio ad alta efficienza energetica dipenda prevalentemente dagli impianti a energia rinnovabile. L’autore sposta il maggior carico dell’attenzione sulla qualità dell’involucro, opaco e trasparente: pareti, solai, coperture disperdenti, serramenti e ombreggiamenti. Ne analizza vizi e virtù relazionati alla fascia climatica in cui si trova l’edificio e alle caratteristiche fisiche dei materiali utilizzati, traducendo in modo molto fruibile la fisica tecnica. Il manuale, inoltre, affronta il concetto di qualità dell’aria, parlando di Ventilazione Meccanica Controllata, proseguendo con gli altri parametri del comfort abitativo: termo-igrometrico, acustico e luminoso, per offrire al lettore una panoramica olistica di tutti i componenti di una struttura edilizia energeticamente efficiente e sostenibile. Mirko GiuntiniIngegnere, si occupa da anni di progetti di edifici ecosostenibili. È consulente energetico e docente dell’Agenzia CasaClima, Esperto in Edilizia Sostenibile (EES) ed Esperto in Gestione dell’Energia (EGE). Svolge attività di docente in corsi di specializzazione e master su tematiche di sostenibilità ambientale e costruzioni sostenibili organizzati da ordini professionali, enti pubblici e privati, scuole e centri di formazione di importanza nazionale.
Mirko Giuntini | Maggioli Editore 2023
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