La progettazione antincendio per attività commerciali segue due principali approcci normativi in Italia. Questa distinzione riflette due filosofie progettuali diverse: il primo è di tipo prescrittivo, il secondo è un approccio prestazionale.
Questo articolo analizza un caso di progettazione di un centro commerciale oggetto di ristrutturazione secondo entrambi i metodi, evidenziando differenze e vantaggi. Le informazioni riportate sono contenute nella pubblicazione INAIL “Prevenzione incendi per attività commerciali – La Regola Tecnica Verticale V.8 del Codice di prevenzione incendi”, datata novembre 2024 e scaricabile qui.
>> Vorresti ricevere news come questa? Clicca qui, è gratis
Indice
Differenze principali tra approccio prescrittivo e prestazionale
Approccio prescrittivo: storico della normativa italiana, impone al progettista di seguire norme dettagliate e rigide, senza flessibilità. Questo metodo è vantaggioso per la sua facilità di applicazione e la garanzia di uniformità nei controlli, ma la sua rigidità limita le possibilità di adattamento, costringendo a richiedere deroghe.
Approccio prestazionale di tipo ingegneristico (Fire Safety Engineering): si basa su simulazioni scientifiche per prevedere il comportamento dell’incendio, offrendo così flessibilità e adattabilità anche in scenari complessi. Tuttavia, presenta alcune sfide: richiede modelli di calcolo validati, alta competenza tecnica del progettista e controllori e notevoli risorse computazionali per gestire i dati.
Applicabilità della normativa
Per la progettazione antincendio di un’attività commerciale è possibile scegliere tra due opzioni: seguire la regola tecnica tradizionale del d.m. 27 luglio 2010 o applicare il Codice aggiornato con la nuova RTV V.8 del d.m. 23 novembre 2018.
Una volta scelto uno dei due percorsi normativi, è necessario completarlo interamente, poiché sono alternative e non complementari. La RTV V.8 può comunque servire come riferimento anche per attività che non rientrano nel suo ambito specifico di applicazione.
Caso studio: progettazione antincendio di un centro commerciale
Il caso studio analizza la ristrutturazione di un centro commerciale esistente su due livelli, con un affollamento massimo di 2767 occupanti, 42 negozi e un’autorimessa al piano seminterrato.
La progettazione antincendio è stata condotta utilizzando sia la normativa tradizionale (d.m. 27 luglio 2010) sia il Codice aggiornato con la RTV V.8, evidenziando come l’approccio prescrittivo tradizionale sia limitato nella sua rigidità, richiedendo spesso deroghe e comportando costi aggiuntivi.
Al contrario, il Codice offre soluzioni alternative più flessibili e adatte al caso specifico, sebbene implichi una maggiore responsabilità professionale e competenza da parte del progettista.
Nel contesto del progetto, sono emerse difficoltà tecniche per l’installazione dell’impianto sprinkler e per il dimensionamento del sistema SENFC, così come la verifica del sistema di esodo. Questi aspetti sono stati gestiti attraverso un approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio, che ha permesso di valutare soluzioni personalizzate per raggiungere i livelli di prestazione richiesti in modo più efficace rispetto all’approccio prescrittivo.
La progettazione con il Codice ha inoltre consentito di adottare misure mirate alla salvaguardia della vita, come l’esclusione del posizionamento di autoveicoli nel portico al piano terra, che avrebbe potuto ostacolare l’evacuazione sicura in caso d’incendio.
Scrivi un commento
Accedi per poter inserire un commento